Antibiotico resistenza, la pandemia silenziosa anche in Trentino. Lanzafame: ''Sempre più frequenti i super batteri, la situazione potrà solo che peggiorare"
All'ospedale Santa Chiara è stato attivato il primo gruppo ‘Antimicrobial Stewardship team’. Una sorta di super squadra che avrà il compito di contenere situazioni di pericolo ed emergenza riguardanti l'antibiotico – resistenza

TRENTO. “Anche in Trentino con sempre più frequenza stiamo isolando dei batteri che sono diventati resistenti agli antibiotici. L'attenzione è alta”. A dirlo a il Dolomiti è Massimiliano Lanzafame, direttore del reparto di Malattie infettive del Santa Chiara che sottoscrive l'allarme lanciato nei giorni scorsi su il Dolomiti dall'immunologa Antonella Viola (Qui l'articolo). Un allarme che riguarda una sorta di “pandemia silenziosa” che da anni va avanti e per la quale, purtroppo, si è fatto ancora poco.
Stiamo parlando dell'antibiotico resistenza causata da vari fattori a partire dall’aumentato uso di questi farmaci (incluso l’utilizzo non appropriato) sia in medicina umana che veterinaria, l’uso degli antibiotici in zootecnia e in agricoltura, la diffusione delle infezioni correlate all’assistenza causate da microrganismi antibiotico-resistenti (e il limitato controllo di queste infezioni) e una maggiore diffusione dei ceppi resistenti dovuto a un aumento dei viaggi e degli spostamenti internazionali.
Negli scorsi anni è stata fatta una stima. Dieci milioni di morti all'anno entro il 2050 saranno legate a ceppi batterici resistenti agli antibiotici. Questo dato è contenuto nel Review on Antimicrobial resistance, lo studio commissionato dall'ex primo ministro britannico David Cameron all'economista inglese Jim O'Neil. E ci stiamo arrivando. Sono infatti in aumento in tutta Europa i casi di morte derivanti dalla resistenza agli antibiotici.
La minaccia quindi è molto forte. Il Trentino grazie all'impegno messo dal primario Lanzafame e dal suo staff, è riuscito ad attivare il primo gruppo ‘Antimicrobial Stewardship team’. Una sorta di super squadra che avrà il compito di contenere situazioni di pericolo ed emergenza riguardanti proprio l'antibiotico – resistenza.
Dottor Lanzafame a che punto è l'attività di questa squadra?
Il gruppo è stato finalmente approvato e ufficialmente si è insediato. Nel 2023 l'attività principale sarà di tipo formativo fondamentalmente rivolta, in questa prima fase, alle unità operative del Santa Chiara in cui si rinforzeranno i principi di Infection Control. Una serie di nozioni che sono indirizzate fondamentalmente ad un contenimento e una riduzione della diffusione dei batteri resistenti.
Ma oggi che situazione abbiamo in Trentino?
Al momento in Trentino ci troviamo con una situazione abbastanza favorevole. Ma purtroppo arriveremo a trovarci difronte questo problema. Nei prossimi anni, purtroppo, potremo solo che peggiorare. E' inimmaginabile pensare di rimanere così, purtroppo anche noi dovremo fare i conti con questo problema. In altre zone ci sono già situazioni davvero drammatiche dove persone decedono per un'infezione da batteri perché gli antibiotici non funzionano.
Ci sono stati casi anche da noi?
Abbiamo avuto qualche caso di infezione con antibiotico resistenza ma non associata fortunatamente a mortalità. Quando è successo abbiamo avuto un grosso impegno. I campanelli di allarme ci sono sempre di più perché isoliamo con sempre maggiore frequenza batteri resistenti agli antibiotici.
La dottoressa Viola parla anche della necessità di ridurre il consumo degli antibiotici negli allevamenti?
Assolutamente. Il problema non riguarda l'essere umano solamente, ma anche l'agricoltura e gli allevamenti. L'antibiotico resistenza che scaturisce nel pollo può essere trasmessa nell'uomo. Le resistenze che sviluppano alcuni batteri possono migrare in altri.
E' un'emergenza davvero molto grande.
Si, questo gruppo che metteremo in campo di Antimicrobial Resistance and Infection Control dovrà con il passare del tempo essere introdotto in tutti gli ospedali.














