Colonscopia dopo 488 giorni, liste d’attesa infinite e l’Asl a caccia di 240 mila prestazioni in convenzione. Ma i privati alzano le mani
Il problema, ancora una volta, sarebbe la mancanza di personale specializzato

BOLZANO. Liste d’attesa, l’Asl lancia l’allarme: per ridurle serviranno circa 240 mila visite in convenzione nel triennio 2026-2028, pari a 80 mila prestazioni l’anno. La prima manifestazione d’interesse però non ha dato i risultati sperati: solo ortopedia e oculistica hanno ricevuto offerte superiori al fabbisogno, mentre dermatologia, cardiologia, gastroenterologia, neurologia e terapia del dolore restano scoperte.
Nel dettaglio, il piano dell’Asl prevede 11 mila prestazioni annue in cardiologia (33 mila complessive), 12 mila in dermatologia (32 mila complessive), 16 mila in oculistica (48 mila complessive), 15.500 in gastroenterologia (46.500 complessive), 6.500 tra neurologia e medicina fisica/riabilitativa per elettromiografie (19.500 complessive), 4.500 in terapia del dolore (13.500 complessive) e 11 mila prestazioni ambulatoriali annue in ortopedia oltre ai ricoveri per acuti (33 mila complessive).
"Stiamo valutando una nuova procedura soprattutto nei settori meno coperti - spiega il direttore amministrativo Luca Armanaschi. Il problema però, come denunciano i privati, è economico: una visita dermatologica in convenzione viene rimborsata 40 euro, contro i 100-120 richiesti sul libero mercato, con al medico poco più di 30 euro. Situazione delicata anche in gastroenterologia: la clinica Santa Maria ha scelto di chiudere con la chirurgia ortopedica protesica per potenziare l’attività ambulatoriale e diagnostica, ma non ha dato disponibilità a coprire le 46.500 prestazioni complessive del triennio, lasciando per ora attiva solo la clinica Sant’Anna di Merano.
"Il vero problema è la carenza di personale specializzato – afferma Alexander D’Andrea, responsabile clinico della Santa Maria – negli ultimi 4 anni abbiamo formato 4 infermieri che poi sono andati altrove e oggi non possiamo lavorare in sicurezza nelle unità di endoscopia".
Se la struttura confermerà l’indisponibilità, i tempi, ad esempio, per una colonscopia rischiano di allungarsi oltre i livelli attuali: 422 giorni a Bolzano, 488 a Merano, 392 a Brunico, 383 a Bressanone e 462 a Silandro. L’assessore alla Sanità Hubert Messner, insieme all’Asl, assicura che si sta lavorando a soluzioni, ma senza il contributo dei privati l’obiettivo di ridurre le liste resta lontano.













