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| 11 lug 2022 | 19:43

Tragedia sulla Marmolada, la lettera del sindaco: "Gli alpinisti? Sfortuna di essere lì nel momento sbagliato". A Canazei serrande abbassate per lutto cittadino

A poco più di una settimana di distanza dal tragico episodio il sindaco di Rocca Pietrore manda un messaggio in ricordo delle vittime. A Canazei invece il suono delle sirene dei vigili del fuoco apre la messa nel giorno di di lutto cittadino proclamato dal sindaco. Bernard: "Abbiamo vissuto momenti di unità di forze e di intenti che rimarrà indelebile per tutti noi"

Tragedia sulla Marmolada, la lettera del sindaco: Gli alpinisti?
di Francesca Cristoforetti

ROCCA PIETRORE. Undici vittime e 5 i feriti ancora ricoverati: è questo il drammatico bilancio a poco più di una settimana dalla tragedia sulla Marmolada, avvenuta domenica scorsa (3 luglio) poco prima delle 14 quando un serracco staccatosi dalla parte sommitale del ghiacciaio ha travolto con una valanga degli escursionisti. 

 

"Era una splendida giornata di sole e purtroppo per molte persone è divenuta tragica a causa di quel maledetto crollo della parete di ghiaccio - dichiara il sindaco di Rocca Pietrore, Andrea De Bernardin - è avvenuto in giornata festiva nell'orario in cui gli alpinisti percorrono maggiormente il ghiacciaio e con il meteo così favorevole non era prevedibile. Nessuna critica può essere addebitata agli alpinisti in quanto hanno solo avuto la sfortuna di essere li nel momento sbagliato".

 

Oltre a Rocca Pietrore, anche Canazei si è stretta intorno ai famigliari delle vittime, nel giorno di lutto cittadino proclamato dal sindaco Giovanni Bernard e accolto da tutte le amministrazioni della Val di Fassa. Le serrande dei negozi sono state abbassate simbolicamente per 10 minuti. 

 

Alle sei in punto è partito il suono delle sirene dei vigili del fuoco. Poi il rintocco della campana nella chiesa parrocchiale, dove il 9 luglio, l'arcivescovo Lauro Tisi ha celebrato la Santa Messa con il vescovo di Vicenza Beniamino Pizziol e il parroco del paese, don Mario Bravin. Non sono mancati gli uomini e le donne della Protezione civile e le forze dell'ordine che da venerdì hanno condotto le operazioni di ricerca delle persone reclamate dai familiari.

 

"Nessuna parola riesce a interpretare e contenere il dramma che stiamo vivendo - ha osservato l’arcivescovo - il ghiaccio ha spezzato la vita di uomini e donne che non si conoscevano, dalla biografia differente, appartenenti a comunità diverse, ma ora unico e identico è il dolore di chi li piange".

 

Accanto a loro, il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, il segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri Roberto Chieppa, il vicepresidente della Provincia e presidente della Fondazione Dolomiti Unesco, Mario Tonina, l’assessore Mirko Bisesti, la senatrice Elena Testor, il presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder e i consiglieri provinciali Luca Guglielmi e Gianluca Cavada, il procurador del Comun General de Fascia, Giuseppe Detomas, oltre al dirigente generale del Dipartimento protezione civile, Raffaele De Col.

 

Alla fine della celebrazione, il grazie del sindaco di Canazei in prima linea sull’emergenza sin dalle prime ore: "Abbiamo vissuto momenti di unità di forze e di intenti che rimarrà indelebile per tutti noi". Il pensiero va a chi ha perso la vita in quota: "La comunità di Canazei e dell’intera Val di Fassa si stringe attorno a voi. Sono parole e sentimenti sinceri, che nascono dall’esperienza di aver vissuto la perdita dei nostri cari su queste montagne in momenti di svago e di aiuto al prossimo".

 

Di seguito viene riportato il messaggio integrale del sindaco di Rocca Pietrore, De Bernardin:

 

È passata già una settimana da quella disgraziata domenica scorsa. Era una splendida giornata di sole e purtroppo per molte persone è divenuta tragica a causa di quel maledetto crollo della parete di ghiaccio.  La Marmolada è una montagna che conosco bene in quanto sin da bambino  ci vivo per molti mesi all'anno. 

Ero al mio posto di lavoro qui al lago di Fedaia domenica ma dall'interno della casa con il vociare della gente nessuno ha sentito il rumore del terribile crollo. Ho saputo pochissimi minuti dopo  dall' emittente radio agordina quanto era successo, assistendo ai primi numerosi voli di elicottero sopra le nostre teste.

Ho cercato un modo semplice per riuscire ad arrivare alle famiglie delle vittime e per farlo ho scelto i mezzi di informazione che così attivamente in questi giorni hanno documentato le operazioni di soccorso, sempre cosi encomiabili.

A nome mio personale e dell'intera comunità di Rocca Pietore, desidero portare ai familiari e ai superstiti le più sentite condoglianze in ricordo dei loro cari e amici.
Vorrei anche dire loro una cosa che ritengo importantissima e cioè che, sono assolutamente certo che questa tragedia non avrebbe potuto essere evitata. Il maledetto crollo avvenuto in giornata festiva, nell'orario in cui gli alpinisti percorrono maggiormente il ghiacciaio e con il meteo così favorevole non era prevedibile.

Negli anni ho sempre attentamente osservato questo colosso di roccia e ghiaccio, ammirandolo e amandolo, ho scritto molto su di lui e ritengo di conoscerlo bene.
Se quegli sfortunati alpinisti prima di affrontare la salita mi avessero chiesto un parere sull'ascensione, avrei risposto che opportunamente attrezzati, prestando attenzione a rimanere sul sentiero, stando attenti a non avvicinarsi ai crepacci e usando tutte le accortezze dovute per una ascensione alpinistica su roccia e ghiaccio, la cosa era fattibile, come lo era stata per le migliaia e migliaia di persone prima di loro.

Credo che nessuna critica possa essere addebitata a loro in quanto hanno solo avuto la sfortuna di essere li nel momento sbagliato.

 

Dal canto mio, senza ricerca di frasi retoriche, posso solo dire che questa vicenda mi ha profondamente scosso e che durante queste notti sulla montagna, quando tutti i rumori svaniscono e rimane il grande silenzio, ho pensato molto a quelle persone che erano sepolte sotto il ghiaccio, così vicino a me.

Non posso fare altro che mandare un grande abbraccio ai loro cari e ai loro amici a nome mio e della comunità di Rocca Pietore.

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