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Tragedia della Marmolada, Draghi: ''Dramma imprevedibile ma che dipende certamente dalla situazione climatica. Il Governo deve prendere provvedimenti''

Il premier a Canazei ha incontrato i presidenti Zaia, Fugatti e Kompatscher. Il governatore del Trentino ha dato i numeri della tragedia: ''7 vittime di cui 3 identificate. Abbiamo 14 persone reclamate dai familiari e che sono disperse. Le auto di cui ancora non conosciamo i proprietari sono 4, due della Repubblica Ceca, una ungherese e una tedesca''

Di Luca Andreazza e Luca Pianesi - 04 July 2022 - 16:06

CANAZEI. Sette morti, otto feriti e una ventina di dispersi. Sono questi i numeri drammatici della tragedia della Marmolada di domenica pomeriggio. E mentre le operazioni di ricerca e recupero delle persone che non hanno fatto rientro alla macchina procedono con fatica, visto l'arrivo anche del maltempo, a Canzei è arrivato il premier Mario Draghi per portare il cordoglio e la vicinanza del Paese. 

 

Prima di lui anche le autorità del Veneto erano arrivate nel paese della Val di Fassa dove è stato allestito il campo base della protezione civile dal quale partono le operazioni di recupero dei corpi dispersi. Luca Zaia ha spiegato che ''devo dire la verità speravamo di salvare molte più persone. Siamo inquietati dalla conta che rischia di essere davvero tragica. Lo è già adesso e lo sarà anche di più''. Poi al tavolo delle autorità, visibilmente commosso ha aggiunto: ''Noi abbiamo 3 vittime verificate, 7 dispersi ed è una situazione terribile. Abbiamo partecipato alle ricerche, mandato uomini e elicotteri e stiamo contribuendo alle cure. Abbiamo persone gravi in terapia intensiva a Feltre e un ventenne ancora non identificato. Io spero che i numeri si fermino qui''. 

 

Presente anche il presidente dell'Alto Adige Arno Kompatscher e del Trentino Maurizio Fugatti che ha dato i numeri della tragedia: ''Abbiamo 7 deceduti di cui 3 identificati, 8 feriti di cui 2 in condizione delicate. Abbiamo 14 persone reclamate, segnalate, per cui i familiari si sono fatti vivi e che sono dispersi. Di queste 14 persone 4 sono di origini straniere, della Repubblica Ceca e tedeschi. Le auto ferme delle quali ancora non sappiamo di chi sono sono 4: una tedesca, una ungherese e due della Repubblica Ceca''.

 

 

Il premier Mario Draghi ha detto: ''Sono qui per rendermi conto di persona di quel che è successo e vi assicuro è molto importante essere venuto. Per ringraziare con chi è intervenuto, la protezione civile, i volontari, i vigili del fuoco, le forze dell'ordine e per esprimere la più sincera vicinanza ai familiari delle vittime e alle comunità di chi è stato colpito da questa tragedia. Volevo ringraziare anche il presidente Luca Zaia e i presidenti Fugatti e Kompatscher. Questo è un dramma che certamente ha delle imprevedibilità ma dipende anche certamente dalla situazione climatica e dal deterioramento dell'ambiente. Oggi l'Italia piange queste vittime e si stringe alle loro famiglie con affetto ma il Governo deve riflettere su quanto accaduto e deve prendere dei provvedimenti perché quanto accaduto abbia una probabilità bassissima o addirittura non succeda più''.

 

I fatti, purtroppo, ormai sono tristemente noti: un seracco enorme, ieri, intorno alle 14 nel momento di massimo afflusso di turisti ed escursionisti sulla Marmolada, si è distaccato precipitando a una velocità di circa 300 chilometri all'ora creando un fiume scuro di ghiaccio, neve, fango e detriti che ha spazzato via tutto quello che ha trovato davanti. Sulla sua strada due cordate per un totale di una trentina di persone. Qualcuno è riuscito a salvarsi miracolosamente ma per chi si è trovato sulla strada della valanga non c'è stato niente da fare. Da subito si è capito che sarebbe stata una tragedia ma non si immaginavano le proporzioni del dramma: enormi come ha spiegato lo stesso governatore del Veneto. 

 

Nelle scorse ore sono arrivati a Canazei alcuni dei parenti delle vittime. Le salme delle persone decedute si trovano al Palaghiaccio di Canazei per il riconoscimento nonostante secondo le autorità alcuni corpi sarebbero così deturpati da renderne quasi impossibile l’identificazione se non attraverso l’esame del dna.

 

Da quanto si apprende fra i dispersi ci sarebbero almeno due trentini, si tratta di Liliana Bertoldi, residente nel comune di Levico Terme e Davide Carnielli di Fornace. “Rimaniamo in attesa e speriamo”, ha dichiarato il sindaco di Fornace Mauro Stenico. Risulterebbe mancare all’appello anche un 50enne di Alba di Canazei.

 

Fra i dispersi ci sono anche Filippo Bari, 27enne che faceva parte di un gruppo di alpinisti di Malo (erano in 3) e Davide Miotti, guida alpina di Tezze sul Brenta, che secondo le ricostruzioni si trovava assieme alla moglie Erica Campagnaro sulla Marmolada. Manca all’appello anche una guida di Valdagno

 

A momento non è chiaro quanti siano esattamente i dispersi tra cui dovrebbero esserci pure alpinisti tedeschi e cechi e romeni. Il timore è che siano oltre una decina.

 

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha telefonato al governatore trentino, Maurizio Fugatti per esprimere cordoglio e vicinanza all’indomani della tragedia della Marmolada. “Il capo dello Stato – ha detto Fugatti – ha voluto trasmettere anche alla nostra comunità oltre che ai parenti delle vittime il proprio cordoglio. Allo stesso tempo ha espresso parole di gratitudine ai soccorritori che si stanno prodigando, in condizioni non certo facili, alla ricerca delle vittime della grossa frana che ieri pomeriggio ha causato morte e devastazione”.

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