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| 10 ago 2023 | 12:33

Bostrico, Azione punta il dito: “Si poteva fare meglio per preservare i nostri boschi? Crediamo proprio di sì. Con i tronchi esca salvati migliaia di alberi”

Dopo gli ultimi aggiornamenti condivisi dalle autorità provinciali sulla diffusione del fenomeno in Trentino, Azione ora punta il dito. Il sindaco di Lavarone, Isacco Corradi: “Abbiamo gli elementi per dire che si poteva fare meglio per preservare i nostri boschi”

Bostrico, Azione punta il dito: “Si poteva fare meglio per preservare i nostri boschi?
Foto d'archivio

TRENTO. “Sul bostrico si poteva fare meglio? Crediamo proprio di sì”. È questo, in sintesi, il messaggio lanciato da Azione in Trentino per quanto riguarda la lotta al bostrico sul territorio provinciale, dopo la pubblicazione degli ultimi aggiornamenti sulla situazione da parte delle autorità provinciali negli scorsi giorni (Qui Articolo). Una situazione che, in molte aree del Trentino, vede una continua crescita della popolazione del dannoso insetto (ad eccezione, in particolare, dei distretti di Rovereto e Alto Garda) con le evidenti conseguenze del caso, sia per quanto riguarda l'impatto paesaggistico per gli effetti a livello idrografico.

 

“E' ora e tempo di pianificare – dice il candidato di Azione a Tesero Maurizio Zeni – oltre che un taglio generale delle piante colpite, una decisa opera di rimboschimento, preceduta da una seria analisi su quali siano le specie con cui sostituire le piante colpite. Un'opera sulla quale la Giunta provinciale uscente non si è impegnata con la necessaria determinazione. Occorrono importanti investimenti per superare, in prospettiva di medio e lungo periodo, l'impoverimento della massa boschiva trentina. Se si aggiunge che il provento del taglio delle piante colpite è in costante calo si rende ancora più evidente la necessità assoluta di un forte investimento pubblico. Non è solo una questione di tutela ambientale ma anche una problematica di grande rilievo economico, visto il significativo valore economico dell'intera filiera del legno sul territorio provinciale”.

 

Insomma, sintetizza Zeni: “Attendere non porta a nulla, non avere una visione di lungo periodo è devastante. Non bastano le pagine informative sui siti provinciali che illustrano il fenomeno e le sue cause”. L'obiettivo dovrebbe essere l'avvio, in accordo con i Comuni, la Magnifica comunità di Fiemme e altri enti territoriali, di un piano concreto di immediato intervento, pensando anche alla sensibilizzazione della Comunità europea su un tema che non riguarda solamente il territorio trentino. Serve un Trentino serio e in grado di mettere in gioco le sue migliori competenze per superare questa situazione di vera emergenza”. Per il sindaco di Lavarone, e candidato di Azione, Isacco Corradi infatti: “Abbiamo gli elementi per dire che si poteva fare meglio per preservare i nostri boschi”.

 

“Era necessario – continua – investire un po' di più ma avrebbe garantito una stabilità del valore economico del legname e una diffusione meno massima del parassito. Subito dopo la tempesta Vaia abbiamo segnalato la necessità di cominciare fin da subito nell'investimento dei vivai, per avere tra alcuni anni piantine sufficientemente grandi per poter essere piantate, ad oggi per quanto a nostra conoscenza i vivai non sono così ricchi di piante necessarie alla piantumazione in alcune aree”. Stessa cosa, continuano i responsabili di Azione in Trentino, vale per la lotta al bostrico: “Nel Comune di Lavarone, grazie alla disponibilità della forestale stanno proseguendo con una lotta più mirata. La scelta dell'Amministrazione è stata quella di attuare una strategia che prevedesse l'eliminazione in modo mirato e preciso del maggior numero di individui di insetti con il sacrificio del minor numero possibile di alberi, in tempi tecnici e burocratici compatibili con il ciclo biologico del bostrico”.

 

La tecnica utilizzata è quella “del tradizionale impiego di tronchi esca e alberi esca, attivati con feromone di aggregazione” spiegano da Azione: “Questa modalità, per avere successo, richiede una precisa programmazione e una tempistica calibrata ad hoc con tutte le procedure applicativa in base alla fase di vita del parassita. Tutto il progetto è stato coordinato dal custode forestale. Nel 2021 sono state eseguite delle prove strumentali, nel 2022 è stato effettuato un primo intervento con l'allestimento di 1.500 tronchi esca e, visti i buoni risultati raggiunti, questa tipologia di lotta è stata ripetuta nella primavera del 2023 con l'ulteriore allestimento di 2.400 tronchi esca”.

 

In termini numerici, concludono i responsabili del partito: “Gli individui adulti di bostrico catturati con i 1.500 tronchi del 2022 sono stati circa 4 milioni, a cui corrispondono oltre 150 milioni di larve in sviluppo. Possiamo affermare che risulta distrutta tutta la progenie degli individui che hanno colonizzato questi tronchi esca. Teoricamente, questa operazione dovrebbe aver permesso di salvare almeno 2-3.000 alberi che sarebbero stati colonizzati dalla prossima generazione del 2022. I 2.400 tronchi esca allestiti questa primavera (2023) sono ora in fase di scortecciatura (con prelievo e asportazione totale della corteccia) comportando la distruzione di oltre 6 milioni di individui adulti e oltre 200 milioni di bruchi. L'esito della lotta ad oggi risulta piuttosto significativa, soprattutto confrontando la popolazione di bostrico con aree limitrofe agli altipiani Cimbri (dove nel 2022 la popolazione era da raddoppiata a quintuplicata)”.

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