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Trento
14 dicembre | 17:21

Dalle nuove zoonosi all’antibiotico-resistenza, le malattie che anche il Trentino deve affrontare. L’esperto Tezzele: “Importante rafforzare la lotta ai vettori”

“Dobbiamo aspettarci tra qualche anno l'arrivo anche sul nostro territorio di malattie che oggi consideriamo solo esotiche" ha spiegato a il Dolomiti Roberto Tezzele direttore dell'Unità operativa igiene e sanità pubblica veterinaria

Dalle nuove zoonosi all’antibiotico-resistenza, le malattie che anche il Trentino deve affrontare

TRENTO. Cambiamenti climatici, nuovi equilibri ecologici, globalizzazione degli scambi e maggiore contatto tra animali selvatici, domestici e uomo stanno creando condizioni favorevoli alla diffusione di patogeni già noti e all’emergere di nuovi rischi.

 

“Dobbiamo aspettarci tra qualche anno l'arrivo anche sul nostro territorio di malattie che oggi consideriamo solo esotiche. Diventa fondamentale contrastare sempre di più i vettori" spiega a il Dolomiti Roberto Tezzele direttore dell'Unità operativa igiene e sanità pubblica veterinaria.

 

La lotta alle zoonosi e alla resistenza antibiotica rappresentano due punti fondamentali da portare avanti per il futuro.

 

Dottor Tezzele, le zoonosi e le malattie emergenti stanno ridisegnando le mappe della sanità pubblica. Cosa sta accadendo ?

Se parliamo di zoonosi abbiamo due grandi gruppi: quelle trasmesse direttamente dagli animali all'uomo per contatto quindi diretto e quelle trasmesse attraverso gi alimenti.

Per quanto riguarda il primo gruppo, possiamo dire che sono in aumento tutte quelle malattie che sono legate ai cambiamenti climatici e al fatto che i vettori che trasmettono queste malattie, che prima non erano presenti sul nostro territorio, ora lo sono.

Per quanto riguarda il Trentino per queste malattie non abbiamo mai rilevato casi primari ma sempre importati dall'estero. Certo che è che per prevenirle, visto che il loro arrivo è solo una questione di tempo, diventa sempre più importante la lotta ai vettori che di solito sono gli insetti.

 

In che modo si può portare avanti questa battaglia?

Semplicemente basta sapere che gli animali devono essere protetti con gli antiparassitari e per quanto riguarda l'igiene urbana, è importante portare avanti una serie di piccole azioni per contrastare, per esempio, lo sviluppo di zanzare che sono fra le cause del trasferimento di queste malattie dagli animali e dall'uomo.

 

Esiste poi un secondo gruppi di zoonosi, quelle trasmesse attraverso gli alimenti.

Si, non ci sono particolari epidemie, ma i casi di questo genere sono molto numerosi. Ci sono malattie come la salmonellosi e la campylobatteriosi che fanno registrare numerosi casi in tutta Europa ma la sintomatologia, fortunatamente, è abbastanza banale. Parliamo di una forma gastroenterica che si risolve nel giro di qualche giorno. Ma ci sono anche malattie più gravi che per fortuna vedono casi limitati come la listeria e l'escherichia coli.

Qui ci troviamo davanti ad un trend costante. Occorre fare attenzione agli alimenti crudi che devono essere evitati da chi ha un sistema immunitario più debole. Gioca un ruolo fondamentale il consumatore finale e l'attenzione alla cosiddetta catena del freddo e i metodi di conservazione.

 

Queste malattie stanno aumentando per quale motivo? Che effetti stiamo registrando?

Nella nostra provincia gli effetti non sono ancora visibili. L'evoluzione si ha con lo spostamento di queste malattie che dai paesi caldi si spostano in quelli a clima mite, grazie sempre ai vettori.

L'esempio è la blue tongue che una volta si trovava solo in Africa. Attorno agli anni 1992/1995 questa malattia è iniziata ad entrare in Italia colpendo prima il sud del Paese e poi tutta l'Europa. Un'evoluzione simile si può aspettare tra qualche anno anche per altre malattie che oggi consideriamo solo esotiche. I controlli sul territorio stanno andando avanti senza sosta.

 

La resistenza agli antibiotici negli animali è un altro grave problema di salute pubblica dove batteri resistenti si sviluppano a causa dell'uso (e abuso) di antimicrobici in zootecnia e negli animali domestici, diffondendosi poi a uomini. Da questo punto di vista cosa si sta facendo?

Questo è il vero problema di sanità pubblica anche se già si è cominciato a conoscere. Sono migliaia in Europa i morti per l'antibiotico resistenza. Anche se purtroppo non fa notizia. E' un problema in parte dovuto all'eccessivo uso di antibiotici e in parte dal loro uso non corretto in tutti i settori, umani, animali di compagnia e di reddito. Noi da anni lavoriamo per ridurre l'uso di antibiotici e per quanto riguarda gli animali da reddito abbiamo registrato una diminuzione che è arrivata al 70% per il settore avicolo. Tutto questo grazie ad un sistema di tracciabilità del farmaco. Per ogni animale e per ogni azienda sappiamo quanto antibiotico è stato usato. Continuiamo poi a fare informazione.

 

Per quanto riguarda il settore veterinario diverse Regioni registrano criticità derivanti dalla mancanza di professionisti a causa anche di una errata pianificazione del turn over del personale. Succede anche da noi?

No, la situazione in Trentino non è negativa. Rispetto alla pianta organica storica siamo un po' meno da ormai una quindicina di anni. Ci siamo stabilizzati su circa 36 veterinari sul territorio mentre prima erano 43 quindi la differenza è minima. Di certo siamo molto impegnati e oberati di lavoro. Ci sono nuove incombenze da affrontare. Da parte dell'azienda devo riconoscere che abbiamo prestato molta attenzione nel garantire il turn over. Negli ultimi 10 anni abbiamo cambiato il 70% del personale e sono sempre stati garantiti i concorsi.

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