Peste suina, si alza il livello di allerta. Al bosco della città “spuntano” nuovi cartelli: “Non abbandonate residui di carni fresche e stagionate”
L’invito è quello a prestare la massima attenzione a non abbandonare residui di carni suine fresche e stagionate: anche a Trento si lavora per prevenire e limitare il contagio del virus, innocuo per l'uomo ma letale per maiali e cinghiali

TRENTO. “Peste suina africana: attenzione!”. Questo recitano a grandi caratteri alcuni cartelli che sono “spuntati” al Bosco della Città di Trento, in zona San Rocco, e che testimoniano come anche dalle nostre parti, inevitabilmente, si stia alzano il livello di allerta per la diffusione di questo virus.
La peste suina africana è una malattia virale non trasmissibile all’uomo, ma che minaccia milioni di maiali e di cinghiali, come testimoniato dagli impressionanti numeri di capi abbattuti in particolare in Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna.
Il virus è in grado di diffondersi attraverso il contatto diretto tra animali infetti, mentre la trasmissione indiretta avviene a seguito di ingestione di carne e prodotti suini contaminati, inclusi rifiuti alimentari, scarti di cucina, frattaglie, avanzi di cibo, o tramite oggetti contaminati come attrezzature, veicoli e abbigliamento, ruote degli automezzi, ossia attraverso il ‘fattore umano’.
“Uno dei grossi problemi – aveva sottolineato poco più di un mese fa parlando del tema a Il Dolomiti il dottor Roberto Tezzele, direttore dell'Unità operativa igiene e sanità pubblica veterinaria – è proprio il fatto che l'infezione si può trasmettere anche da alimenti che sono stati infettati. Per quanto è di fondamentale importanza non dare scarti alimentari ai suini”.
Altrettanto importante, e lo ribadiscono i nuovi cartelli posti a San Rocco che portano i loghi della Provincia Autonoma di Trento, dell’Azienda Sanitaria trentina e dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, è non abbandonare scarti alimentari nell'ambiente.













