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| 06 mar 2023 | 16:11

Dalla città ai paesini montani: ecco come Set Distribuzione porta l'elettricità nelle case trentine (FOTO e VIDEO). “In un anno +200% di impianti fotovoltaici”

Francesco Faccioli, il Ceo della società del Gruppo Dolomiti Energia, che garantisce il servizio elettrico in Provincia di Trento a circa 330mila utenti, spiega a il Dolomiti come funziona l'intero processo e le sfide che la realtà sta affrontando per il futuro: “Ogni anno investiamo oltre 20 milioni di euro nella nostra rete, grande attenzione alla sicurezza del nostro personale e allo sviluppo tecnologico” 

Dalla città ai paesini montani: ecco come Set Distribuzione porta l'elettricità nelle case trentine

ROVERETO. Il dato di partenza è uno: nell'epoca della crisi climatica e della transizione energetica, la decarbonizzazione dell'economia passa inevitabilmente dall'elettrificazione dei consumi. A livello pratico, questo si traduce nella necessità di rendere accessibile l'energia ovunque sul territorio (in particolare in uno con una conformazione 'difficile', come il nostro), lavorando quindi al contempo sugli investimenti nelle infrastrutture, in risorse umane sempre più preparate e nello sviluppo di tecnologie all'avanguardia, con lo sguardo sempre rivolto all'aspetto sostenibilità. E sono proprio queste le sfide che in Trentino sta portando avanti Set Distribuzione, società del Gruppo Dolomiti Energia che garantisce il servizio elettrico in Provincia a circa 330mila utenti. Si tratta di uno dei tanti 'tasselli', spiegano i responsabili a il Dolomiti, che formano il grande gruppo di De e che, in questo caso, si inserisce proprio nel ramo elettrico, occupandosi in sostanza di far arrivare l'energia fino ai contatori, all'interno delle nostre case. Ma come funziona l'intero processo?


A spiegarlo a il Dolomiti è l'Amministratore delegato di Set, Francesco Faccioli: “La nostra società – dice – si colloca all'interno dei servizi offerti dal Gruppo Dolomiti Energia, nell'ambito in particolare dell'energia elettrica: nell'intero processo siamo il penultimo 'step', quello che in termini tecnici si occupa della distribuzione e della misura”. In sostanza, Set si occupa dunque dei tralicci a media e bassa tensione, l'ultimo tassello prima dell'arrivo dell'energia all'interno delle case. Facendo un paragone a livello stradale: partendo, per così dire, dall'autostrada rappresentata dalle linee di alta tensione, Set si occupa delle strade 'provinciali' e poi dell'arrivo dell'energia ai contatori di proprietà, attraverso i quali la realtà inserita nel Gruppo Dolomiti Energia 'arriva' direttamente nelle case dei cittadini sul territorio. Di quale territorio si parla? “Di tutta la Provincia di Trento – dice Faccioli –, dove siamo il distributore di riferimento servendo il 90% dell'area”. Proprio l'attenzione nei confronti del territorio, dicono i vertici di Set, è uno dei focus della società: “Siamo organizzati con 7 unità operative molto vicine al territorio – spiega il Ceo –, per poter offrire un servizio rapido, pronto e veloce non solo in caso di guasto, ma per fornire in generale un contatto vicino e accessibile ai cittadini”. Per portare avanti questo obiettivo, anche in ottica futura, da 3 anni Set sta tra l'altro ultimando la stabilizzazione delle sue varie Unità operative periferiche, acquistando le sedi locali presenti.


In termini numerici, sono ben 276 le persone che lavorano per la società: “Di queste – precisa Faccioli – oltre la metà, 160, sono attive ogni giorno sul territorio sui nostri impianti. In particolare le strutture che gestiamo sono innanzitutto le cabine primarie, i nodi dove ci interconnettiamo con 'l'autostrada' rappresentata dalla linea ad alta tensione”. Il primo passaggio a quel punto è di 'portare' l'energia in media tensione: “In tutto il Trentino sono una trentina le strutture di questo tipo che gestiamo. Da lì l'energia viene distribuita su circa 4mila chilometri di rete a 20mila volt (seguendo il paragone fatto in precedenza, le strade 'provinciali' ndr), utilizzata dalle utenze industriali”. Successivamente, nelle circa 4.500 cabine secondarie, la tensione viene abbassata ulteriormente a 400 volt, portando l'energia ad abitazioni, negozi e artigiani attraverso una rete di oltre 9mila chilometri (le strade 'locali'). Una di queste strutture, inaugurata circa 2 anni fa, è la cabina di Rovereto Nord, che ha sostituito quella presente in precedenza in città garantendo, con le sue due linee, maggiore continuità al servizio.

Complessivamente dunque, Set gestisce oltre 13mila chilometri di rete per servire oltre 330mila utenze connesse in bassa tensione e oltre 1000 connesse a media tensione. Come detto, la società del gruppo De lavora ogni anno per adeguare la sua rete e le sue infrastrutture, con uno sguardo rivolto al futuro: “Investiamo nella nostra rete oltre 20 milioni di euro ogni anno – dice Faccioli – per renderla più affidabile di fronte al continuo aumento di utilizzo”. Aumento che da diversi anni (ma in particolare negli ultimi 3) riguarda non solo il numeri di utenti (cresciuti di 2.200 unità solo nel 2022) che consumano energia, ma anche di quelli che la producono, immettendola nella rete: “In questo momento siamo uno dei territori in Italia con la più alta percentuale di utenti che ha il suo impianto di produzione, principalmente fotovoltaico”. Una rivoluzione che rende tutto il processo più complesso (le 'strade' utilizzate non sono più, diciamo, a senso unico) ma anche molto più sostenibile.


“Il compito del distributore è abilitare questo aumento e cambiamento della produzione – spiega l'Amministratore delegato di Set –. Oggi più di 20mila abitazioni connesse alla nostra rete sono dotate di impianto fotovoltaico, il 6% del totale. Solo nell'ultimo anno sono stati connessi 3.500 nuovi impianti: da un trend storico di 500 all'anno abbiamo fatto due salti dal 2020, uno circa del 130% nel 2021 (a 1.200 impianti) ed un ulteriore del 200% nel 2022”. L'attenzione di Set nei confronti dell'ambiente riguarda poi anche la rete stessa: “Dopo Vaia – dice Faccioli – abbiamo interrato decine di chilometri di rete che correva nei boschi, 28 solo l'anno scorso, portando ad una ricrescita su ben 22 ettari di area boschiva tornata ad essere libera. Ci siamo attivati poi per isolare i tratti più pericolosi di cavi per l'avifauna e utilizzando, all'interno dei nostri nuovi trasformatori, solo olio di origine vegetale”.

La complessità del sistema gestito dalla società comporta poi una continua attività di controllo, portata avanti ventiquattro ore su ventiquattro dal centro di controllo attivo a Trento. La maggior parte dei guasti in ogni caso viene risolta automaticamente dalla rete, sulla quale sono comunque in attività costantemente i tecnici ed il personale di Set. Un'attenzione ed un impegno che hanno portato a livelli di efficienza molto migliori rispetto ai limiti, in termini di interruzione del servizio all'utenza, previsti dall'autorità di controllo nazionale: “Una situazione – spiega Faccioli – che ogni anno ci porta diversi premi, che si traducono poi in maggiori investimenti”. Investimenti che a loro volta non riguardano solo le infrastrutture, ma anche il personale: “Lavoriamo molto sulla sicurezza, sia dal punto di vista materiale che da quello della formazione. Ogni anno sono più di 80mila gli interventi che portiamo avanti sul territorio e sia nel 2020 che nel 2022 siamo riusciti a portare a zero il numero di infortuni sul lavoro. Quando si parla di alta tensione o di salire, per esempio, a decine di metri d'altezza sui tralicci, non è ammissibile una svista”. Un tema, quello della sicurezza sul lavoro, che Set porta avanti anche in collaborazione con le scuole del territorio, con le quali i vertici della società stanno portando avanti una serie di contatti anche dal punto di vista formativo.


Come anticipato, per Set l'obiettivo è rendere accessibile l'energia su tutto il territorio provinciale e per farlo, conclude Faccioli, la società raggiunge anche i luoghi più isolati. “A prescindere dalla posizione dalla quale arriva la richiesta di connessione alla rete – spiega – il preventivo per quanto riguarda le abitazioni di residenza è calcolato in maniera forfettaria: gli utenti pagano dunque la stessa cifra in ogni zona del Trentino in base alla potenza richiesta”.

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