Prelevato il capriolo bloccato da settimane lungo il Leno, l'Oipa: "Operazione portata avanti di nascosto, vogliamo sapere come sarà curato e quando verrà liberato"
Un vicenda che è iniziata verso la metà di dicembre: il povero capriolo bloccato lungo le sponde del Leno, a Rovereto, non riusciva più a risalire gli argini e tornare nel bosco

ROVERETO. Si è conclusa dopo settimane di appelli e di lettere di associazioni la vicenda del povero capriolo rimasto bloccato lungo le sponde del Leno, a Rovereto, tra le due cascate poco prima del Ponte Forbato.
L'animale nella notte tra giovedì e venerdì è stato infatti prelevato dalle autorità. A comunicarlo è stata l'Oipa.
LA VICENDA
Ad accorgersi del capriolo bloccato lungo le sponde del Leno era stato ad inizio di dicembre un cittadino della zona, Mauro Bini (QUI L'ARTICOLO). L'animale, infatti, non riusciva più a risalire gli argini e a tornare nel bosco.
Erano state contattate le autorità e si erano attivati anche i vigili del fuoco insieme ai tecnici del corpo forestale posizionando un pannello per cercare di fornire un appiglio al capriolo per riuscire a risalire l'argine. Nulla di tutto questo però era servito.
A monitorare fin dalla metà di dicembre la situazione erano stati alcuni abitanti della zona.
Della questione si è poi interessata anche l'Oipa, i cui volontari sono scesi nel torrente a verificare la situazione l'1 gennaio, per poi realizzare “una passerella provvisoria”, sulla quale era stato messo cibo, mais, fieno e sale, per tentare di guidare verso la risalita del torrente il povero capriolo. Anche l'Enpa (QUI L'ARTICOLO) nei giorni scorsi era intervenuta chiedendo a chiunque volesse agire, perché preoccupato per la sorte dell'animale, di coordinarsi con i forestali.
Sono passati giorni ma la situazione per il povero capriolo non era cambiata se non peggiorata visto che l'animale era rimasto ferito ad una zampa.
Molte le richieste e gli appelli che l'Oipa ha rivolto anche ai forestali nei giorni scorsi in modo ufficiale rendendosi disponibile ad intervenire con un veterinario (QUI L'ARTICOLO).
IL CAPRIOLO PORTATO IN SALVO
La svolta è arrivata nella notte tra giovedì e venerdì quando finalmente il povero capriolo da settimane bloccato sulle sponde del Leno è stato prelevato.
“Apprendiamo che, dopo le nostre richieste di intervenire con il veterinario che avevamo interpellato e con la clinica pronta ad accogliere il capriolo – spiega l'Oipa – finalmente la pressione mediatica messa in atto ha scosso chi dovrebbe muoversi d’ufficio e tempestivamente, intervenendo a prelevare l’animale”.
Non mancano però le parole critiche, non solo per le lunghe tempistiche di intervento ma anche in merito ai metodi usati. L'Oipa, infatti, sottolinea come le operazioni di salvataggio siano state fatte “Sempre in maniera occulta – spiega - come conosciamo bene la procedura che è usuale anche con gli orsi del Trentino, sempre di notte, di nascosto. Comunque almeno il capriolo è stato prelevato, anche se con metodi approssimativi e che avrebbero anche potuto portare l’animale ad un infarto”.
L'attenzione da parte dell'associazione è rivolta a come il povero animale verrà curato e poi rilasciato in liberà. “Tutti dovremo sapere come si conclude questa vicenda” continua Oipa che annuncia anche che chiederà l'accesso agli atti per sapere come verrà curato, da chi e quando verrà liberato.


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