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Vaiolo delle scimmie, Bassetti: ''In 2 mesi arrivati a numeri impressionanti. Serve campagna di vaccinazione''. Intervista alla primaria di Malattie infettive a Bolzano

Lo scorso 23 luglio anche l’Oms ha dichiarato il vaiolo delle scimmie un’emergenza sanitaria globale a rischio “moderato” ma preoccupa per la velocità di diffusione (in Italia già 400 casi ma il dato è fortemente sottostimato) nonostante sia molto circoscritta a livello di popolazione contagiabile. Ilaria Capua spiega che è "urgente intervenire, perché non andrà via da solo e i casi continuano a crescere". Se dall'Azienda sanitaria del Trentino non siamo riusciti ad avere informazioni ecco l'intervista alla primaria Elke Maria Erne

Di L.P. - 26 luglio 2022 - 18:51

TRENTO. Sono già oltre 400 i casi di persone colpite dal vaiolo delle scimmie in Italia (e il dato è sottostimato e i virologi credono che si debba moltiplicare per 5-6 volte per avere un quadro più realistico della situazione) e Milano sarebbe la città dove si contano il maggior numero di infezioni (circa la metà come spiegato dal consigliere comunale del capoluogo lombardo Michele Albiani).

 

Al riguardo il virologo Andrea Bassetti chiede di lanciare una campagna di prevenzione seria partendo con un'importante campagna vaccinale perché ''all’inizio il problema è stato sottovalutato, in Italia ma anche a livello internazionale, e nel giro di poco più 2 mesi si è arrivati a un numero impressionante di casi, non ce n’erano mai stati così tanti prima''. Numeri ''impressionanti - rimarca Bassetti - anche perché questa malattia non colpisce tutta la popolazione, ma una fascia molto ristretta: giovani, prettamente maschi, che si contagiano attraverso rapporti omo/bisessuali e più raramente eterosessuali. A queste persone andrebbe indirizzata molto rapidamente una campagna di vaccinazione, il vaiolo delle scimmie è una malattia tutt’altro che semplice. Non pensiamo solo ai decessi, queste lesioni sono altamente invalidanti e non sappiamo cosa succederà quando la malattia continuerà a crescere e colpirà persone immunodepresse, sieropositivi''.

 

Anche la virologa Ilaria Capua dice che è "urgente intervenire, perché non andrà via da solo e i casi continuano a crescere". Abbiamo chiesto, al riguardo informazioni dall'Azienda sanitaria del Trentino ma non abbiamo avuto fortuna. Meglio è andata con quella dell'Alto Adige che fa il quadro sulla situazione con Elke Maria Erne, primaria del reparto Malattie infettive all’ospedale di Bolzano. ''Non ha conseguenze potenzialmente letali ma non per questo possiamo prendere i rischi sottogamba'', esordisce la dottoressa ribadendo che serve prudenza, dunque, ma nessun allarmismo.

 

Dottoressa Erne, dopo il Covid-19, le autorità sanitarie devono fare i conti con il virus del vaiolo delle scimmie, che tuttavia non è mortale come il coronavirus. C’è da preoccuparsi?

 

Un po’ sì perché lo scorso 23 luglio anche l’Oms ha dichiarato il vaiolo delle scimmie un’emergenza sanitaria globale a rischio “moderato”. Anche se la malattia non è grave, si sta diffondendo e non sappiamo ancora a cosa andremo incontro. Infatti, è la prima volta che un’infezione non endemica si presenta con dei focolai in molteplici paesi. Di fatto, potrebbe anche sfociare in una pandemia con tutte le problematiche annesse. Anche se va ribadito che sarebbero meno gravi rispetto al Covid.

 

Come si trasmette l’infezione e quale decorso ha la malattia?

La trasmissione avviene da persona a persona tramite la vicinanza, il contatto con mucose e la pelle se presenta ulcere, vescicole o papule contenenti il virus. Anche i rapporti sessuali sono veicoli di trasmissione come le droplet (goccioline respiratorie, ndr), ma in questo caso la distanza deve essere minore rispetto al coronavirus. Infine, entrare in contatto con materiali della persona infetta, ad esempio le lenzuola e i vestiti. Per quanto riguarda il decorso, la maggior parte dei casi di vaiolo delle scimmie presenta sintomi da lievi a moderati come febbre, mal di testa intenso, linfonodi ingrossati e lesioni cutanee distribuite per lo più nella zona genitale e perianale. Quindi, ha una diffusione molto localizzata. Ovviamente, avere più partner sessuali, a prescindere dal genere, facilita la propagazione del contagio.

 

In Italia si contano oltre 400 casi, per lo più in Lombardia. Com’è la situazione qui in Alto Adige?

Da noi la situazione è buona. È stato rilevato un solo caso, che comunque è completamente guarito.

 

Recentemente c'è stato il via libera dell'Agenzia europea del farmaco Ema all'utilizzo del vaccino anti-vaiolo Imvanex anche contro il vaiolo delle scimmie? Cosa ci può dire al riguardo?

Esiste già dal 2013. Inoltre, la Commissione dell’UE ha appena dato il via libera all’immissione in commercio del vaccino Imvanex, prodotto dalla società farmaceutica danese Bavarian Nordic, un siero già in precedenza raccomandato dall’EMA (Agenzia europea del farmaco, ndr).

 

Ci sono categorie più a rischio di altre in caso di infezione?

Per le persone sane, i rischi sono abbastanza limitati. Chi potrebbe andare incontro a decorsi più severi sono gli immunodepressi, i bambini e chi svolge una terapia immunosoppressiva.  

 

Le fasce di popolazione più in là con gli anni che hanno fatto il vaccino contro il vaiolo possono considerarsi più al sicuro rispetto alle categorie anagrafiche più giovani?    

 

Il vaccino contro il vaiolo assicura una parziale protezione contro il monkeypox ma non possiamo sapere se e quanto questa protezione sia diminuita nel tempo.

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