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Trento
16 aprile | 18:16

Animali contagiati dalla malattia Ibr, scatta il piano straordinario della Pat tra biosicurezza e indennizzi per salvare gli allevamenti

Secondo gli ultimi dati sono almeno 9 gli allevamenti trentini toccati dall'Ibr per un totale di oltre 300 animali risultati positivi. Dopo il 'cordone sanitario' per creare una zona in qualche modo di 'salvaguardia' per impedire l'introduzione nuovamente della malattia sul nostro territorio ecco le altre misure della Pat

di Redazione

TRENTO. Dall'implementazione delle misure di biosicurezza agli indennizzi agli allevatori. La Provincia di Trento è pronta a mettere in campo misure straordinarie contro  la rinotracheite infettiva bovina (Ibr) dalle stalle della bassa Vallagarina

 

In Trentino i primi casi si sono registrati la scorsa estate in bassa Vallagarina e hanno comportato l’abbattimento degli animali contagiati. Il fenomeno, dovuto al contagio con animali infetti di allevamenti appartenenti ad aziende venete, si è aggravato in questo inizio di 2026. Si sono infatti notati diversi contagi negli allevamenti di Avio. 

 

Secondo gli ultimi dati sono almeno 9 gli allevamenti trentini toccati dall'Ibr per un totale di oltre 300 animali risultati positivi. La Provincia di Trento da oltre 20 anni sta portando avanti tutte le azioni necessarie per evitare che questo virus colpisca gli allevamenti sul territorio. Purtroppo, però, lo stesso non sembra avvenire in Veneto e quindi i territori di confine si trovano in una situazione di maggiore rischio. Quello che è successo ad Ala e Avio, infatti, deriva dal fatto che alcuni animali appartenenti a mandrie provenienti da aziende trentine siano venuti a contatto, nella zona della Lessinia, con altri bovini colpiti dal virus appartenenti ad aziende operanti in Veneto dove invece i controlli sono meno presenti. 

 

Come anticipato nei giorni scorsi dal giornale il Dolomiti, per salvaguardare la salute degli allevamenti trentini, la Pat ha trovato un accordo con il Veneto attraverso il quale pagherà le analisi degli animali veneti che si trovano al confine  a patto che poi i veterinari impediranno agli animali risultati positivi di raggiungere i pascoli al confine con il Trentino  

 

Accanto a questo “cordone sanitario”, la Provincia di Trento ha deciso di mettere in campo un programma triennale e indennizzi agli allevatori. “Siamo consci che la situazione sia complicata e comprendiamo l’apprensione degli allevatori” ha spiegato alla platea il presidente Fugatti. “Da parte nostra abbiamo cercato il miglior compromesso per salvaguardare le aziende. Sapendo che l’intervento richiede del tempo, siamo disponibili a incontrare le aziende per costruire il miglior percorso utile a risanare la situazione. Invitiamo ogni allevatore a segnalare tempestivamente ogni nuova situazione che si dovesse verificare”.

“La nostra priorità – ha dichiarato l’assessore Zanotelli - è quella di mettere in campo un piano di risanamento per recuperare la condizione di territorio indenne da IBR sull’intero territorio provinciale per tutelare e valorizzare l’attività di allevamento ed evitare il rischio della chiusura delle stalle. Abbiamo messo in campo ogni sforzo nell’intento di salvaguardare l’attività degli allevatori da un lato, dall’altro salvaguardare un patrimonio zootecnico quale asset importante e fondamentale per il Trentino e di conseguenza il nostro territorio montano”. 

 

Alla presenza del dirigente generale del dipartimento salute e politiche sociali Andrea Ziglio, del sindaco di Ala Stefano Gatti e del vicesindaco di Avio Marino Salvetti, il direttore del Coordinamento dell’unità operativa igiene e sanità pubblica veterinaria Roberto Tezzele ha spiegato come l’Ibr sia monitorata in tutta Europa da quasi 30 anni. 

 

IL PIANO
Il piano elaborato si svilupperà in un periodo temporale di tre anni e prevede l’individuazione di malghe isolate per l’alpeggio dei capi provenienti da allevamenti positivi, ulteriori misure per evitare la contaminazione indiretta durante le operazioni, lo spostamento dei capi verso le malghe e nel rientro verso valle, l’implementazione di misure di biosicurezza e lo svolgimento di test per la positività all’Ibr prima e dopo l’alpeggio. 

Stella Caden, sostituto dirigente del Servizio agricoltura, ha illustrato le caratteristiche di un intervento di carattere straordinario che la Giunta provinciale sta predisponendo e che si sostanzierà nella concessione di aiuti attraverso un bando "a sportello", mediante il quale sarà possibile presentare domanda di sostegno per la compensazione delle perdite registrate dall’abbattimento dei capi infettati da Ibr. La domanda di aiuto andrà corredata da un piano di azione che ogni singolo allevatore concorderà con i servizi veterinari, dove saranno riportati specifici tempi, oneri, impegni delle singole parti e buone pratiche, in un processo collaborativo di reciproco impegno. 

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