Api in pericolo, c'è l’incubo Tropilaelaps. Ecco di cosa si tratta, Facchinelli: “Tasso di riproduzione elevatissimo, arriverà anche da noi, dobbiamo essere pronti”
Per la sua pericolosità il genere Tropilaelaps è stato inserito nella lista delle malattie di Apis mellifera dall’Unione Europea e dall’Organizzazione mondiale per la sanità animale (Woah) con l’obiettivo di prevenire l’introduzione e l’insediamento in zone indenni tramite importazione

TRENTO. “E' impossibile da fermare. Quello che dobbiamo cercare di fare è rallentare la diffusione quando arriverà”. Il parassita della varroa non è l'unico che sta preoccupando il mondo delle api. A confermarlo è il presidente dell'associazione Apicoltori trentini Marco Facchinelli.
L'attenzione è alta anche per la possibilità di arrivo sul nostro territorio del Tropilaelaps, un acaro che può infestare colonie di api mellifere e causare ingenti danni economici al settore apistico.
Nei mesi scorsi a lanciare l'allarme era stato l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie. Nonostante questo tipo di acaro oggi non sia stato ancora trovato in Trentino e in altre regioni italiane, il suo arrivo è solo questione di tempo.
“La globalizzazione, il cambiamento climatico e altri fattori ci fanno certamente dire che prima o poi arriverà da noi e bisogna essere pronti” ci spiega Facchinelli.
Per la sua pericolosità il genere Tropilaelaps è stato inserito nella lista delle malattie di Apis mellifera dall’Unione Europea e dall’Organizzazione mondiale per la sanità animale (Woah) con l’obiettivo di prevenire l’introduzione e l’insediamento in zone indenni tramite importazione.
Il parassita è presente in Asia, in tutta la fascia che va dall’Iran fino alla Papua Nuova Guinea, ma negli ultimi anni si è registrata una progressiva diffusione verso ovest, fino ai confini dell’Europa (Russia, Georgia). Per questo motivo diventa sempre più cruciale acquisire conoscenze per una rapida rilevazione e un monitoraggio efficace.
“Possiamo dire che ha delle caratteristiche simili alla Varroa – spiega Facchinelli – ma una rapidità di moltiplicazione e diffusione ben più elevata”.
L’infestazione da Tropilaelaps, ha spiegato l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, provoca la morte di molte larve di api (fino al 50%), con una leggera preferenza da parte degli acari per la covata da fuco. La covata presenta un aspetto irregolare e non compatto, con larve morte che possono parzialmente sporgere dalle celle.
Nelle api adulte, come già spiegato, i sintomi sono simili a quelli della varroasi: debolezza generale; ali, zampe e antenne deformate e/o atrofizzate; addomi rimpiccioliti o deformi e pupe con macchie scure. Sono state osservate anche alcune delle api colpite trascinarsi strisciando all’ingresso dell’alveare.
“La globalizzazione dei trasporti e delle movimentazioni delle merci e i cambiamenti climatici – continua Facchnelli - creano le condizioni favorevoli alla diffusione di questo acaro. Vista l'attuale diffusione di questo parassita l'invito è quello di fare molta attenzione in particolare negli acquisti o consegne dall'Est Europa. Detto questo, il suo arrivo è impossibile da fermare, dobbiamo capire se i prodotti che usiamo possono essere validi anche contro il Tropilaelaps e impegnarsi, quando sarà il momento a rallentare la diffusione”














