“Bene inserire via Dante nella Ztl di Rovereto, ma diamole un po' di vita. Tra chioschi e possibilità per i commercianti, ecco da chi prendere esempio”
L'ex assessore roveretano Paolo Farinati lancia le sue proposte per via Dante, guardando agli esempi portati da città come Trento, Bolzano, Verona o Merano o dai borghi sul Lago di Garda: “In molti casi troviamo le Ztl rese più vive dalla presenza anche di chioschi, che ospitano uffici turistici come pure piccoli punti vendita. Gli esempi merceologici possono essere i più vari: ripeto, però, senza creare danno ad alcuno ma coinvolgendo in primis i commercianti già attivi in zona”

ROVERETO. “Stanti le ridotte dimensioni della nostra città di Rovereto, sono sempre stato favorevole all'istituzione di un'ampia Ztl. Allargare la stessa a via Fontana e, ad intervalli temporali, a Largo Santa Caterina e alla via Dante è stato positivo, ma ritengo che l'operazione non sia stata completata nel modo che tale iniziativa avrebbe meritato”. Sono queste le parole di Paolo Farinati, ex assessore della Città della quercia, in un intervento incentrato proprio sul tema della Zona traffico limitata cittadina e in particolare sulle opportunità rappresentate da via Dante.
“In attesa della realizzazione del parcheggio interrato a Piazzale Leoni – scrive Farinati – magari completato da uno studentato e da un parco urbano, nella medesima ampia area possono parcheggiare oggi qualche centinaio di automobili. Da lì in pochi minuti si possono raggiungere comodamente il centro storico e molti altri luoghi, uffici e negozi della città. Salendo da via Canestrini, cittadini e turisti giungono in via Dante, la quale, nonostante l’egregio progetto del compianto ing. Andreolli, appare spesso “vuota”, tristemente silenziosa, poco popolata, tranne nei minuti di ingresso e di uscita dei bambini alle e dalle scuole “Regina Elena”, che la ravvivano con le loro grida e i loro sorrisi.
Ritengo che un simile viale, ricco anche di belle case e di palazzotti storici, meriterebbe una particolare attenzione. In altre parole gli andrebbe data più vita(!). E come? Beh, basterebbe rivedere alcune storiche immagini della nostra Rovereto, o visitare altre città o luoghi a noi vicini, quali Trento, Bolzano, Verona, Merano e i borghi sul Lago di Garda. In molti casi troviamo le Ztl rese più vive dalla presenza anche di chioschi, che ospitano uffici turistici come pure piccoli punti vendita: ad esempio di giornali, di frutta e verdura, di fiori, di pane e latte, di gelati e di molto altro. Piazza Walther e Piazza Erbe di Bolzano ce ne fanno bella mostra, come Piazza Alessandro Vittoria a Trento e Piazza Erbe di Verona e altri casi.
Chi tra i roveretani non è più giovane, ricorderà il bel chiosco posto in Piazza Erbe, in cui si potevano acquistare giornali e riviste: frequentatissimo, oltre che di stile assai suggestivo da vedere. Mi si dice che è stato restaurato e potrebbe essere disponibile presso una falegnameria di Ala. Perché non acquistarlo, posizionarlo in via Dante e darlo in uso a qualche commerciante? Magari un esercente già oggi presente in via Dante, ma in locali interni e chiusi.
Ma in via Dante si potrebbero posizionare anche alcune casette in legno, tipo quelle usate per il Natale; ne basterebbero tre o quattro, a cui fermarsi a prendere un gelato in primavera e in estate o le caldarroste e un brulè in inverno. Ma gli esempi merceologici possono essere i più vari. Ripeto, però, senza creare danno ad alcuno, ma coinvolgendo in primis i commercianti già attivi in zona. Via Dante, insomma, come una delle porte di Rovereto, da rendere più attraente e più viva.
Sono solo alcuni suggerimenti nati, ripeto, osservando città e borghi anche vicini a noi. Potrebbe essere un modo per avvicinarci tutti di più alla nostra città, in tutta tranquillità, lasciando i troppi centri commerciali posti sulla SS12 dell’Abetone a ben altre incombenze. All’Amministrazione comunale il compito di valutare e di proporre. Certo è che così, a mio modesto parere, la via Dante non può rimanere”.














