Verde urbano, il Comune replica alle polemiche sugli abbattimenti degli alberi: "Agiamo solo in base a valutazioni oggettive. Chiediamo fiducia nelle istituzioni"
Dopo le recenti polemiche per tagli di alberi in spazi pubblici ritenuti troppo drastici, il Comune di Belluno interviene a spiegare il piano del verde urbano. Da un lato, si sta agendo con interventi di ripiantumazione per avere specie più adatte al contesto cittadino, dall’altro gli abbattimenti sono frutto di analisi affidate a tecnici esperti

BELLUNO. "Prendersi cura del verde urbano significa anche programmare, non intervenire solo in caso di emergenza". Così il Comune di Belluno interviene a spiegare, tramite l’assessora all’ambiente Lorenza De Kunovich, le scelte di cura del verde urbano in atto in questi giorni.
La replica dell'amministrazione arriva dopo diverse lamentele sui social da parte dei cittadini per interventi di taglio delle piante in aree pubbliche apparsi ad alcuni troppo drastici, rispetto invece a un indirizzo di sostenibilità che le città oggi seguono in ottica di resilienza e migliore qualità della vita (qui l’articolo).
La vede infatti diversamente il Comune, che fa sapere di essersi dotato di un censimento del patrimonio arboreo basato su sistema informativo territoriale che permette di pianificare in modo preciso e mirato le manutenzioni. Un lavoro reso necessario anche dalla consistenza del patrimonio verde cittadino, composto da migliaia di elementi sul territorio urbano.
In particolare, sono in corso in questi giorni interventi di ripiantumazione lungo la viabilità del centro storico. “La ripiantumazione - spiega il sindaco Oscar De Pellegrin - non è solo un gesto simbolico, ma un investimento concreto sulla qualità della vita. Significa restituire verde, ombra e benessere ai cittadini, scegliendo specie più adatte e sostenibili nel tempo. Secondo il rapporto Ecosistema urbano di Legambiente e Ambiente Italia 2024, la città italiana con più alberi è Belluno, con 200 alberi ogni 100 mila abitanti: un primato che vogliamo difendere prendendoci cura del verde urbano e sostituendolo dove ammalorato e pericolante”. Anche se, a onor del vero, il territorio comunale comprende anche zone come Nevegal o aree periferiche che poco hanno a che fare con la presenza di alberi in aree urbane, dove continuano a essere tagliati in maniera piuttosto drastica.
Tuttavia gli interventi sarebbero giustificati da un piano preciso: si sostituiscono tigli di un tipo ibrido (Tilia x vulgaris Hayne) con tigli selvatici (Tilia cordata), specie autoctona più adatta al contesto urbano perché ha un accrescimento più contenuto in altezza e una minore capacità pollonifera. In questo modo, si limitano i danni a pavimentazioni, marciapiedi e viabilità e si riduce la necessità di interventi manutentivi.
A ciò , si aggiunge il censimento. “Ci permette - prosegue De Kunovich - di conoscere lo stato di ogni pianta e intervenire con anticipo. Tutto quanto fatto è frutto di verifiche e analisi condotte da agronomi e dottori forestali incaricati, a garanzia di scelte fondate su dati oggettivi e non su valutazioni soggettive. Siamo consapevoli di quanto sia delicato intervenire sul verde e di quanto sia importante farlo con competenza e responsabilità, perciò chiediamo ai cittadini fiducia nel lavoro delle istituzioni”.
In questo piano si inseriscono anche gli abbattimenti. “Anche alberature apparentemente sane - si legge nella nota - possono presentare compromissioni strutturali o fitosanitarie tali da renderle instabili: in caso di vento forte, nevicate o anche in condizioni di apparente normalità, rami pesanti o intere piante possono crollare, causando danni a persone, veicoli o edifici”.
Così si è agito anche a Nogarè, sul cui parco è intervenuto il capofrazione per lamentare interventi su piante giudicate sane. Il Comune replica invece che nel 2021 è stato condotto uno studio, secondo il quale è necessario abbattere 7 piante identificate come soggetti a fine ciclo, in evidente fase di deperimento e con compromissioni strutturali e fitosanitarie. Contestualmente, sono state già individuate le specie e le modalità di sostituzione per i nuovi.












