“Accogliere gli orsi trentini in Veneto? No grazie”: i sindaci dopo la proposta del Wwf. “Dobbiamo già gestire i lupi, paura per turismo e allevatori”
La proposta era stata lanciata ieri (13 aprile) dal delegato del Wwf in Veneto, Carmelo Motta. Tre in particolare i territori in questione: la Lessinia, l'Altopiano di Asiago e le Dolomiti Bellunesi

TRENTO. “Non è una follia, le nostre montagne erano popolate da orsi fino al secolo scorso quando furono sterminati”. Sono queste le parole con cui, nella giornata di ieri (giovedì 13 aprile), il delegato del Wwf Veneto Carmelo Motta aveva lanciato una proposta alle autorità venete per trasferire sul territorio regionale alcuni degli orsi trentini (Qui Articolo). Un appello rivolto direttamente al presidente Luca Zaia per un'iniziativa che interesserebbe, in definitiva, tre territori: la Lessinia, l'Altopiano di Asiago e le Dolomiti Bellunesi. Mentre però in Trentino si continua a discutere dei prossimi passi per la gestione dei plantigradi presenti, cosa ne pensano i territori veneti interessati della possibilità di accogliere i grandi carnivori?
“Il 'no' ad una prospettiva del genere è netto ed il fronte è unito – dice dalla Lessinia il sindaco di Sant'Anna di Alfaedo, Raffaello Campostrini –. Oggi siamo già travolti dalle problematiche causate dalla presenza del lupo. È chiaro che sulla possibilità di trasferire sul nostro territorio degli orsi c'è un diniego assoluto: stiamo già assistendo ad un progressivo abbandono dell'alpeggio in quota causato proprio dalla presenza del lupo e, nonostante i mille appelli lanciati, non si sta certo gestendo la presenza dei carnivori nel modo corretto”.
Dello stesso avviso anche il sindaco di Asiago, Roberto Rigoni Stern, che pone l'accento anche sulle difficoltà che una scelta del genere porterebbe nell'ambito turistico: “Nel 2010 – racconta il primo cittadino – abbiamo avuto seri problemi per la presenza di un orso (soprannominato Dino ndr) che si era stabilito sulle nostre montagne. Per tutta la stagione estiva abbiamo avuto problematiche importanti dal punto di vista turistico, perché molte persone erano spaventate. Abbiamo fatto delle campagne stampa per spiegare ai turisti che non c'erano pericoli ma le disdette sono state molte. La nostra poi è una zona fortemente antropizzata, una delle zone d'alpeggio più grandi d'Europa, dove le malghe sono solo zone di produzione agroalimentare ma piccoli agriturismi. Da parte del territorio dell'Altopiano quindi arriva un 'no' totale: già ci troviamo oggi a vivere grandissimi problemi per la presenza del lupo”.
Meno netto invece il sindaco di Belluno, Oscar de Pellegrin, che sottolinea come: “Davanti ad un'eventuale prospetto e ad un approfondimento a livello tecnico sarebbe possibile prendere una decisione. Di fronte ad una proposta del genere invece secondo me è necessario fare un appello alla cautela e all'attenzione. Come ogni animale selvatico, anche l'orso va gestito sia a livello numerico che geografico e la convivenza non è mai facile, in particolare a livello turistico e per quanto riguarda le attività delle aziende agricole”. Simile anche la posizione del presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin, che sottolinea come, prima di dare risposte “di getto” sia necessario “approfondire il tema in maniera molto seria”.














