West Nile Virus, a Padova 10 persone in terapia intensiva. ''Presentano importanti encefaliti, che necessitano di cure ad alta intensità''
Da inizio giugno al 18 agosto (data di fine del monitoraggio) si sono registrati 230 casi con 13 decessi in Italia. Il Veneto è il territorio più colpito

PADOVA. In meno di tre mesi 230 casi di West Nile Virus confermati in Italia e 13 decessi. E' questo il bilancio da inizio giugno al 18 agosto riportato dall'Istituto superiore di sanità che certifica la diffusione del virus portato essenzialmente dalle zanzare (serbatoio del virus sono anche alcuni uccelli selvatici) le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione all'uomo.
La situazione peggiore si sta verificando in Veneto dove dei 127 casi che si sono manifestati nella forma neure-invasiva 71 se ne sono verificati qui, 29 in Emilia Romagna, 14 in Piemonte, 8 in Lombardia, 3 Friuli Venezia Giulia, 1 in Toscana e in Sardegna. Altri 37 casi sono stati identificati in donatori di sangue (18 in Veneto, 9 in Emilia Romagna, 5 in Piemonte e 5 in Lombardia), 63 hanno avuto la febbre (55 Veneto, 4 Lombardia, 2 Emilia Romagna, 1 Piemonte e 1 Friuli-Venezia Giulia).
Il direttore generale dell'ospedale di Padova, Giuseppe Dal Ben, spiega: ''Presentano importanti encefaliti, che necessitano di cure ad alta intensità, spesso con degenze che si protraggono per numerosi giorni. Alcuni di questi pazienti ospitati in terapia intensiva sono relativamente giovani, attorno ai 50-60 anni. I restanti sono anziani, colpiti duramente da questo virus, che quest’anno sembra particolarmente aggressivo". "Consigliamo - conclude Dal Ben - grande attenzione e di adottare le più elementari misure di contenimento del contagio, come l’uso di repellenti, l’evitare luoghi all’aperto nei pressi di acque stagnanti e possibili ambienti a rischio, e l’uso di vestiti a maniche lunghe".














