Capriolo bloccato da settimane lungo le sponde del Leno (VIDEO): “E' ferito ad una zampa”. Sul posto l'intervento dell'Oipa: “Deve ritrovare la sua libertà”
La vicenda era già stata riportata da il Dolomiti nelle scorse settimane: da metà dicembre l'animale è bloccato tra le due cascate poco prima del Ponte Forbato. Dopo le segnalazioni di alcuni abitanti della zona il primo gennaio è intervenuta anche l'Oipa Trento, collaborando per cercare una soluzione

ROVERETO. Sono passati ormai parecchi giorni dalle prime segnalazioni arrivate a il Dolomiti (Qui Articolo) per la presenza di un capriolo rimasto bloccato lungo le sponde del Leno, tra le due cascate poco prima del Ponte Forbato: con l'arrivo dell'anno nuovo però la situazione non è cambiata e l'animale (rimasto ferito tra l'altro ad una zampa) si trova ancora lungo il torrente.
A monitorare fin dalla metà di dicembre la situazione, lanciando peraltro numerosi appelli per il recupero del capriolo, sono Mauro Bini e Roberto Frisinghelli, due abitanti della zona che hanno osservato quotidianamente la presenza dell'animale. Proprio nella giornata di oggi (3 gennaio) sul posto sono intervenuti nuovamente alcuni operatori del Servizio foreste dopo l'intervento il primo giorno dell'anno dell'Oipa Trento, che ha collaborato con i cittadini della zona per cercare una soluzione.
Questa mattina l'animale, spiega Bini, ha cercato nuovamente in diversi modi di uscire dal torrente, senza avere però successo (anche a causa della ferita riportata ad una delle zampe anteriori). Dopo la sua segnalazione, come anticipato, della questione si è interessata anche l'Oipa, i cui volontari sono scesi nel torrente a verificare la situazione il 1 gennaio, per poi realizzare “una passerella provvisoria, sulla quale è stato messo cibo, mais, fieno e sale, per tentare di guidare verso la risalita del torrente il povero capriolo”.

Un intervento, dice l'Organizzazione, con il quale “si vuole provare ad aprire la via di ritorno ai boschi al povero animale, che da metà dicembre è scivolato giù nel greto del torrente e sopravvive sugli isolotti che ci sono. Dopo diverse segnalazioni – continua l'Oipa – e qualche sopralluogo superficiale, pare che dopo gli interessamenti dei cittadini della zona e di Oipa Trento, il corpo forestale ora si interessi della vicenda. Oipa Trento quindi, pur avendo tentato una via con i propri mezzi, si tira giustamente da parte e lascia campo libero per le soluzioni tecniche che i forestali adotteranno. Importante che alla fine il capriolo ritrovi la sua libertà, come auspicato”.


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