Da M57 a M49, a ''Mi manda Rai Tre'' i dubbi sulla gestione degli orsi in Trentino. Gli animalisti: ''Sulla salute di Papillon si sa poco o nulla'', Cia: ''La Pat sta facendo tanto''
Nel corso della trasmissione mandata in onda su Rai Tre per ricostruire la presenza degli orsi in Trentino un punto è chiaro: sulla salute fisica e psicologica degli orsi che sono stati chiusi al Casteller si sa poco o nulla. L'intervento anche del governatore Fugatti sulla vicenda M57

TRENTO. Dalla situazione di M49 alla gestione che negli anni ha adottato la Provincia di Trento per quanto concerne gli orsi. Ma soprattutto M57, l'orso protagonista dell'aggressione avvenuta vicino al laghetto di Andalo in cui fu coinvolto un giovane carabiniere.
Questi i temi che sono stati trattati nella trasmissione “Mi manda Rai Tre” (QUI LA PUNTATA COMPLETA) che è andata in onda nelle scorse ore e che ha visto tra le persone in studio, il consigliere provinciale Claudio Cia e il veterinario Alessandro De Guelmi che conosce molto bene gli orsi.
“Avevamo invitato in studio il presidente della Provincia Maurizio Fugatti ma ha preferito non venire” ha spiegato il giornalista Federico Ruffo.
GLI ORSI IN TRENTINO
Nel corso del servizio mandato in onda per ricostruire la presenza degli orsi in Trentino un punto è chiaro: sulla salute fisica e psicologica degli orsi che sono stati chiusi al Casteller si sa poco o nulla.
Difficile quindi conoscere come oggi sta l'orso M49. A sottolinearlo è in trasmissione Ornella Dorigatti (attivista e delegata Oipa Trento). “Da tempo non abbiamo notizie – spiega – chiediamo ma nessuno ci risponde e non c'è un bollettino dove poter capire le condizioni dell'orso”.
M49, conosciuto anche come l'orso Papillon, è stato catturato a causa di alcune predazioni e della sua vicinanza eccessiva e frequente ai centri abitati. Non sono mai state registrate ufficialmente, invece, aggressioni agli umani. L'orso dopo essere stato rinchiuso al Casteller ha tentato più volte di fuggire.
A rispondere alle domande sulla sue condizioni di salute è il dirigente della Pat, Sergio Tonolli che però spiega solamente che viene fatto un rapporto annuale sui grandi carnivori, Sulle condizioni di M49 risponde: “Lo seguiamo noi con l'azienda sanitaria. Le sue condizioni sono buone anche quelle psicologiche”.
L'orso M57
L'orso M57 è stato catturato dopo l'aggressione che era avvenuto ai danni di un giovane carabiniere nel 2020. Sulla vicenda, viene spiegato nella trasmissione “Mi manda Rai Tre”, sono però diversi i punti che attendono chiarezza ed è stato per questo intervistato il governatore Fugatti che però ha spiegato davanti alle telecamere “di non aver visto il verbale della vicenda, di non seguire puntigliosamente tutti i percorsi delle pratiche. Il fatto che fosse un carabiniere la persona aggredita, un pubblico ufficiale, ci fa credere che la versione data sia veritiera”.
Il governatore spiega poi di “non aver avuto tempo di leggere la sentenza” ma di “aver tutelato l'incolumità pubblica” in merito alla sentenza del Consiglio di Stato che chiedeva di liberare, con radiocollare M57 (poi trasferito in Ungheria).
IL VETERINARIO DE GUELMI
Alessandro de Guelmi è stato il veterinario che per la Provincia di Trento ha seguito da vicino gli orsi. In trasmissione ha subito spiegato che “se i cassonetti anti-orso fossero stati adottati nel nostro territorio già nei primi anni 2000 l'orso M57 sarebbe ancora libera”.
Alla domanda se non ci fossero state altre alternative alla cattura di M49 De Guelmi spiega: “Io l'ho catturato due volte, ho sentito il suo cuore battere e il suo respiro. E' un animale meraviglioso ma per colpa degli atteggiamenti umani io credo che questo orso non era più possibile lasciare che si muovesse sul territorio. Il Trentino è una provincia antropizzata e stava creando, pur non avendo mai aggredito persone, dei problemi”.
Sempre nel corso della trasmissione vengono ripercorse le vicende di Kj2 e anche di Daniza oltre che di DJ3.
L'INTERVENTO DI CLAUDIO CIA
In trasmissione ad intervenire per fare la “parte” della Provincia di Trento è stato il consigliere provinciale Claudio Cia che ha sottolineato come negli anni in Trentino si sia passati ad avere un numero contenuto di orsi ad una espansione forte dei plantigradi. “Abbiamo assistito – spiega Cia – nel corso degli anni ad un avvicinamento dell'orso ai centri abitati diventato troppo confidente”.
In merito alle misure adottate il consigliere di Fratelli d'Italia ha sottolineato “l'impegno messo della Provincia per evitare che gli orsi arrivino nei paesi” con l'introduzione, spiega “ di 250 cassonetti rinforzati anti-orso e nel 2021 migliaia di foto-trappole e chilometri di recinzione elettrificata”.
“La Pat – conclude Cia – sta facendo tanto ma questo richiede dei tempi. Spesso l'esuberanza degli animali, questi tempi, li supera”.













