Tragedia della Marmolada, i due corpi identificati sono di Martin Ouda e Pavel Dana: lasciano 6 figli. Si cerca ancora il 22enne Nicolò Zavatta
Dopo il ritrovamento dei due corpi dei turisti della Repubblica Ceca l'ultimo disperso ''reclamato'' è Nicolò Zavatta che si trovava sulla Marmolada domenica per seguire un corso di sicurezza e salvamento in crepaccio assieme alla guida alpina Paolo Dani, una delle vittime già accertate. Oggi sul campo ci sono 14 soccorritori al lavoro

CANAZEI. Sarebbe il corpo del ventiduenne Nicolò Zavatta quello che ancora non sarebbe stato ritrovato dopo la tragedia di domenica sulla Marmolada. E' lui l'ultimo disperso che manca all'appello dei ''reclamati'' dopo che ieri sono stati identificati i corpi di altri due escursionisti della Repubblica Ceca: Martin Ouda di 48 anni e Pavel Dana di 47. I due erano entrambi turisti, padri di famiglia, e lasciano 6 bimbi oltre alle rispettive compagne.
A questo punto, quindi, la macabra conta di questa terribile tragedia si starebbe per chiudere: 10 i morti recuperati, 6 quelli riconosciuti, uno ancora disperso, quel Nicolò Zavatta che si trovava sulla Marmolada, quella drammatica domenica, per seguire un corso di sicurezza e salvamento in crepaccio, insieme alla guida alpina Paolo Dani (una delle vittime già accertate). Il giovane studente con la passione per la montagna si trovava assieme all’amico Riccardo Franchin, anche lui travolto dalla valanga di ghiaccio e detriti e ancora ricoverato all’ospedale Santa Chiara di Trento.
Di Zavatta invece non si è più saputo nulla ed è l'ultimo a figurare fra i dispersi. I genitori del ragazzo si sono recati a Canazei per il prelievo del dna, utile per un eventuale riconoscimento. Ieri il padre di Nicolò, Michele Zavatta, ha condiviso una foto del suo ragazzo sul seguitissimo gruppo Facebook “DoloMitici!” di cui il 22enne faceva parte. “Ventidue anni e il sogno di un vero alpinismo, ti hanno portato sui fianchi della Regina”, si legge nella didascalia dove si spiega che Nicolò si trovava sulla Marmolada per seguire un corso di sicurezza e salvamento in crepaccio, insieme alla guida alpina Paolo Dani. “Ti dobbiamo un favore – conclude il messaggio – quello di ricordarti così, risoluto nella tua vocazione tra queste rocce, ora felice per sempre”.
Per trovare i resti di Nicolò ed eventuali altri dispersi che non sono stati ''reclamati'' anche oggi sono in corso le operazioni di ricerca via terra nell'area a valle del distacco di Punta Rocca: 14 in tutto i soccorritori al lavoro dalle 6 e 15 di oggi.

Le operazioni, dicono le autorità, continueranno finché le condizioni meteo di sicurezza lo renderanno possibile. La stabilità del ghiaccio nel frattempo viene monitorata in diretta dagli esperti del Centro per la protezione civile dell'Università di Firenze, che collaborano con l'ufficio previsioni e pianificazione della Provincia di Trento, attraverso i dati raccolti da radar interferometrici e doppler.

Il lavoro dei soccorritori in quota è portato avanti in stretto collegamento con il Centro di protezione civile di Canazei, con i vigili del fuoco e Psicologi per il popolo. Sono 14 in tutto, come detto, le donne e gli uomini in azione dalle prime ore di questa mattina, si tratta di operatori del soccorso alpino trentino, del soccorso alpino della guardia di finanza, con due unità cinofile, del centro addestramento alpino di Moena della polizia, dei vigili del fuoco permanenti di Trento e della squadra del soccorso alpino dell'arma dei carabinieri.
I morti accertati sono Filippo Bari, Paolo Dani e Tommaso Carollo (tutti e tre veneti), una donna trentina (Liliana Bertoldi) e i due turisti della Repubblica Ceca (Pavel Dana e Martin Ouda). Cinque restano le persone reclamate: i coniugi Davide Miotti ed Erica Campagnaro, i fidanzati Manuela Piran e Gianmarco Gallina, e il 22enne Nicolò Zavatta.












