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Belluno
28 dicembre | 16:39

Dal repertorio di Edvard Grieg alla marcia di Radetzky, Belluno si prepara al Gran Concerto di Capodanno puntando a diventare "Città europea della musica" 

L'appuntamento è per il 2 gennaio al teatro Dino Buzzati di Belluno a partire dalle 18.30.  L'evento è realizzato grazie alla collaborazione di diversi enti e professionisti, oltre alla musica anche un buffet con i prodotti selezionati​. Bortoluzzi: "L'auspicio è che diventi una tradizione utile all’identità della nostra città"

BELLUNO. Presentato stamattina in sala giunta di palazzo Rosso il Gran Concerto di Capodanno che si terrà il 2 gennaio al teatro Dino Buzzati di Belluno a partire dalle 18.30 con tanto di buffet a seguire proprio come richiede l’occasione che l’assessore alla Cultura del Comune di Belluno Raffaele Addamiano ha definito “d’eccezione ma che punta a diventare una tradizione per la città”.

 

Come istituzione e amministrazione, ha continuato l'assessore “siamo molto soddisfatti di questa proposta nata dalla collaborazione di diversi enti e professionisti: il Comune di Belluno, Euritmus associazione culturale con sede a Rovereto, l’Orchestra delle Alpi che conta al suo interno molti giovani provenienti da realtà musicali prestigiose quali il Teatro Alla Scala di Milano, il Teatro La Fenice di Venezia, il Teatro Carlo Felice di Genova, i direttori Stefano Torboli trentino e Delio Cassetta bellunese, la Fondazione Teatri delle Dolomiti, il ristorante il Moretto e l’istituto 'Dolomieu'”.

 

Tutti questi attori coinvolti hanno permesso di programmare un evento che nutrirà sia l’anima con la musica che il corpo col cibo e sarà qualcosa di nuovo per la città di Belluno che aveva già avuto un'anteprima lo scorso 2 gennaio ma non vedeva un concerto operistico a capodanno da anni. L’auspicio è di poter fare il tutto esaurito anche quest’anno grazie alla proposta che vuol essere indirizzata certamente ai bellunesi ma si spera anche ai numerosi turisti che frequentano in questi giorni le nostre località dolomitiche e con questo potranno trovare a Belluno un concerto operistico simil-viennese.

 

Nel corso della presentazione ad intervenire è stata anche Francesca Bortoluzzi consigliera di Fondazione teatri delle Dolomiti che ha definito questo concerto di capodanno “di grandissimo valore”. “L'auspicio – ha spiegato - è che diventi una tradizione utile all’identità della nostra città e possa regalare un momento di spensieratezza proprio com’è stato per il concerto di Vienna che, ricordo, fu creato nel 1939, dopo l’annessione dell’Austria al terzo Reich, dall’allora direttore d'orchestra della Filarmonica di Vienna per mantenere salde le radici di quella terra e allo stesso tempo dare un momento di svago ai viennesi. Ricordo che il precedente concerto mi ha molto emozionata vedendo gli spettatori battere tutti insieme le mani a ritmo della marcia di Radetzky perché ha mostrato un clima di una città unita e spero che anche quest’anno vada così avendo in aggiunta anche il buffet con i prodotti scelti e selezionati nel nostro territorio.”

 

La parola è poi passata al direttore Torboli che ha ringraziato per l’invito e si è detto contento per questa iniziativa nella città di Belluno che per lui è nuova e da scoprire. I brani del concerto saranno, per la prima parte, estratti dal repertorio di Edvard Grieg e Jean Sibelius, due compositori del nord Europa, che “a sorpresa ci mostreranno con la loro musica la luce dei paesi del nord solitamente associati a paesaggi bui” e che richiedono un’alta capacità e abilità d’esecuzione mentre nella seconda parte si passerà ai valzer e le polke di Strauss padre e figlio con brani celebri quali il bel Danubio blu e la marcia di Radetzky.

A prendere la parola durante la presentazione dell'evento anche Klaus Broz di Euritmus che ha fatto presente come “lavorare su Belluno è una bella prospettiva sia per quanto anticipato dalla Bortoluzzi sia per l’opportunità di costruire qualcosa tutti insieme e creare proposte che possano coinvolgere anche i giovani, per i quali la cultura deve vivere, e rendere Belluno una città europea della musica.” Ha proseguito affermando che “a Belluno ho riscontrato un grande supporto da parte di tutti, che è cosa rara, e ritengo che sia una città con grande potenziale viste anche le numerose realtà formative presenti sul territorio. Ringrazio anche gli sponsor che hanno creduto in questa proposta e anticipo che con la fondazione teatri c’è l’idea di creare progetti stabili nel tempo basati sulla reciproca fiducia”

 

Ha concluso la presentazione il professore Tommaso Donatucci dei licei “Renier” che ha ricordato come “i progetti possono esistere solo se ci sono persone che li realizzano, che una città vive solo se ci sono progetti in essere e se c’è una comunità che partecipa e che non bisogna aspettare che sia sempre tutto perfetto ma che bisogna pian piano cominciare un percorso che porta alla realizzazione di una grande progetto”.

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