Antibiotico-resistenza, in aumento i superbatteri. Attenzione alta in Trentino, Lanzafame: "Rischiamo di perdere le armi principali della medicina"
In Italia si stimano circa 12 mila morti all'anno causate dalla antibiotico-resistenza e il Trentino non può considerarsi immune. Il professore Massimiliano Lanzafame, direttore del reparto di Malattie infettive dell'ospedale Santa Chiara spiega: "Dobbiamo stare con i piedi ben saldi a terra, nel corso degli anni abbiamo messo in campo numerose azioni di 'antimicrobial stewardship', cioè quegli interventi che mirano a promuovere l'uso ottimale degli antibiotici. L'attenzione dei medici ospedalieri e territoriali è molto alta"

TRENTO. Dodicimila morti l’anno e una minaccia che continua a crescere in silenzio. E' l'antibiotico-resistenza che rischia di riportare indietro le lancette della medicina.
A conoscere bene la situazione è Massimiliano Lanzafame, direttore del reparto di Malattie infettive dell'ospedale Santa Chiara. Il 20 marzo, assieme ad altri esperti, prenderà parte all'incontro “Antibiotici: fino a quando funzioneranno?” alle 20 all’auditorium di Palazzo dei Panni ad Arco, con l'obiettivo di informare la popolazione sulle criticità che possono derivate da un uso sbagliato dell'antibiotico.
“L'uso sbagliato che si è fatto negli anni degli antibiotici ha permesso ai batteri di diventare resistenti, di cambiare un po' alla volta” ha spiegato Lanzafame. Una pandemia silenziosa a cui il Trentino non è immune a questo genere di fenomeno e l'attenzione è alta sia da parte dei medici ospedalieri che da quelli presenti sul territorio.
Dottor Lanzafame, quando parliamo di antibiotico-resistenza cosa si intende?
L'antibiotico funziona impedendo la crescita e la diffusione dei batteri portandoli poi alla morte. Questi batteri, però, si difendono e cercan di sopravvivere adottando una serie di meccanismi che vanno ad inibire la funzione dell'antibiotico.
Alcuni nascono addirittura già resistenti. Negli altri casi la resistenza è legata all'uso eccessivo o inopportuno dell'antibiotico. Il problema è che questi meccanismi di resistenza possono essere trasmessi tramite processi che si chiamano plasmidi ad altri batteri.
In Italia si stimano 12 mila morti all'anno per l'antibiotico-resistenza. Quali sono le infezioni più pericolose?
Tendenzialmente sono le infezioni legate al sangue e che sono un elemento di rischio già in presenza di un batterio non resistente. Poi, purtroppo, ci sono le infezioni correlate all'assistenza e che una volta venivano chiamate infezioni ospedaliere, perché contratte in ospedale.
Molto spesso sono sostenute da batteri contratti a livello ospedaliero e soprattutto vanno a colpire persone già debilitate, anziani e fragili. Per quasi tutti gli antibiotici scoperti l'antibiotico-resistenza si forma in poco tempo, dai 5 ai 10 anni, o anche meno.
In questo ambito si stanno registrano anche scarsi investimenti da parte delle aziende farmaceutiche?
Si, purtroppo è un altro grosso problema. Ci sono scarsi investimenti da parte delle aziende farmaceutiche nella ricerca di nuove classi di antibiotici. Io non voglio entrare nel merito del perché accade questo, ma l'effetto è che abbiamo assistito ad una riduzione delle 'armi' a nostra disposizione. Basta pensare che negli ultimi 20 anni sono state sviluppate solo 5 nuove classi di farmaci, antibiotici con nuovi meccanismi. Tutti quelli che usiamo sono vecchi antibiotici che vengono protetti con nuove molecole.
Quanto incide in Trentino l'uso di antibiotici negli allevamenti ?
Ho a che fare direttamente con il presidente dell'ordine dei veterinari e ha più volte rassicurato e documentato come la situazione sul nostro territorio sia nettamente migliorata, con un uso ridotto al minimo degli antibiotici. E' importante capire che la salute umana, animale e ambientale sono indissolubilmente interconnesse.
Situazione in Trentino, nei nostri ospedali si registrano casi di infezione resistenti?
Noi onestamente viviamo una situazione epidemiologica e microbiologica fantastica. I nostri tassi di resistenza nei confronti degli antibiotici sono bassissimi. Potrebbero anche essere oggetto di studio. Confiniamo con realtà come il Veneto e Lombardia dove i tassi di resistenza sono molto elevati. Io vengo da Verona dove già nel 2016 si registravano batteri resistenti a tutti le classi di farmaci. Qui mai visti.
Quali sono i farmaci antibiotici dove incontriamo maggiore resistenza?
I problemi fondamentalmente sono legati all'uso delle cefalosporine di terza generazione perché i batteri producono degli enzimi ad ampio spettro che li rendono insensibili a questa classe di antibiotici. Poi il vero problema sarà la resistenza si potrà sviluppare ai carbapenemi che sono una classe di antibiotici ad amplissimo spettro, sono i più potenti che abbiamo.
Come vede il futuro? Si parla molto del 2050 e una stima di 10 milioni di morti per antibiotico-resistenza.
Questo dato è stato diffuso nel 2014 dal primo ministro Cameron del Regno Unito dopo aver commissionato uno studio sugli effetti della resistenza nel mondo.
Parliamo quindi di una stima e sono passati più di 10 anni. Per questo deve essere rivista perché nel frattempo abbiamo messo in campo una serie di misure per evitare di raggiungere questi tristi numeri. Dobbiamo stare con i piedi ben saldi a terra, nel corso degli anni abbiamo messo in campo numerose azioni di 'antimicrobial stewardship', cioè quegli interventi che mirano a promuovere l'uso ottimale degli antibiotici. L'attenzione dei medici ospedalieri e territoriali è molto alta.
Accanto però ai Paesi industrializzati dobbiamo guardare anche ai paesi in via di sviluppo in Africa o nel Medio Oriente dove le situazioni sono più gravi.
“Antibiotici: fino a quando funzioneranno?” è il titolo dell'incontro che si terrà venerdì 20 marzo alle 20 all’auditorium di Palazzo dei Panni ad Arco. Parlerà lei assieme ad altri esperti. Di cosa si tratta?
Vogliamo informare sull'uso degli antibiotici. Il 90% vengono utilizzati sul territorio. Il nostro obiettivo è quello di girare il territorio per spiegare. Abbiamo iniziato in gennaio a Borgo, ora saremo ad Arco e successivamente saremo a Cles e in altre zone. Vogliamo girare il Trentino per mettere a conoscenza le persone dell'antibiotico-resistenza trattando la tematica a 360 gradi, ma anche cercare di dare delle rassicurazioni. Per questo ringrazio il dottor Paolo Bortolotti ex neurologo, coordinatore della Commissione ambiente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Trento, per la tenacia nel portare avanti queste iniziative.












