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Belluno
19 settembre | 20:11

Sindrome sgombroide da consumo di tonno fresco, 4 casi trattati in Pronto soccorso: “Evitarne il consumo”

L'allarme nella provincia di Belluno, dove 4 casi di sindrome sgombroide da tonno fresco, attribuibili al consumo dell'alimento in due diversi ristoranti, sono stati trattati al pronto soccorso. Le autorità: “A scopo precauzionale, nelle prossime ore, in attesa della precisa identificazione delle cause dell'evento, è opportuno evitare il consumo di tonno fresco”

BELLUNO. Quattro casi, riconducibili a due diversi ristoranti, di sindrome sgombroide da consumo di tonno fresco trattati al pronto soccorso nel Bellunese, le autorità sanitarie: “A scopo precauzionale, nelle prossime ore, in attesa della precisa identificazione delle cause dell'evento, è opportuno evitare il consumo di tonno fresco”.

 

L'allarme è scattato nel pomeriggio di oggi (lunedì 19 settembre) quando 4 casi della sindrome sono stati trattati al pronto soccorso di Belluno. La sindrome sgombroide, dicono le autorità, è legata all'assorbimento di istamina contenuta nell'alimento, ed è caratterizzata da mal di testa, rossore della cute, congiuntivite, disturbi intestinali, che compaiono entro un'ora circa dal consumo del cibo.

 

Come spiega il ministero della salute sul suo sito, la sindrome sgombroide è “una patologia simil allergica, risultante dall'ingestione di pesce alterato che contiene istamina”. In molti casi la sintomatologia è comunque autolimitante mentre sintomi più severi, si legge sul sito del ministero: “Possono presentarsi in soggetti asmatici o allergici in generale”.

 

Nello specifico, precisano gli esperti dell'Iss: “L'istamina si sviluppa in minima parte da fenomeni autolitici di origine tessutale e, per la maggior parte, dall'azione di enzimi elaborati da microrganismi durante i primi processi degradativi. L'attività di tali enzimi dipende dal contenuto di istidina libera nella sostanza alimentare e dalla temperatura. Le quote più elevate di istidina sono state riscontrate nel tessuto muscolare di tonni, sgombri, sardine e aringhe. Temperature tra i 6°C e 20°C favoriscono la formazione di amina, mentre le basse temperature sono in grado di ritardare la sua sintesi batterica”.

 

Quel che è certo, riportano in una nota le autorità sanitarie dell'Ulss 1 Dolomiti, è che il Dipartimento di prevenzione, d'intesa con il Nas di Treviso: “E' impegnato nel ricostruire il percorso dell'alimento coinvolto”. Nel frattempo, come già ribadito, è sconsigliato il consumo di tonno fresco.

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