Capriolo bloccato sulle sponde del Leno, De Col: “E' stato rimesso in libertà, non c'era bisogno di curarlo” (VIDEO)
Il dirigente generale del Dipartimento di protezione civile, foreste e fauna della Provincia di Trento Raffaele De Col ha confermato che il capriolo prelevato ieri notte è già stato rimesso in libertà nelle zone montane al di sopra di Rovereto
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ROVERETO. “L'animale dopo il recupero è già stato liberato sulle montagne sopra Rovereto, non c'è stata la necessità di cure veterinarie”. Sono queste le parole con le quali il dirigente generale del Dipartimento di protezione civile, foreste e fauna della Provincia autonoma di Trento Raffaele de Col ha confermato a il Dolomiti che, dopo il prelievo dell'animale effettuato ieri notte dalle autorità, il capriolo rimasto bloccato per settimane lungo le sponde del Leno è stato liberato in natura.
L'animale, come riportato in più occasioni da il Dolomiti, era rimasto infatti bloccato lungo le sponde del Leno, tra le due cascate poco prima del Ponte Forbato, senza riuscire a ritornare nel bosco. Le prime segnalazioni erano arrivate da un cittadino della zona, Mauro Bini, che dalla metà di dicembre ha monitorato costantemente la presenza dell'animale nell'alveo del torrente. Proprio negli ultimi giorni l'animale, forse in occasione dei botti di Capodanno, era rimasto ferito ad una zampa e dopo numerosi appelli (lanciati in particolare dall'Oipa Trento, che recentemente si era resa disponibile ad intervenire con un veterinario) ieri notte l'animale è stato finalmente prelevato.
Come detto dopo il recupero, ha spiegato De Col: “Non c'è stata la necessità per l'animale di essere portato in una struttura di riabilitazione” ed il capriolo è quindi stato liberato in natura. Nelle ultime ore, dopo l'entrata in azione delle autorità ieri notte, l'Oipa aveva comunque sottolineato che vigilerà sul caso: “Di certo – ha commentato infatti la delegata dell'Oipa Trento Ornella Dorigatti – chi di dovere sarebbe dovuto intervenire prima, non dopo quasi un mese e non a seguito di una battaglia mediatica. Purtroppo non vi è stata una volontà di dialogare o collaborare, senza l'eco dato dalla stampa non saremmo arrivati ad una soluzione di questa vicenda perché, ricordiamolo, all'inizio era stato detto che 'il capriolo poteva stare lì e vivere benissimo e che come era caduto poteva anche andarsene da solo'”.
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