Virus, nel 2024 boom di infezioni: "Aumento esponenziale che preoccupa, è l'onda lunga dell'effetto Covid"
A lanciare l’allarme sono i microbiologi riuniti al Congresso nazionale dell’Amcli a Rimini: “In questo Paese - ha detto la direttrice scientifica Tiziana Lazzarotto - dobbiamo considerare le infezioni come una priorità, al pari dell’infarto, dell’obesità o delle malattie rare, e costruire una rete di laboratori di microbiologia sul territorio, facilmente accessibili, al di fuori degli ospedali"

RIMINI. Dopo anni di relativa tregua imposta dalla pandemia di Covid, il 2024 segna un ritorno preoccupante delle infezioni virali.
A lanciare l’allarme sono i microbiologi riuniti al Congresso nazionale dell’Amcli a Rimini, dove Tiziana Lazzarotto, direttrice scientifica Amcli e responsabile dell’Unità operativa complessa di Microbiologia dell’Irccs Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Orsola di Bologna, ha evidenziato un aumento esponenziale dei casi.
“Da tutto il 2024 e ancora oggi registriamo percentuali di infezioni che raggiungono il 30%. Passare dallo 0,6% del biennio 2022-2023 al 30%, rappresenta un aumento davvero esponenziale. Anche i virus respiratori, sebbene l'influenza sia arrivata tardivamente con un picco a fine gennaio, hanno mostrato una forte azione patogena, con casi molto severi sia in pazienti fragili, sia in soggetti immunocompetenti e vaccinati”, ha dichiarato Lazzarotto.
Il fenomeno, secondo gli esperti, è legato a una combinazione di fattori: il calo delle misure di protezione post-Covid e una maggiore aggressività di alcuni patogeni. Tra i virus emergenti spiccano Zika e Oropouche, introdotti in Italia da viaggiatori nonostante l’assenza nel Paese dei vettori tipici, presenti invece in aree come l’Amazzonia.
“In questo Paese - ha aggiunto Lazzarotto - dobbiamo considerare le infezioni come una priorità, al pari dell’infarto, dell’obesità o delle malattie rare, e costruire una rete di laboratori di microbiologia sul territorio, facilmente accessibili, al di fuori degli ospedali. Una rete che non può essere sostituita dalle farmacie: il farmacista non è uno specialista in medicina di laboratorio e non ha le competenze necessarie. Se vogliamo davvero conoscere le antibiotico resistenze e intervenire in modo efficace dobbiamo dare alla microbiologia la dignità che si merita".
"Soprattutto in un momento in cui stiamo riscontrando l’onda lunga degli effetti del Covid: un aumento esponenziale delle infezioni batteriche, virali e micotiche dovuto al lungo periodo in cui la popolazione non è stata esposta alla circolazione di microrganismi patogeni. Ne risultano particolarmente colpiti neonati, bambini e persone con sistema immunitario compromesso – come anziani, malati o trapiantati – che non sono in grado di sviluppare una risposta anticorpale sufficiente”.














