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Bolzano
19 settembre | 17:58

"Gli altoatesini non vogliono orsi e lupi? Non spetta a loro decidere". Le associazioni animaliste sul piede guerra dopo il sondaggio altoatesino

“Queste specie selvatiche abitavano le montagne dell’Alto Adige molto prima che l’uomo vi si insediasse, e svolgono un ruolo ecologico fondamentale", tuona LNDC Animal Protection. "Ci sono conflitti, è vero. Basterebbe investire in misure di prevenzione invece che abbattere esemplari"

Gli altoatesini non vogliono orsi e lupi?

BOLZANO – Non usa parole dolci l'associazione animalista LNDC Animal Protection. Il risultato del sondaggio realizzato da Astat (Istituto statistico ufficiale della provincia Alto Adige) a maggio scorso per rilevare la percezione che hanno i cittadini della provincia di Bolzano nei confronti di orsi e lupi, non è piaciuto alle associazioni che combattono per la difesa degli animali. Secondo il sondaggio il 72% degli altoatesini valuta in maniera negativa il ritorno dei lupi, il 77% quello degli orsi.

 

Insomma a un altoatesino su tre la presenza dei grandi predatori proprio non va giù. “Non spetta ai cittadini decidere se lupi e orsi debbano vivere in un habitat che è il loro da sempre”, commenta LNDC Animal Protection.  “Queste specie selvatiche abitavano le montagne dell’Alto Adige molto prima che l’uomo vi si insediasse, e svolgono un ruolo ecologico fondamentale: regolano le popolazioni di prede, mantengono l’equilibrio degli ecosistemi, contribuiscono alla biodiversità – spiegano i rappresentanti dell'associazione - Le popolazioni umane che sono insorte, le politiche, gli allevatori devono tener presente che la fauna selvatica non è un’opzione da rimuovere per comodità, ma una presenza naturale da gestire con rispetto e responsabilità”.

 

Secondo LNDC sono in particolare gli orsi a dover essere tutelati, dopo essere stati reintrodotti sul territorio grazie al progetto Life Ursus. “Di quel progetto hanno beneficiato non solo pochi ambientalisti, ma l’intera comunità locale – sottolinea LNDC - osteggiare la presenza di queste specie significa ignorare non solo il valore ecologico, ma anche quello economico e culturale che la fauna selvatica porta con sé”.  LNDC non si nasconde dietro un dito e ammette: “I conflitti esistono: danni agli alpeggi, predazioni, timori da parte degli allevatori. Ma la risposta non deve essere quella di dire “non vogliamo lupi o orsi” ma quella di investire in misure di prevenzione vere: recinzioni, cani da guardiania, indennizzi, dati aggiornati, informazione, protocolli di sicurezza, protezione dei terreni. Solo così si costruisce una convivenza rispettosa e sostenibile”.

 

 

“Questa avversione verso lupi e orsi spesso è alimentata da pregiudizi, paure infondate, politiche locali che strumentalizzano il sentimento popolare, e da interessi economici che vedono l’animale selvatico solo come una minaccia al profitto. Non è accettabile che tali opinioni prevalgano sul rispetto per la vita, sulla scienza, sulla legge e sul buon senso ecologico, tanto più in questo momento drammatico per quanto riguarda l’ambiente e il cambiamento climatico”, afferma Piera Rosati, Presidente LNDC Animal Protection.

 

LNDC Animal Protection chiede dunque alle autorità competenti – Provincia Autonoma di Bolzano, Regione Trentino-Alto Adige, Ministero dell’Ambiente – di "fermare la retorica dell’odio e di promuovere campagne di informazione diffuse che spieghino cosa significa realmente convivere con orsi e lupi, evitando di demonizzarli". 

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