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| 29 mar 2025 | 15:23

Virus, nel 2024 boom di infezioni: "Aumento esponenziale che preoccupa, è l'onda lunga dell'effetto Covid"

A lanciare l’allarme sono i microbiologi riuniti al Congresso nazionale dell’Amcli a Rimini: “In questo Paese - ha detto la direttrice scientifica Tiziana Lazzarotto - dobbiamo considerare le infezioni come una priorità, al pari dell’infarto, dell’obesità o delle malattie rare, e costruire una rete di laboratori di microbiologia sul territorio, facilmente accessibili, al di fuori degli ospedali"

Virus, nel 2024 boom di infezioni: "Aumento esponenziale che preoccupa, è l'onda lunga dell'effetto Covid"
di Redazione

RIMINI. Dopo anni di relativa tregua imposta dalla pandemia di Covid, il 2024 segna un ritorno preoccupante delle infezioni virali.

 

A lanciare l’allarme sono i microbiologi riuniti al Congresso nazionale dell’Amcli a Rimini, dove Tiziana Lazzarotto, direttrice scientifica Amcli e responsabile dell’Unità operativa complessa di Microbiologia dell’Irccs Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Orsola di Bologna, ha evidenziato un aumento esponenziale dei casi.

 

“Da tutto il 2024 e ancora oggi registriamo percentuali di infezioni che raggiungono il 30%. Passare dallo 0,6% del biennio 2022-2023 al 30%, rappresenta un aumento davvero esponenziale. Anche i virus respiratori, sebbene l'influenza sia arrivata tardivamente con un picco a fine gennaio, hanno mostrato una forte azione patogena, con casi molto severi sia in pazienti fragili, sia in soggetti immunocompetenti e vaccinati”, ha dichiarato Lazzarotto.

 

Il fenomeno, secondo gli esperti, è legato a una combinazione di fattori: il calo delle misure di protezione post-Covid e una maggiore aggressività di alcuni patogeni. Tra i virus emergenti spiccano Zika e Oropouche, introdotti in Italia da viaggiatori nonostante l’assenza nel Paese dei vettori tipici, presenti invece in aree come l’Amazzonia.

 

“In questo Paese - ha aggiunto Lazzarotto - dobbiamo considerare le infezioni come una priorità, al pari dell’infarto, dell’obesità o delle malattie rare, e costruire una rete di laboratori di microbiologia sul territorio, facilmente accessibili, al di fuori degli ospedali. Una rete che non può essere sostituita dalle farmacie: il farmacista non è uno specialista in medicina di laboratorio e non ha le competenze necessarie. Se vogliamo davvero conoscere le antibiotico resistenze e intervenire in modo efficace dobbiamo dare alla microbiologia la dignità che si merita".

 

"Soprattutto in un momento in cui stiamo riscontrando l’onda lunga degli effetti del Covid: un aumento esponenziale delle infezioni batteriche, virali e micotiche dovuto al lungo periodo in cui la popolazione non è stata esposta alla circolazione di microrganismi patogeni. Ne risultano particolarmente colpiti neonati, bambini e persone con sistema immunitario compromesso – come anziani, malati o trapiantati – che non sono in grado di sviluppare una risposta anticorpale sufficiente”.

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