Bambotto era cresciuto tra le case del paese ma un cacciatore l'ha ammazzato, promette giustizia l'associazione: ''Chi ha informazioni le segnali. Il sindaco faccia denuncia''
La vicenda di Bambotto è stata raccontata da il Dolomiti e poi è diventata virale. Era un cervo che si muoveva tra le frazioni di San Tomaso Agordino, portato dalla mamma da piccolo sull'uscio di una delle case di Pecol e da quel momento in poi cresciuto dagli abitanti della zona tornando a trovarli spesso, girando nei porticati e infilandosi anche nelle case. E' stato ucciso negli scorsi giorni da un cacciatore: ''Abbiamo scritto al Sindaco Moreno De Val affinché abbia il coraggio di denunciare anche lui il colpevole e di costituirsi parte civile nel processo''

BELLUNO. ''L’Associazione Animalisti Italiani condanna con fermezza l’uccisione di Bambotto e promette di adire tutte le vie legali per garantire che giustizia sia fatta. Per facilitare l’individuazione del cacciatore responsabile, l’Associazione invita chiunque abbia informazioni a contattare il Presidente Walter Caporale attraverso l’indirizzo email walter.caporale@gmail.com o il numero di cellulare 333 117 5670, garantendo l’anonimato''. La notizia data da il Dolomiti qualche giorno fa è diventata ben presto virale. Bambotto era un cervo cresciuto tra le frazioni di San Tomaso Agordino, portato dalla mamma da piccolo sull'uscio di una delle case di Pecol e da quel momento in poi cresciuto dagli abitanti della zona tornando a trovarli spesso, girando nei porticati e infilandosi anche nelle case.
''Lo potevi incrociare per strada mentre raggiungeva tutte le frazioni limitrofe - spiegava Daniela la persona che ha denunciato sui social il fatto che il cervo era stato abbattuto - e si fermava a mangiare ovunque da chi lo amava come noi. Spesso mi entrava in casa e poi era un impresa farlo uscire perché i suoi palchi erano immensi. E' stato ammazzato da un miserabile che crede di aver compiuto un'impresa'' (QUI ARTICOLO). Sulla vicenda interviene il presidente dell’Associazione Animalisti Italiani, Walter Caporale: “L’uccisione di Bambotto è un atto inaccettabile. La caccia è violenza intollerabile, e da quando il governo ha approvato l’emendamento ‘caccia selvaggia,’ abbiamo assistito a una progressiva erosione delle norme di tutela della fauna selvatica”.
L’Associazione Animalisti Italiani Onlus assicura che porterà il responsabile davanti alla giustizia. Walter Caporale ha sottolineato: “Abbiamo scritto al Sindaco Moreno De Val affinché abbia il coraggio di denunciare anche lui il colpevole e di costituirsi parte civile nel processo. Chiediamo che venga realizzata una statua in ricordo di Bambotto. La caccia selvaggia è diventata una minaccia per la fauna selvatica e per la sicurezza delle comunità. Questo tragico episodio dimostra che gli animali sono vittime di una violenza che va fermata. Quel cacciatore ha ucciso per divertimento un animale che da anni era entrato a far parte di una comunità umana, che lo aveva accolto riconoscendolo nella sua unicità individuale”.


















