Contenuto sponsorizzato
Vallagarina
11 gennaio | 15:48

Capriolo bloccato nel Leno, l'Oipa invia richiesta di accesso agli atti: “Vogliamo chiarezza sulla reimmissione in libertà”

L'ufficio legale dell'Organizzazione internazionale per la protezione degli animali ha inviato una richiesta di accesso agli atti “per avere le risposte che anche molti cittadini trentini, e non solo, stanno chiedendo”

Capriolo bloccato nel Leno, l'Oipa invia richiesta di accesso agli atti: “Vogliamo chiarezza sulla reimmissione in libertà”

ROVERETO. “Chiediamo la documentazione che attesti quel che afferma lo scarno comunicato della Provincia di Trento, cioè che la zampa visibilmente lesionata, come testimoniano i nostri video, altro non è che una frattura calcificata. Chiediamo anche dov'è stato rilasciato e se sia monitorato”. Sono queste le parole con le quali il presidente dell'Organizzazione internazionale per la protezione degli animali, Massimo Comparotto, annuncia l'invio, da parte dell'Ufficio legale di Oipa, di una richiesta di accesso agli atti sulla vicenda del capriolo rimasto bloccato per settimane lungo le sponde del Leno (Qui Articolo), dove secondo alcuni abitanti del posto sarebbe rimasto anche ferito ad una zampa

 

 

Come già riportato infatti (Qui Articolo), dalla metà di dicembre il capriolo è rimasto bloccato lungo il torrente, tra le due cascate poco prima del Ponte Forbato, senza riuscire a ritornare nel bosco. La scorsa settimana l'animale è stato recuperato e poi rimesso in libertà visto che, come spiegato a il Dolomiti dal dirigente generale del Dipartimento di protezione civile, foreste e fauna della Pat, Raffaele de Col, il capriolo non avrebbe avuto bisogno di cure veterinarie (Qui Articolo). In un comunicato successivo, Piazza Dante aveva ribadito: “La veterinaria ha accertato che la zoppia è dovuta ad una precedente frattura che l'animale si è procurato autonomamente e che si è calcificata. Constatato il generale buono stato di salute, l'animale è stato quindi liberato in natura in un luogo idoneo”.

 

“Quale sia il 'luogo idoneo' non è dato a sapere – continua però Comparotto – ma soprattutto chiediamo di poter visionare la documentazione che attesti quel che afferma la veterinaria, cioè che la zampa visibilmente lesionata altro non è che una frattura calcificata. Il nostro Ufficio legale ha dunque appena inviato una richiesta di accesso agli atti al Servizio foreste e fauna della Provincia autonoma di Trento e attendiamo una sollecita risposta che speriamo rincuori tutti coloro che sono preoccupati, noi per primi, per la vita e per la stessa sopravvivenza del capriolo”.

 

In particolare, l'Oipa nella sua richiesta di accesso agli atti chiede:

  1. Copia della documentazione dell’équipe medica veterinaria riguardante tutte le attività, anche quelle preliminari, relative alle visite e alle cure veterinarie effettuate sul capriolo;
  2. Dettagli sull’accertamento dichiarato nel comunicato della Provincia di Trento, comprese le lastre e la certificazione veterinaria riguardanti il “generale buono stato di salute” (cit.) del capriolo;
  3. Copia della documentazione relativa alle attività di reimmissione in libertà che attesti anche il luogo di rilascio e se vi sia stato un successivo monitoraggio dell’animale.
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 24 settembre | 12:10
L'etnomusicologa georgiana Nino Naneishvili, direttrice del coro femminile Ialoni, racconta a il Dolomiti il suo viaggio nelle radici [...]
Cronaca
| 24 settembre | 11:23
Sequestrata una grande quantità di droga oltre a uno smartphone e alla bicicletta, su cui verranno svolti ulteriori accertamenti per verificarne [...]
Cronaca
| 24 settembre | 09:41
L'operazione della Guardia di Finanza ha permesso di smascherare l’articolato sistema fraudolento. All’esito degli accertamenti [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato