Cambiamenti climatici, globalizzazione e zoonosi: cresce la minaccia alla salute pubblica: "Giù due i casi di Tbe in Trentino nel 2025, massima attenzione"
Per affrontare queste sfide è indispensabile adottare una visione integrata e multidisciplinare della salute, quella che va sotto il nome di One Health. I temi trattati durante il convegno “Zoonosi emergenti e riemergenti. Gli effetti dei cambiamenti climatici e della globalizzazione”, promosso dagli Ordini provinciali dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, delle Professioni Infermieristiche, dei Medici Veterinari e dei Farmacisti

TRENTO. L’impatto dei cambiamenti ambientali e della globalizzazione sulla diffusione delle malattie infettive di origine animale. Temi quanto mai all'ordine del giorno e con segnali inequivocabili di un trend in crescita che preoccupa medici, scienziati e decisori politici. Solo nei primi mesi del 2025, sono già stati registrati due casi di encefalite da zecche (TBE) in Trentino e il tema è stato trattato nel convegno “Zoonosi emergenti e riemergenti. Gli effetti dei cambiamenti climatici e della globalizzazione”, promosso dagli Ordini provinciali dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, delle Professioni Infermieristiche, dei Medici Veterinari e dei Farmacisti.
L’evento ha visto la partecipazione di esperti provenienti da tutta Italia, riuniti per riflettere sull’impatto dei cambiamenti ambientali e della globalizzazione sulla diffusione delle malattie infettive di origine animale.
L’assessore Mario Tonina ha sottolineato come l’intensificarsi dei cambiamenti climatici, l’aumento degli spostamenti di persone e merci e la crescente interconnessione tra uomo, ambiente e animali – domestici e selvatici – pongano nuove e complesse sfide alla salute pubblica. “È indubbio – ha detto Tonina – che queste dinamiche favoriscano l’emergere e il riemergere di zoonosi, cioè malattie infettive che si trasmettono dagli animali all’uomo. Le infezioni trasmissibili all’uomo sono una delle sfide sanitarie più rilevanti a cui dobbiamo saper rispondere. Eventi come questo, con relatori qualificati, offrono spunti importanti su temi cruciali e sulle possibili soluzioni”.
Per affrontare queste sfide è indispensabile adottare una visione integrata e multidisciplinare della salute, quella che va sotto il nome di One Health: “Un’unica salute che tiene insieme salute umana, salute animale e salute dell’ecosistema. È solo attraverso la collaborazione tra discipline diverse – dalla medicina alla veterinaria, dalla biologia alla sociologia, fino alle scienze ambientali – che possiamo comprendere e gestire in modo efficace e sostenibile i fenomeni in atto", ha commentato l'assessore provinciale che ha ricordato anche un’altra azione importante che, come Provincia, si è voluto mettere in campo con risorse destinate sul bilancio, quella sulla “prevenzione”. L’assessore ha infine ringraziato gli Ordini professionali promotori dell’iniziativa per “aver dato vita a un esempio virtuoso di collaborazione interprofessionale”, e ha espresso riconoscenza anche per “l’Azienda sanitaria e gli Enti di ricerca che operano quotidianamente sul nostro territorio per la salute delle persone, degli animali e dell’ambiente. Lavorare insieme, con competenze diverse, è la strada giusta”.
Un’attenzione particolare è stata rivolta, durante il convegno, alle arbovirosi, malattie virali trasmesse da artropodi come zanzare e zecche, poiché i cambiamenti climatici infatti modificano distribuzione e attività stagionale di molte specie vettori, favorendo l’introduzione in Italia di nuove specie esotiche come le zanzare Aedes albopictus, koreicus e japonicus, e ampliando le aree di diffusione di vettori autoctoni.














