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Vasco: concerto da 10 ma la notte bianca non c'è e il ritorno di immagine? L'organizzazione non ha convinto tutti e sui fan club per molti non è stata all'altezza

A qualche giorno di distanza dall'evento le certezze sono che la performance del Blasco è stata straordinaria supportata da un palco da un pubblico da urlo ma anche che le cose sono andate bene soprattutto in tema di sicurezza. Le persone finite sui binari e la marea umana che è stata fatta defluire tutta insieme hanno fatto suonare tanti campanelli d'allarme tanto che anche Fugatti ha già detto che la dimensione giusta sono i 20-30mila spettatori dopo avercene fatti entrare 120mila. E i fan? Ecco cosa scrivono

Di Luca Pianesi - 24 maggio 2022 - 06:01

TRENTO. Vasco? Voto 10 e lode. Un concerto straordinario, un performer pazzesco con a disposizione tutto quel che poteva rendere l'evento qualcosa di memorabile: un palco gigantesco, schermi enormi, una folla sterminata di fan pronti a tutto pur di ascoltarlo. Intorno la cornice della Valle dell'Adige, le montagne, un tempo tutto sommato clemente, tolto il gran caldo. Insomma di meglio il Blasco nazionale non poteva fare e l'energia trasmessa ai quasi120mila della Music Arena è arrivata tutta portandosi dietro sorrisi e tanto divertimento.

 

Il resto? Più passano i giorni e più ci si accorge che non tutto è andato come ci si aspettava. Partiamo dalla sicurezza: voto 10, ma alla fortuna. E' andata bene ma la sensazione, trovandosi lì, era davvero di qualcosa fuori misura. Lo stesso presidente Fugatti ha chiarito ai microfoni della Rai che ''noi crediamo che la quota sia quella ordinaria di eventi di 20-30 mila spettatori che sono quelli che fanno pochi artisti (non tanti), anche per non creare problematiche di traffico''. Non proprio le parole che ci si aspettava da uno che aveva appena infilato 120 mila persone proprio dentro quella struttura contro tutto e tutti quando addirittura il giorno prima del concerto il responsabile della polizia amministrativa della sua Provincia aveva votato contro il via libera alla sicurezza.

 

E il fatto che delle persone siano finite sui binari della ferrovia (con i treni che hanno dovuto rallentare per evitare il peggio) fa capire quanto tutto sia andato bene. Poi ci sono stati i contusi del primo giorno con l'incredibile utilizzo di semplici ringhiere mobili per contenere migliaia di persone (QUI LE VOCI DEI FAN). Per non parlare del deflusso con quei 100 mila fatti uscire, obbligatoriamente, tutti nella stessa direzione e dalla stessa parte. Situazioni anche in questo caso dall'altissimo rischio e allora il 10 va dato anche ai presenti che si sono comportati praticamente tutti in maniera encomiabile. Fosse successo qualcosa, in quel momento, non sarebbe bastata la fortuna. I malori, le insolazioni, gli interventi dei sanitari, purtroppo, in un evento di queste dimensioni sono inevitabili ma encomiabile è stato il lavoro dei sanitari, delle forze dell'ordine, della sicurezza e di tutta la macchina dei soccorsi. 

 

E a proposito di soccorsi non bellissima l'immagine di Vasco che scende dall'elicottero del nucleo dei vigili del fuoco, quello che, appunto, siamo abituati a veder soccorrere le persone. Se vogliamo è l'immagine di tutta la vicenda: una provincia che si è totalmente consegnata al cantante di turno, un fenomeno, senza dubbio, ma pur sempre un cantante portato a fare il giro sulla valle con un mezzo che ha tutt'altra finalità. 

Notte bianca: voto 0. Non c'è stata, tolto qualche bar. Nessun negoziante ha aderito e d'altronde che fosse qualcosa di assurdo era parso chiarissimo sin dai giorni precedenti. L'indotto per il territorio, con un evento del genere, mordi e fuggi, si riversa esclusivamente su qualche albergatore. Chi immaginava che qualcuno dopo aver passato 10, 12 ore sotto il sole, tra birra e sudore, ed aver dato tutto nelle due ore e mezza di concerto, si sarebbe poi infilato in qualche negozio per fare compere, o provare un vestito, stava semplicemente sognando. Impossibile. E i negozianti hanno giustamente ''mangiato la foglia'' nei giorni precedenti. La città si è svuotata con due tre giorni d'anticipo. I trentini che non volevano vedere il concerto hanno evitato il centro e in molti casi sono andati altrove. I fan già presenti da giorni erano quelli che poi seguono tutto il tour e che, quindi, di soldi da lasciare sul territorio ne hanno pochi perché sono molti i territori dove dovranno andare per seguire il loro mito. Risultato: per gli alberghi sicuramente le cose saranno andate bene, per i negozianti le cose sono andate molto male e per diversi giorni.

 

Il ritorno di immagine? Voto 6, ad esser buoni. Il lato positivo è stato quanto visto sui social del Blasco: i suoi giorni in Trentino, il Parco del Respiro di Fai della Paganella, il paesaggio visto dal suo albergo. A questo va aggiunto qualche servizio sui Tg dove, però, va detto, del Trentino non s'è parlato, nessuna ''bellezza'' nessuna attrazione ulteriore, l'unico messaggio era ''a Trento questa sera c'è il concerto''. Fosse stato un qualsiasi altro luogo, la notizia era il concerto di Vasco, il primo dopo i due anni di pandemia. Tutto il resto è passato in secondo piano. E poi chi può pensare che serva Vasco Rossi a far conoscere al pubblico italiano il Trentino? Fa di più una Trentino Volley che in diretta su Rai2 si gioca la finale di Champions in Slovenia contro una squadra polacca, che un evento del genere.

 

L'unico ritorno di immagine, forse, si sarebbe avuto con gli spettatori giunti quel giorno alla Music Arena a fronte di un'organizzazione impeccabile per far ricordare a tutti come in Trentino ogni cosa funzioni alla perfezione. Come la ''capitale'' della Protezione civile ancora una volta sia stata capace di distinguersi per capacità, accoglienza, inventiva. Ma il giudizio dei fan è stato molto contrastante. A quelli che hanno detto ''Vasco figata, l'emozione della vita'' (e lo ripetiamo anche noi che il concerto in sé è stato bellissimo) fanno da contraltare le centinaia che si sono lamentati proprio per come era stato organizzato il concerto. Sulla pagina Solo Vasco Fanclub i commenti negativi sono la stragrande maggioranza e anche in quei giorni i fan che campeggiavano in vista dell'evento si erano mostrati tutt'altro che positivi.

 

A dare il via alle critiche è stato lo stesso gestore del gruppo: ''..Organizzazione del concerto a Trento pessima per quello che ci hanno detto tantissimi amici e per nostra esperienza. È stato un puro caso che non è successo niente di grave...''. Sotto i commenti sono stati praticamente a senso unico. Eccone alcuni: 

 

 

 

 

Critiche pesanti all'organizzazione trentina sono poi arrivate anche sul gruppo Vasco Modena park: "Sono 30 anni che vado ai concerti di Vasco. Abbiate la decenza di dire come stanno le cose e di non difendere l'indifendibile. Hanno gestito la cosa nel peggiore dei modi. Impossibile che un piano di evacuazione preveda una sola uscita per 120 mila persone", "Abbiamo passato due ore camminando perché le navette (pagate profumatamente) ci hanno lasciato a 8 chilometri dall'entrata", "Ero a Modena ed eravamo molti più. Non c'è mai stato tutto quel caos che ho visto a Trento. Non so da dove iniziare ad elencare tutte le mancanze che ho visto" e "E' dal 2001 che vado a grandi concerti, in alcuni casi ci sono stati problemi ma mai ho visto un'organizzazione così pessima come quella di Trento", sono solo alcuni dei tantissimi commenti sui social.

 

E critiche sono arrivate anche sulla stampa extra regionale come nel caso del Mattino di Padova.


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