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Trento
30 marzo | 05:01

Arriva il piano provinciale contro l'antibiotico resistenza, la "pandemia silenziosa" che miete 10mila vittime l'anno. Ioppi: "L'uso inconsapevole provoca danni"

Il piano non riguarda esclusivamente le persone, ma coinvolge anche gli animali e l'ambiente, perché la resistenza agli antibiotici si sta sviluppando a trecentosessanta gradi. Oltre l'8% dei pazienti ricoverati sviluppa infezioni correlate all'assistenza sanitarie: nei casi non letali questo provoca l'allungamento della degenza media negli ospedali e nelle strutture e incide in maniera "pesante" sui costi

Arriva il piano provinciale contro l'antibiotico resistenza, la "pandemia silenziosa" che miete 10mila vittime l'anno

TRENTO. La chiamano "pandemia silenziosa" e in Italia miete 10mila vittime l'anno. Oltre l'8% dei pazienti ricoverati sviluppa infezioni correlate all'assistenza sanitarie: nei casi non letali questo provoca l'allungamento della degenza media negli ospedali e nelle strutture e incide in maniera "pesante" sui costi.

Ma cosa è esattamente la "pandemia silenziosa"? E' la resistenza dei batteri patogeni agli antibiotici: i cosiddetti "superbug" multi resistenti che hanno sviluppato una resistenza ai farmaci antimicrobici.

 

Ecco, allora, che la provincia di Trento ha approntato un piano su scala provinciale per contrastare "l'antibiotico resistenza" nel bienno 2024 - 2025.

 

"Purtroppo è noto come, ormai da decenni - spiega l'assessore provinciale alla salute Mario Tonina - i batteri abbiano sviluppato meccanismi di resistenza agli antibiotici. In Italia la situazione è di particolare rilievo: si stima infatti che la resistenza antimicrobica sia responsabile di circa 10.000 decessi l’anno, mentre il tasso delle infezioni correlate all'assistenza sanitaria colpisce oltre l'8% dei pazienti ricoverati in ospedale, un tasso che, va precisato, in Trentino scende al 7%. Il piano provinciale, che risponde a un mandato nazionale, declina gli obiettivi e la strategia in Trentino, coinvolgendo in rete tutti gli attori e individuando le attività per contrastare questo fenomeno secondo un approccio One health, in grado d'integrare le diverse discipline".

 

Il piano non riguarda esclusivamente le persone, ma coinvolge anche gli animali e l'ambiente, perché la resistenza agli antibiotici si sta sviluppando a trecentosessanta gradi.

 

Con riferimento al consumo territoriale di antibatterici, dal 2013 al 2019 si è osservata in Italia una costante diminuzione. In Trentino il consumo di questi farmaci è sempre stato inferiore a quello medio nazionale: nel 2020 e nel 2021 si è registrata un’importante flessione, causata dai “lockdown”, dalle misure di distanziamento fisico e dalla conseguente riduzione delle infezioni, in particolar modo di quelle pediatriche; di conseguenza in Trentino il consumo nella popolazione generale è passato da circa 13 dosi giornaliere ogni 1.000 abitanti nel 2019 a meno di 10 dosi nel 2021. Nel 2022, con il progressivo allentamento delle misure di distanziamento, i consumi in Trentino hanno iniziato a risalire e i dati del 2023 indicano un ritorno ai valori pre-pandemia con più di 13 dosi giornaliere ogni 1.000 abitanti.

 

La struttura del piano si basa su cinque aree orizzontali, governance, formazione, informazione, comunicazione e trasparenza, ricerca e innovazione, bioetica, cooperazione nazionale ed internazionale, a cui si aggiungono tre pilastri verticali, rappresentati da sorveglianza e monitoraggio, prevenzione delle infezioni correlate all'assistenza e uso prudente degli antibiotici sia in ambito umano che veterinario con relativo smaltimento.

 

Per l'ambito umano, in Trentino sono il laboratorio di mirobiologia e virologia dell’ospedale di Trento e la sezione di microbiologia di patologia clinica dell’ospedale di Rovereto a rilevare e monitorare i dati delle sorveglianze microbiologiche di tutti gli ospedali della rete del servizio ospedaliero provinciale e delle strutture residenziali assistenziali provinciali e a comunicare i dati al sistema di rilevazione nazionale. 
Nel "comparto" veterinario è invece l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie a predisporre i report con i dati sulla sensibilità batterica agli antimicrobici.

 

Per quanto riguarda il consumo degli antibiotici in ambito ospedaliero, anche qui Apss elabora periodicamente un report: i dati relativi del Trentino collocano la nostra provincia in quarta posizione rispetto alla soglia del 60% relativa all'uso di antibiotici che hanno uno spettro di attività ristretto (da usare preferibilmente nella maggior parte delle infezioni più frequenti).

 

Le infezioni correlate all'assistenza (ica) sono infezioni contratte durante l’assistenza sanitaria, comprensiva di qualsiasi contesto assistenziale (ospedali, ambulatori di chirurgia, centri di dialisi, lungodegenze, assistenza domiciliare, strutture residenziali territoriali), e che ne rappresentano una delle complicanze più frequenti. Le ica causano complicanze (cui consegue un aumento dei giorni di degenza) e mortalità e frequentemente sono sostenute da microrganismi resistenti ad uno o più antibiotici: la sorveglianza è la continua raccolta sistematica, analisi dei dati e produzione di informazioni volte ad attivare e guidare azioni da intraprendere per prevenirne e arginarne la diffusione. L'antibiotico-resistenza rappresenta un fattore di rischio anche nell'ambito delle zoonosi, ossia delle malattie e/o infezioni che possono essere trasmesse, direttamente o indirettamente tra gli animali e l’uomo, poiché in tal modo si amplifica la trasmissione di microrganismi resistenti. Inoltre il piano contempla la resistenza antimicrobica negli animali da produzione alimentare e negli alimenti.

 

Seguendo l'approccio One health, il piano dedica particolare attenzione anche al monitoraggio ambientale, poiché una delle principali vie di diffusione dell’antibiotico resistenza nell’ambiente è rappresentata dai reflui degli impianti di depurazione. In tale ottica i depuratori possono rappresentare luoghi di propagazione di batteri resistenti e rappresentano altresì un fonte di informazione sulla presenza ed entità del fenomeno dell’antibiotico resistenza. Sulla base di questa consapevolezza il piano individua tra gli obiettivi la ricerca di geni di resistenti nelle acque degli impianti di depurazione.

 

"Gli antibiotici per fortuna che ci sono, ci mancherebbe - spiega il presidente dell'Ordine dei Medici della provincia di Trento, il dottor Marco Ioppi - ma rappresentano un'arma a doppio taglio. Chi ne abusa rende il proprio corpo più vulnerabile, perché va intaccare l'equilibrio interno formato da miliardi di batteri. Ecco, dunque, che la parole d'ordine sono "ricerca", "prevenzione", "informazione" e "oculatezza". Sembrerà scontato, ma gli antibiotici vanno utilizzati con enorme consapevolezza e attenzione e, dall'altro, da parte dei medici, ci deve essere grande attenzione nel prescriverli. Dunque bisogna attendersi scrupolosamente a quanto detto dal medico e fare tanta prevenzione. A tal proposito l'Ordine dei Medici della provincia di Trento è stato il primo, lo scorso mese di ottobre, ad organizzare un convegno nazionale su questo tema. Abbiamo un gruppo di lavoro, coordinato dal dottor Paolo Bortolotti, che si ritrova molto spesso proprio per individuare quelle che possono essere le strategie e le migliorie da apportare. Assieme all'Università di Trento organizzeremo una seconda convention, che si terrà a Trento dal 21 al 23 novembre prossimi".

 

Prevenzione e informazione, certo, ma anche consapevolezza che il problema c'è e non va sottovalutato. Anzi, bisogna alzare ancora di più la guardia.

 

"Non bisogna creare allarmismi - conclude il dottor Ioppi - ma si deve essere pienamente consapevoli del problema, che interessa tutto il mondo e, ovviamente, anche il Trentino. Il piano provinciale recepisce quello nazionale e ricordo quello che ci disse la virologa di fama internazionale Ilaria Capua che la mortalità dell'antibiotico - resistenza sarà più elevata rispetto a quella del Covid. I batteri diventano sempre più forti e dobbiamo attrezzarci, in primis con la prevenzione e uno adottando uno stile di vita più sano e, in secondo luogo, capendo che gli antibiotici non vanno presi "così", con leggerezza e per qualsiasi disturbo. E poi sarà fondamentale informarsi e informare meglio: in tal senso mi rivolgo a chi si documenta su internet, consultando - molto spesso - articoli scritti proprio da chi produce gli antibiotici. E i medici devono essere sempre coscienziosi nel prescrivere questi farmaci perché, purtroppo, ogni tanto accade che vengano assegnati con troppa facilità, anche quando non sarebbe strettamente necessario. E, altro aspetto che sembra banale, ma è invece, di fondamentale importanza è completare il ciclo prescritto dal medico: farlo sino a quando scompaiono i sintomi o sino a quando si ritiene "che può bastare" è quanto di peggio vi sia". In quel caso si ottiene l'effetto desiderato nell'immediato ma, nel medio - lungo periodo, le conseguenze possono essere assolutamente negative".

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