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| 09 lug 2022 | 16:31

Tragedia Marmolada, Fugatti firma lo stato d'emergenza sull'area: oggi la messa in ricordo delle vittime. Il presidente della Pat: “Vicinanza e cordoglio alle famiglie”

Con un'ordinanza firmata ieri, il presidente della Provincia Maurizio Fugatti ufficializza lo stato d'emergenza sull'area in cui negli scorsi giorni è stato posto il divieto di accesso. Nel documento si fa riferimento anche alle attività di monitoraggio della zona interessata dal crollo, a quelle necessarie per completare le operazioni di soccorso e recupero e a quanto necessario per garantire per quanto possibile il ripristino della condizione di normalità nell'area colpita dalla calamità

Tragedia Marmolada, Fugatti firma lo stato d'emergenza sull'area: oggi la messa in ricordo delle vittime

TRENTO. “Purtroppo è finita nel peggiore dei modi, non c'è più nessuna speranza: con le analisi dei Ris, gli 11 dispersi iniziali della tragedia sulla Marmolada sono diventate 11 vittime ufficiali”. Sono queste le parole del presidente della Regione Veneto Luca Zaia dopo l'ufficializzazione del ritrovamento dei resti dell'ultimo disperso nella tragedia del 3 luglio scorso sulla Regina delle Dolomiti (Qui Articolo), mentre in Trentino il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, con un'ordinanza firmata ieri, ha ufficializzato lo stato d'emergenza sull'area interessata dai provvedimenti di chiusura negli scorsi giorni.

 

“Grazie alla collaborazione attiva di tutte le forze provinciali e nazionali – ha detto Fugatti – che in questi giorni hanno operato senza sosta, siamo riusciti a recuperare tutte le persone reclamate. Questo importante lavoro di squadra non finisce qui. Proseguirà anche nei prossimi giorni, qualora le autorità competenti lo ritenessero opportuno. A nome della Provincia autonoma di Trento e di tutta la comunità locale, esprimo vicinanza e cordoglio alle famiglie che hanno perso i loro cari in questa terribile tragedia”. Il sindaco di Canazei, Giovanni Bernard, ha proclamato per oggi una giornata di lutto cittadino che è stata accolta da tutti i Comuni della Val di Fassa. Alle 18, nella chiesa parrocchiale del paese, sarà celebrata la messa in memoria di tutte le vittime della Marmolada, officiata dall’arcivescovo di Trento, monsignor Lauro Tisi e dal vescovo di Vicenza, monsignor Beniamino Pizziol. Tra le 18 e le 18.10 anche gli esercizi commerciali, le imprese e le attività artigianali abbasseranno le serrande in segno di lutto.

 

All'interno del documento con il quale si ufficializza lo stato di emergenza, si fa riferimento a “rifugi, malghe e strutture ricettive presenti in loco” che “subiranno ingenti perdite economiche dalla chiusura del massiccio della Marmolada; i danni di tali operatori economici potranno essere concretamente e correttamente quantificati solo superata la fase emergenziale”. In questo momento inoltre, scrive la Pat “Il rischio di altri crolli è concreto, in quanto il fronte risultante del ghiacciaio risulta potenzialmente instabile e si è reso necessario installare in località rifugio Marmolada, a circa 2.700 metri, delle apparecchiature di monitoraggio in tempo reale costituite da due interferometri e un radar Doppler, al fine di valutare gli eventuali spostamenti della parte di ghiacciaio instabile e allertare i soccorritori che operano nella zona”.

 

Al momento attuale in definitiva: “Non si è in grado di effettuare una stima dei danni, rispetto ai quali nei prossimi giorni saranno svolte delle valutazioni tecniche più complete ed approfondite, né tantomeno di quantificare gli oneri finanziari a carico del bilancio provinciale”.

 

Siamo vicini – scrive Zaia sui social – ai familiari delle persone che hanno vissuto una delle più brutte pagine di storia delle nostre montagne, un episodio che si fa fatica ancora ad accettare e a comprendere. Otto di queste vittime sono venete, la nostra Regione paga un tributo pesantissimo. Ricordo che abbiamo anche 8 feriti, tre dei quali sono stati ospitati negli ospedali veneti. Ringrazio i soccorritori, le forze dell'ordine, i volontari e il personale sanitario che subito dopo il tremendo boato di domenica scorsa hanno dato tutto. E ringrazio gli operatori che nel corso di tutta questa settimana hanno in qualche caso addirittura rischiato la loro stessa vita durante le ricerche, nella speranza di trarre in salvo eventuali superstiti”.

 

Le ricerche, conclude il presidente della Regione Veneto: “Non si fermano e proseguiranno nei prossimi giorni: lo si deve per rispetto verso chi non potrà più riabbracciare i propri cari. Ai familiari delle vittime va il mio più sincero e totale cordoglio”.

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