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"Contro di noi macchina del fango", l'Apsp Opera Romani risponde agli attacchi: "Dimostrano che l'intero sistema ha bisogno di una profonda e seria autocritica"

Dalla nuova gestione alla rappresentanza degli ospiti e dei famigliari regolarmente eletta, dopo l'intervento dell'associazione Famigliari Rsa Unite a rispondere è il presidente dell'Apsp Giuseppe Delaiti

Di GF - 28 novembre 2023 - 16:36

TRENTO. “Non corrisponde al vero che la struttura sia rimasta priva di rappresentanza o che vi siano state irregolarità di sorta” e ancora “il sistema delle Rsa trentine ha bisogno di operare una profonda e seria autocritica”. E' molto dura la risposta che è arrivata in queste ore dall'Apsp “Opera Romani” all'Associazione Familiari Rsa Unite che chiedeva una effettiva “concretizzazione del coinvolgimento di familiari” alla Rsa di Nomi.

 

Il tutto parte dalla nuova gestione che l'Apsp ha deciso di mettere in campo con un maggiore coinvolgimento degli utenti e dei loro famigliari. Una scelta che nel mondo in cui è stata presentata non ha entusiasmato l'Upipa e nemmeno l'associazione Rsa Unite (QUI L'ARTICOLO).

 

Quest'ultima, in una nota inviata nei giorni scorsi, ha chiesto un incontro che non sembra essere avvenuto. “Abbiamo scritto alla direzione e al CdA richiedendo di poter avere un momento di confronto, giacché riteniamo importante che i familiari possano essere coinvolti in questa iniziativa sin dalla sua prima definizione”. “In passato – ha continuato l'associazione - da quanto ci testimoniano i nostri associati, i momenti di confronto o informazione tra l’ente gestore dell’Opera Romani e i familiari dei residenti sono risultati scarsi o nulli. Sappiamo che in altre strutture, al contrario, comunicazioni e riunioni con i parenti avvengono in maniera frequente, specialmente su questioni che li vedono direttamente coinvolti. I familiari dell’Opera Romani invece ci hanno riferito di non aver nemmeno ricevuto notizia della nuova iniziativa, ma di averla appresa dalla stampa”.

 

E ancora l'Associazione Famigliari Rsa Unite riteneva “necessario partire dall’organizzazione di un incontro volto a sensibilizzare i familiari alla vita partecipativa, come momento propedeutico all’elezione dei rappresentanti dei residenti. Rappresentanti di cui da tempo la Rsa non dispone in forma stabile e continuativa, nonostante due ne sarebbero previsti dal regolamento interno”.

 

A rispondere punto su punto è stata Opera Romani che parla di “Macchina del fango”.

 

“Opera Romani – viene spiegato dal presidente Giuseppe Delaiti – fin dal 2006 ha sempre avuto una rappresentanza degli ospiti e dei famigliari regolarmente eletta nel pieno rispetto della legge regionale e del proprio regolamento interno approvato dal Consiglio di Amministrazione. Non corrisponde al vero, quindi, che la struttura sia rimasta priva di rappresentanza o che vi siano state irregolarità di sorta. La rappresentanza attuale, con la quale intercorre un ottimo rapporto di fattiva collaborazione e con la quale è stato discusso l'innovativa modello di rappresentanza, è stata regolarmente eletta il 9 marzo 2023, tra l'altro con un'ampia partecipazione degli eventi diritti al voto e in continuità con la precedente rappresentanza in carica dal 13 settembre 2018”.

 

In merito alla critiche arrivate in questi giorni, da più parti, è sempre il presidente Delaiti a rispondere. “Se di fronte alla sfida di costruire delle Rsa innovative ed efficienti, con virtuosi modelli di gestione del personale e moderne modalità di coinvolgimento dei famigliari, e non cronicamente dipendenti dagli interventi economici della Provincia, si reagisce in maniera scomposta denigrando il lavoro di chi quella sfida la raccoglie e avviando la macchina del fango diffondendo informazioni false e artatamente costruite, significa che davvero il sistema delle Rsa trentine ha bisogno di operare una profonda e seria autocritica".

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