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| 04 ago 2023 | 19:36

Abbattimento lupi in Trentino, l'ex ministro Costa: "Perché non si porta avanti il piano di gestione elaborato in passato? Uccidere non risolve nulla "

Sergio Costa ha presentato una interrogazione al Ministero per chiedere di adottare “ogni iniziativa di sua competenza, in raccordo con le regioni e le province autonome, per definire in maniera più stringente i confini e le modalità di interventi di tale genere. Con le uccisioni non si risolve un bel niente. Con il controllo, la gestione, la radiocollarizzazione e, se occorre, la sterilizzazione si. No a metodi cruenti”

Foto Fb Sergio Costa
Foto Fb Sergio Costa
di Redazione

TRENTO. “Perché in Trentino non si porta avanti il piano lupi che avevamo elaborato quando ero ministro. Si parla spesso di convivenza tra animali e esseri umani, ma alle parole continuano a non seguire i fatti”. L'ex ministro Sergio Costa interviene sulla decisione del governatore Fugatti di abbattere due lupi del branco della Lessinia che gravita su malga Boldera. Alcuni esemplari hanno superato le recinzioni elettriche fisse di questa struttura che rientrava in un progetto di altri 4 recinti fissi sperimentali che fino a quest'anno avevano funzionato alla perfezione.

 

“Comprendo – spiega Costa - che gli allevatori vogliano ristoro, ma per questo già esiste il rimborso a carico dell'ente pubblico. Ma uccidere i lupi ed alterarne l'equilibrio ecosistemico solamente perché non hanno fatto altro che i lupi non è una soluzione”.

 

L'ex ministro si chiede per quale motivo la violenza e l'uccisione rimane l'unica risposta a questi problemi e per questo ha anche deciso di depositare oggi un'interrogazione. “Ho depositato un’interrogazione parlamentare rivolta al Ministro dell’ambiente – ha spiegato - affinché acquisisca ogni utile elemento, anche tramite Ispra, per chiarire il perimetro di un'eventuale azione che, a parere nostro, sembra apportare più danni – in una zona, tra l'altro, di spazi ampi di alpeggio – che benefici all'equilibrio ambientale dell'area interessata”.

 

Inoltre, Sergio Costa chiede al ministro di adottare “ogni iniziativa di sua competenza, in raccordo con le regioni e le province autonome, per definire in maniera più stringente i confini e le modalità di interventi di tale genere. Con le uccisioni non si risolve un bel niente. Con il controllo, la gestione, la radiocollarizzazione e, se occorre, la sterilizzazione si. No a metodi cruenti”.

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