Allergie e intolleranze alimentari in aumento in Trentino. L'esperta: "Ogni anno +10% di celiaci". Massima attenzione ai test 'fai da te': "Spesso indicano solo la predisposizione genetica"
Sono in continuo aumento le persone che decidono di chiedere aiuto ad un medico dopo aver registrato dei problemi derivanti da qualche intolleranza alimentare. Anna Bezzeccheri biologa e nutrizionista spiega: "L'aumento a livello ambulatoriale è percepito. Oggi è fondamentale che via sia una maggiore cultura alimentare"

TRENTO. Intolleranze ad alcuni cibi e allergie. Sono in continuo aumento i problemi riguardanti l'alimentazione anche in Trentino. A confermarlo sono gli esperti che negli ultimi anni hanno visto sempre più persone chiedere aiuto.
Dalla celiachia all'intolleranza al lattosio, all'impossibilità di mangiare uova o altro. Se da un lato i cosiddetti prodotti alimentari “free from” vengono acquistati da chi non ha alcun problema, diventano un obbligo per chi si trovava a fare conti con situazioni serie di salute.
“Abbiamo assistito ad un aumento dei disturbi e di richieste di aiuto da parte dei cittadini” ci spiega la dottoressa Anna Bezzeccheri biologa e nutrizionista da sempre impegnata anche con l'associazione Aic del Trentino.
Dottoressa Bezzeccheri, sono in aumento le intolleranze in Trentino? Per quale motivo?
Tutto quello che può riguardare la celiachia, l'intolleranza al lattosio o altro è aumentato come disturbo. Questo anche perché le persone pongono molta più attenzione rispetto a un tempo. Una volta si soprassedeva ai disturbi e non si andava a d approfondire. Oggi c'è molta più attenzione e questo ci porta allo scoperta di quello che è un grande iceberg di persone che hanno effettivamente problemi. Una volta non ci si rivolgeva al medico, oggi molto di più.
E questo aumento di quanto è?
Per quanto riguarda la celiachia siamo attorno a un 10% all'anno di incremento. Sugli altri problemi non ci sono specifiche associazioni di riferimento ma possiamo valutare chiaramente un aumento perché a livello ambulatoriale è percepito.
Abbiamo trattato il tema dei prodotti “senza”. Spesso intesi come più salutari o acquistati perché “di moda”. C'è molto interesse verso questo settore.
Sicuramente quello del mercato dei prodotti “senza” è diventato ormai anche questione di moda. Ci sono tantissime persone che sono convinte di prendere un prodotto più salutare e spesso sono anche un po' indirizzate dalla comunicazione che viene fatta e che è legata alle diete. Oltre all'indicazione “senza glutine” che è una dicitura regolamentata il resto è spesso lasciato alle indicazioni che le aziende hanno acquisito per poter vendere il prodotto. Per esempio il “senza zucchero”. Le persone hanno sentito che lo zucchero fa male, fa ingrassare e scrivere in un pacchetto che è “senza zucchero” lo fa vendere di più.
E' positivo?
Non sempre, tanti prodotti sui quali troviamo queste scritte hanno poi collegati degli asterischi piccoli che spesso non leggiamo. C'è poca conoscenza sugli ingredienti che sono presenti in quel determinato prodotto. Magari, riprendendo l'esempio di prima, non c'è lo zucchero ma c'è un altro tipo di dolcificante. Quello che a mio parere servirebbe oggi è una maggiore cultura alimentare per “difendersi” da tutto questo.
Si, anche perché nei negozi l'offerta di questi prodotti è esplosa.
E' veramente difficile. Nei reparti dei supermercati troviamo interi scaffali con tantissimi prodotti che sono senza qualcosa. E' chiaro che l'offerta arriva. I reali vantaggi, però, per le persone che non hanno problemi, non ci sono.
Se una persona non deve fare i conti con la celiachia e consuma comunque prodotti senza glutine, può avere contraccolpi negativi sulla propria salute?
In realtà a quelle persone non da alcun vantaggio. Di certo non è che se una persona mangia senza glutine poi diventa celiaco. E' bene però tenere a mente che serve sempre una alimentazione bilanciata e varia. Da considerare poi che questi prodotti spesso costano due volte e mezzo più dei convenzionali. Da noi, fino a quando i prodotti senza glutine venivano venduti in farmacia erano acquistati solo dai celiaci. Da quando è stato ampliata la possibilità di vendita del prodotto anche nei grandi supermercati, ne sono aumentati gli acquisti. Il tutto poi magari unito ad una comunicazione errata di chi pensa che il glutine fa male a tutti o che tutti sono intolleranti al latte.
Questo aumento porta anche dei vantaggi?
Per chi è costretto a comprare questi prodotti , visto la grande offerta, il prezzo un po' si abbassa.
Ad aumentare sono anche le richieste di test sulle intolleranze e allergie che spesso i cittadini cercano di farsi in autonomia. Non sempre però è consigliato.
Alcuni test che magari vengono presi in farmacia possono dare delle indicazioni. Ormai anche su questo c'è di tutto e di più. Alcuni test delle intolleranze non hanno una validazione scientifica e trovano il tempo che trovano.
In commercio si trovano dei test, con la racconta di campioni salivari e del sangue dai capillari. Ma indicano eventualmente una predisposizione genetica. Il consiglio è sempre quello di rivolgersi agli esperti, al personale medico, per riuscire ad avere analisi certe sulla propria situazione.















