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| 18 lug 2022 | 18:02

“Sul ghiacciaio la situazione è già peggiore che nell’agosto del 2003”: è emergenza sul Gran Paradiso, tra laghi scomparsi e 2 metri in meno di ghiaccio a 3mila metri

Ad analizzare la situazione sul Ghiacciaio di Ciardonay, nel Parco nazionale del Gran Paradiso, gli esperti della Società Meteorologica Italiana: “Abbiamo trovato una situazione ancora peggiore di quanto immaginato". Nel frattempo sui social, nel gruppo di Soci del Cai, è stata pubblicata una foto del laghetto del Lauson (sempre all’interno del massiccio del Gran Paradiso) completamente privo di acqua

“Sul ghiacciaio la situazione è già peggiore che nell’agosto del 2003”
Foto a sinistra di Pierluigi Cullino, foto a destra dal gruppo Facebook Soci Cai - Club Alpino Italiano Official Group

AOSTA. “Sull’intero ghiacciaio non c’è più la minima traccia di neve residua, e questo già lo sapevamo, ma, fatto completamente inedito a metà luglio e ancora più incredibile, in questo primo scorcio di estate si è già perso uno spessore glaciale di 102 centimetri nel punto più elevato, a 3210 metri, e fino a 215 centimetri a 3000 metri, nel settore mediano”. Sono queste le parole degli esperti della Società meteorologica italiana, che negli ultimi giorni sono saliti sul ghiacciaio di Ciardoney, nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, constatando una situazione a metà luglio "già peggiore che nel 2003 a inizio agosto”.

 

 

Le condizioni attuali infatti: “Sarebbero già estremamente negative – scrivono dalla Società meteorologica italiana – se osservate a fine estate, figurarsi adesso, con ancora due mesi (almeno) di fusione davanti”. Gli esperti sono saliti il 14 luglio sul ghiacciaio per installare nuove paline ablatometriche per la misura della fusione glaciale, in affiancamento a quelle presenti e in procinto di fuoriuscire completamente dal ghiaccio, trovando “una situazione ancora peggiore di quanto immaginato”.

 

Sul corpo glaciale infatti al momento è presente un ruscellamento d’acqua ovunque, dicono, con continui crolli rocciosi delle pareti circostanti: “Appuntamento a metà settembre con il bilancio finale di una stagione che sarà con buona probabilità la peggiore mai subita dalla criosfera alpina in svariati secoli”.


Foto dal gruppo Facebook Soci Cai - Club Alpino Italiano Official Group
Foto dal gruppo Facebook Soci Cai - Club Alpino Italiano Official Group

Nel frattempo le problematiche dell’ecosistema alpino in questa fase di intenso caldo e siccità sono testimoniate anche dalla sofferenza di vari corpi d’acqua in quota anche in Trentino (Qui Approfondimento), e nel gruppo Facebook dei soci del Cai è apparsa nelle ultime ore una comparazione relativa al laghetto del Lauson, sempre nel Parco nazionale del Gran Paradiso. Il corpo d’acqua quest’anno risulterebbe in sostanza sparito, con al posto dell’acqua una brulla e arida distesa di rocce. In questo caso la mancanza di acqua è probabilmente dovuta all’assenza di acqua di fusione, vista la mancanza di neve che quest’inverno ha interessato buona parte dell’arco alpino.

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