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| 05 ott 2023 | 06:01

Antibiotico-resistenza, aumentano in Trentino i casi di superbatteri. Lanzafame: "Prepariamoci ad un peggioramento, massima attenzione all'uso di antibiotici sugli animali"

E' stata definita una "pandemia silenziosa" e da anni sta andando avanti anche in Trentino. I casi sono in netto aumento e il tema sarà al centro di un convengo, promosso dell'Ordine dei Medici, che porterà a Trentino numerosi esperti. L'uso improprio degli antibiotici è purtroppo sempre più diffuso 

Antibiotico-resistenza, aumentano in Trentino i casi di superbatteri

TRENTO. “La situazione in Trentino? Rispetto ad altre zone d'Italia possiamo considerarci un'isola felice ma da qui a pochi anni la situazione è purtroppo destinata a cambiare”. Una “pandemia silenziosa”, viene definita in questo modo perché sta progredendo senza sosta e infettando sempre più persone. E' l'antibiotico resistenza e la conosce molto bene Massimiliano Lanzafame, direttore del reparto di Malattie infettive dell'ospedale Santa Chiara.

 

Il Trentino non è immune a questo genere di fenomeno e l'attenzione è alta. Proprio sabato a Trento si terrà il convegno “Antibiotico resistenza: una pandemia silenziosa” promosso dall’Ordine dei medici chirurghi e Odontoiatri in cui proprio Lanzafame sarà relatore assieme ad altri esperti locali e nazionali (all’Itas Forum di Trento con inizio alle ore 8.15).

 

Gli antibiotici sono farmaci salvavita e la loro scoperta è fra i più importanti progressi del XX secolo. Tuttavia, il loro uso improprio è purtroppo diffuso, con conseguenze drammatiche per molte persone soprattutto quando accade nelle terapie intensive dove il patogeno mutato e quindi resistente può essere trasmesso a persone fragili.

 

E situazioni del genere si sono iniziate a vedere sempre con frequenza maggiore anche in Trentino. Soprattutto con episodi di Mrsa, un'infezione batterica umana provocata da ceppi particolari di Staphylococcus aureus, resistenti agli antibiotici β-lattamici come le penicilline. Questo ha portato negli ultimi anni ad alzare il livello di guardia tanto da portare alla creazione del primo gruppo ‘Antimicrobial Stewardship team’. Una sorta di super squadra che ha il compito di contenere situazioni di pericolo ed emergenza riguardanti proprio l'antibiotico – resistenza.

 

Dottor Lanzafame, in parole semplici cosa si intende per antibiotico-resistenza?

Gli antibiotici servono per uccidere i batteri. Le varie classi di antibiotici hanno diversi meccanismi attraverso i quali agire. Il batterio ha però una certa capacità darwiniana di difendersi e non morire. Mette in atto meccanismi di difesa che lo portano a cambiare diventando resistente all'antibiotico che stiamo usando. Un'evoluzione acquisita nel corso degli anni.

C'è però il problema della diffusione. Le resistenze possono venire trasferite da un batterio ad un'altra specie di batteri. E possono trasferirsi anche ad un altro soggetto. Per questo quando abbiamo un paziente con batteri multi-resistenti che viene dimesso forniamo tutte le informazioni necessarie ai famigliari in modo tale che loro non vengano colonizzati dal batterio resistente.

 

Una infezione su cinque è resistente al trattamento antibiotico causando nel mondo 79.000 morti all’anno, 6.500 solo in Italia. Secondo la “Review on Antimicrobial Resistance” inglese, nel mondo entro il 2050 le infezioni batteriche saranno responsabili di 10 milioni di morti all’anno. L'Italia è particolarmente colpita da questo fenomeno, che la pone ai primi posti in Europa in termini di elevata prevalenza di ceppi batterici resistenti e per mortalità attribuibile all'antibiotico-resistenza ed anche per il consumo di antibiotici rispetto alla media europea, sia in ambito umano che veterinario. Per quale motivo?

Purtroppo ci sono due problemi fondamentali. Il primo riguarda la cosiddetta “medicina difensiva” , in Italia il medico è poco tutelato dallo Stato e spesso l'antibiotico viene prescritto per evitare denunce. C'è poi una scarsa cultura infettivologica. A questi due elementi dobbiamo anche aggiungere gli scarsi investimenti per quanto riguarda l'antimicrobial stewardship, cioè quegli interventi che mirano a promuovere l'uso ottimale degli antibiotici.

Oggi in Trentino abbiamo la fortuna di avere poche resistenze ma è indubbio che dobbiamo essere pronti perché arriveranno.

 

A proposito di Trentino, la situazione sta peggiorando?

Non abbiamo dati precisi ma i casi di batteri resistenti agli antibiotici stanno aumentando. Non siamo ancora ai livelli di Veneto e Lombardia ma ora incominciamo a vedere batteri beta-lattamasi a spettro allargato, capaci di distruggere le penicilline. Questi batteri stanno aumentando. A condizionare le varie situazioni sono l'uso improprio delle terapie antibiotiche e la complessità dei pazienti ricoverati. Il segnale che i batteri stanno diventando sempre più resistenti ce li abbiamo. Proprio in questi giorni ci siamo riuniti in Azienda sanitaria per coordinarci con una serie di strategie da mettere in campo.

 

Di fondamentale importanza è quindi la formazione e l’informazione dei medici e di tutto il personale sanitario.

Sì, è bene sapere che l'antibiotico – resistenza è un fenomeno molto più diffuso sul territorio che in ospedale. Non ci sono state, fortunatamente, grosse epidemie come invece abbiamo visto in altri ospedali.

E' una situazione molto delicata. In termini di ricerca, inoltre, a livello di antibiotici si sta muovendo tutto in maniera molto lenta. Non c'è purtroppo un grosso interesse nell'investire risorse visti i guadagni ridotti.

 

Un’altra questione sollevata è quella dell’utilizzo di antibiotici in campo veterinario. Ci sono riflessi anche sugli umani?

Si, l'antibioticoterapia può creare resistenza anche in questi casi . I batteri alla fine sono sempre gli stessi e possono trasferirsi poi all'agricoltore. C'è poi il tema degli animali da compagnia ed anche in questo caso l'uso di terapie con antibiotici deve essere molto attento e fatto seguendo le indicazioni del veterinario. Dobbiamo ricordare che siamo tutti interconnessi.

Lei come vede il Trentino da qui a 10 anni dal punto di vista dell'antibiotico-resistenza?

E' inevitabile che ci saranno purtroppo dei cambiamenti in termini di resistenza. Ci sarà un peggioramento della situazione.  Ma abbiamo due fortune: la prima è che non ci sono al momento problematiche consolidate. La seconda è che stiamo mettendo in atto una serie di azioni e strategie che spero ci faranno trovare pronti a contenere questo fenomeno che arriverà.

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