Sanità, Medici e Infermieri siglano un 'patto per l'assistenza': "A rischio i principi del Servizio sanitario pubblico, equo e universale"
Nel corso dell'incontro, che si è tenuto nella serata di ieri, è stata ribadita l'importanza per il sistema sanitario trentino della collaborazione tra i due ordini, che rappresentano circa 8mila professionisti

TRENTO. “Nell'incontro è stata sottolineata l'importanza per il sistema sanitario trentino della collaborazione tra i due Ordini, che rappresentano circa 8mila professionisti, ed è stato ribadito l'impegno, da parte delle due istituzioni, di difendere il servizio sanitario pubblico equo ed universale, i cui principi oggi sono messi a forte rischio”. Sono queste le parole con le quali gli ordini dei Medici e degli Infermieri in Trentino hanno annunciato di aver siglato un “patto per l'assistenza” in questa delicata fase di crisi del sistema sanitario (Qui e Qui Articolo), con la determinazione “di voler contare di più e di voler esserci per senso di responsabilità e per quel sentimento di appartenenza e di dedizione verso la comunità” nella quale gli ordini stessi operano.
Al centro del dibattito, che si è svolto ieri sera, alcuni temi fondamentali: la carenza di professionisti (“colmarla, coniugando la definizione di percorsi strutturati di carriera secondo logiche meritocratiche e di riconoscimento delle competenze dà dignità ai professionisti e migliora l'assistenza”), la formazione (“obbligo deontologico ed elemento imprescindibile per garantire al cittadino la sicurezza delle cure. È necessario trovare punti di vista integrati e condivisi”), la sicurezza dei posti di lavoro (“e la serenità nell'ambito del team professionale”) ed una retribuzione coerente con i livelli europei e con le responsabilità assunte dai professionisti stessi. “Infine – scrivono i due ordini – ma non ultima per importanza, la deontologia. Il richiamo e la promozione dei principi e dei valori deontologici, gli unici capaci di distinguerci, rappresentano i presupposti per un nuovo patto medico-infermiere-cittadino”.
Già fin dal 2019, i due Ordini aveva avviato un confronto per migliorare la conoscenza reciproca ed intensificare la collaborazione interprofessionale nel rispetto dei ruoli e si erano proposti nei confronti dei decisori politici come interlocutori privilegiati a garanzia del diritto alla salute del cittadino. Ora, con il patto siglato ieri, l'obiettivo “è di poter essere propositivi – dicono – per realizzare quella sinergia fatta di confronto e di condivisione, senza la quale nessun risultato in sanità è possibile”. Gli incontri tra i due ordini si ripeteranno quindi periodicamente e gruppi di lavoro dedicati tratteranno temi prioritari per l'innovazione del sistema salute trentino (tra cui le Case di comunità, che per i professionisti devono essere 'diffuse' e intese come luoghi di confronto).
Su un livello più ampio: “Il Piano nazionale di ripresa e resilienza – dicono Medici e Infermieri – deve integrarsi con il piano nazionale cronicità, con il piano nazionale della prevenzione 2020-2025 e con il piano per la salute del Trentino 2015-2025, per la pianificazione degli interventi di prevenzione e promozione della salute da realizzare sul territorio e per dare risposte di salute e prossimità agli oltre 190mila pazienti cronici della Provincia di Trento”. “Dall'incontro di ieri – dice Daniel Pedrotti, presidente dell'ordine delle Professioni infermieristiche – si conferma una sinergia molto importante all'interno di un percorso che c'è da sempre, che si è rafforzato in questi anni, ma che ora assume un ruolo incisivo nelle scelte sui modelli organizzativi e professionali per la gestione clinica della salute dei cittadini”.
Gli Ordini, dice Pedrotti: “Rappresentano i professionisti della salute che sono portatori di un bagaglio enorme di competenze e di idee che necessitano di essere riconosciute e che vogliono mettere a disposizione, affinché la qualità delle cure ai cittadini e la sostenibilità del sistema sanitario provinciale possano essere garantite”. Per Marco Ioppi invece, presidente dell'ordine dei Medici chirurgi e degli odontoiatri: “Gli Ordini sono a ricordare l'importanza del delicato e insostituibile ruolo che i professionisti della salute rappresentano per il cittadino e per la società. Professionisti che devono essere valorizzati e sostenuti per essere sempre più capaci di restare accanto al cittadino nei momenti del vero bisogno. Devono essere coinvolti nelle decisioni di politica sanitaria, resi responsabili e visti come una straordinaria opportunità di investimento per la crescita e il benessere della società e non come voce di spesa, non fosse altro perché attraverso loro passa quasi un terzo del bilancio provinciale”.
“Senza medici e infermieri la sanità non ci può essere – è stato infine affermato – insieme dobbiamo recuperare il senso vero della cura e dell’assistenza nello spirito della legge istitutiva del Servizio sanitario nazionale”.













