L'altra epidemia, aumentano i super batteri resistenti agli antibiotici: in Italia almeno 15 mila morti all'anno e al Santa Chiara arriva una super squadra per contrastarli
Nelle prossime settimane sarà attivato all'ospedale di Trento l'Antimicrobial Stewardship team il progetto su cui Massimiliano Lanzafame, direttore del reparto di Malattie infettive del Santa Chiara, assieme alla sua squadra, sta lavorando da più di sei mesi. "Ci deve essere massima attenzione. Ci sono bambini che vengono sottoposti a trattamenti antibiotici che nel 90% dei casi non sono necessari"

TRENTO. L'impossibilità di far fronte a una serie di infezioni batteriche a causa dell'antibiotico-resistenza è uno dei principali pericoli che si stanno presentando davanti a noi. I dati dimostrano chiaramente l'entità dell'emergenza: in Italia all'anno sono registrate circa 15 mila persone morte a causa delle infezioni batteriche resistenti agli antibiotici ma i numeri reali sono molto più alti.
“Se noi non ci mettiamo nell'ordine delle idee che dobbiamo usare con razionalità e giudizio l'antibiotico concorreremo a far crescere il numero di morti causati dall'antibiotico-resistenza. Negli scorsi anni è stata fatta una stima. Dieci milioni di morti all'anno entro il 2050 saranno legate a ceppi batterici resistenti agli antibiotici. Questo dato è contenuto nel Review on Antimicrobial resistance, lo studio commissionato dall'ex primo ministro britannico David Cameron all'economista inglese Jim O'Neil” spiega a il Dolomiti, Massimiliano Lanzafame, direttore del reparto di Malattie infettive del Santa Chiara.
In Trentino la situazione, al momento, è sotto controllo, i casi di infezioni causati da questi super batteri resistenti agli antibiotici rappresentano numeri davvero bassi ma l'attenzione è molto alta visto che in altre strutture ospedaliere in regioni vicine alla nostra sono già state registrate delle vere e proprio micro-epidemie debellate con molta difficoltà e che spesso si sono incrociate con la pandemia covid.
“Nel nostro territorio – spiega Lanzafame – la sorveglianza viene fatta ma dovremmo implementarla” ed è proprio per questo che tra pochi giorni sarà ufficializzato in Trentino il primo gruppo ‘Antimicrobial Stewardship team’. Un progetto sul quale Lanzafame e una squadra di esperti sta lavorando da ormai 6 mesi e che rappresenta anche la concretizzazione di quanto previsto dal Piano Nazionale di Contrasto dell’Antimicrobico-Resistenza. “Si tratta di un progetto pilota che partirà all'ospedale Santa Chiara e che coinvolgerà un gruppo multidisciplinare con attività di sorveglianza e di formazione con l'obiettivo poi di esportarlo anche negli altri ospedali provinciali” afferma Lanzafame. Il team che sarà messo in campo vedrà la presenza di un infettivologo, un microbiologo, un farmacista e poi un medico e infermiera con compiti specifici nell'ambito epidemiologico. Il compito di questo gruppo sarà quello di valutare dal punto di vista pratico – clinico l'uso corretto degli antibiotici, portare avanti un'azione preventiva di controllo sulle infezioni, fare monitoraggio e sorveglianza oltre alla formazione. “E' importante diffondere – continua Lanzafame - e condividere la cultura antibiotica”.
La presenza dei batteri resistenti, purtroppo, negli ultimi anni è in continua ascesa e sono molti ormai i cosiddetti super batteri che arrivano a resistere fino a oltre il 95% degli antibiotici. “Qui in Trentino - spiega sempre il direttore del reparto di Malattie Infettive del Santa Chiara – siamo in un'isola felice ma dobbiamo tenere alta l'attenzione”. Due sono gli aspetti che stanno aprendo la strada all'antibiotico – resistenza. “I batteri resistenti – continua Lanzafame - hanno un meccanismo di trasferimento della resistenza che avviene tra di loro e coinvolge anche batteri che non sono stati sottoposti a trattamento antibiotico. Avviene per natura. Dall'altra parte assistiamo a minori investimenti nella ricerca. Fare antibiotici non frutta molto”.
A livello territoriale le azioni messe in campo devono essere soprattutto di tipo culturale. “Per contenere la resistenza ci deve essere un uso razionale degli antibiotici. Spesso i problemi non si registrano in ospedale ma sul territorio per l'uso che viene fatto proprio dei medicinali. Ci sono bambini che vengono sottoposti a trattamenti antibiotici che nel 90% dei casi non sono necessari o vengono fatti trattamenti anacronistici. E' su questi aspetti – precisa Lanzafame – che bisogna intervenire e per farlo serve formazione e soprattutto il coinvolgimento dei medici di medicina generale”.
Quello dei batteri resistenti agli antibiotici è probabilmente una delle battaglie più importanti che il sistema sanitario dovrà affrontare nei prossimi anni e non sarà semplice. “Io non faccio previsioni – spiega Lanzafame – ma ho esperienza diretta di quello che succede con le infezioni da batteri resistenti e un po' di paura ce l'ho. Spero solo che a livello di sanità provinciale e di forze politiche ci sia la massima attenzione”. Un'attenzione che a livello nazionale si deve tradurre anche in fondi, quelli che invece, come spesso accade, mancano.














