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Belluno
20 marzo | 15:42

“Non si possono tagliare le piante solo perché vecchie". I cittadini contro gli abbattimenti: "Se un albero è pericoloso, le prove devono essere inequivocabili”

Un nuovo taglio radicale di alberi in spazi pubblici fa insorgere i cittadini: il capofrazione Luigi Filippo Daniele interviene per denunciare i tagli al parco locale di alberi che ritiene essere sani: "Non permetteremo che vengano toccati finché non avremo assoluta chiarezza”

BELLUNO. “Salviamo gli alberi del Parco di Nogarè”. Non si fermano le perplessità dei cittadini di fronte al taglio del verde urbano portato avanti dal Comune di Belluno: a intervenire il capo frazione di Baldenich Luigi Filippo Daniele, che commenta i lavori al parco locale.

 

“Allertato da numerosi cittadini preoccupati - racconta - mi sono recato sul posto e lo scenario era desolante: due alberi maestosi erano già stati abbattuti, e un terzo era a metà dell'opera. Posto che La legge 157/92 e il Decreto ministeriale sui criteri ambientali minimi del verde pubblico tutelano i nidi degli uccelli anche in contesto urbano, la Corte di giustizia europea ha chiarito che distruggere o danneggiare nidi e uova, anche involontariamente durante lavori sul verde, è vietato e può essere considerato un atto deliberato, equiparabile a un reato penale”.

Daniele fa sapere di aver chiamato diverse volte l’assessore al verde pubblico Lorenza De Kunovich e che sono intervenuti la caposezione Sara Gnech, il tecnico Marco Coden e il titolare dell'azienda che stava tagliando gli alberi. “La giustificazione ufficiale addotta - prosegue - è la ‘pericolosità’: gli alberi sono stati definiti vecchi, malati e con biforcazioni strutturalmente instabili secondo una perizia agronomica. Tuttavia, il sopralluogo che ho effettuato insieme ai residenti racconta una storia diversa: i tronchi sezionati mostrano un legno sano, compatto e privo di segni evidenti di malattia. Inoltre nella perizia del 2022 non c'è traccia dell'intervento al parco di Nogarè: se un albero è pericoloso, le prove devono essere inequivocabili. Dire che una pianta è vecchia non può essere una condanna a morte automatica, specialmente in un parco frequentato da famiglie e bambini che ha bisogno di ombra e ossigeno”.

 

Al momento i lavori sono bloccati: ci sono ancora quattro alberi segnati per l'abbattimento, ma Daniele afferma che “non permetteremo che vengano toccati finché non avremo assoluta chiarezza” e che procederà con l’accesso agli atti per sapere chi ha firmato la perizia, quali test strumentali sono stati eseguiti e avere garanzie sul fatto che non esistessero alternative conservatrici, come il consolidamento o potature mirate.

Non si tratta dell’unica rimostranza sul tema. Solo pochi giorni fa diversi cittadini sui social avevano notato il taglio totale degli alberi Piazzale Vittime di via Fani, a Cavarzano, con il Pd Oltrardo-Cavarzano intervenuto anche qui a chiedere una verifica tecnica e un progetto di ripiantumazione.

 

“Il verde è un diritto - conclude ora Daniele - non un fastidio. Gli alberi non sono arredi urbani interscambiabili, ma esseri viventi che impiegano decenni a crescere e pochi minuti a essere distrutti. La gestione del verde a Belluno deve cambiare passo: meno abbattimenti preventivi basati su valutazioni sbrigative e più manutenzione. La battaglia per il Parco di Nogarè continua: non ci fermeremo alla superficie, ma andremo a fondo di questa vicenda per proteggere il patrimonio naturale della nostra comunità e non appena avrò ottenuto i documenti della perizia, li renderò pubblici per un confronto aperto con esperti e cittadini”.

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