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Trento
21 gennaio | 05:01

Vola il fotovoltaico in Trentino: “Dal 2021 +360%, copre il 10% del fabbisogno totale”. Set Distribuzione: “Grande anche la richiesta di colonnine di ricarica per auto elettriche"

I dati di Set Distribuzione, la società del gruppo Dolomiti Energia che garantisce il servizio elettrico in Provincia di Trento. Un servizio, spiega a il Dolomiti il Ceo Francesco Faccioli, che in un'epoca di transizione energetica e di progressiva elettrificazione si fa sempre più strategico (e sempre più complesso), dovendo gestire non solo consumi sempre maggiori ma anche la produzione (e la conseguente immissione nel sistema) di energia da parte dei singoli cittadini. Ecco i dati in Trentino

Vola il fotovoltaico in Trentino: “Dal 2021 +360%, copre il 10% del fabbisogno totale”

TRENTO. Dalle pompe di calore alle cucine ad induzione, dalle colonnine di ricarica per le auto elettriche fino agli impianti fotovoltaici: nell'epoca della crisi climatica, lo abbiamo detto in più occasioni, il processo di decarbonizzazione dell'economia passa inevitabilmente (anche e soprattutto) dall'elettrificazione dei consumi. Al di là della ricerca e dello sviluppo tecnologico però, dietro a questa sfida sta la necessità di adeguare la rete di distribuzione (la rete di strade, per così dire, dove si muove l'energia elettrica), per gestire non solo consumi sempre maggiori da parte di cittadini e imprese ma anche la produzione (e la conseguente immissione nel sistema) di energia nella rete stessa. Una sfida che, in Trentino, sta raccogliendo con grandi risultati Set Distribuzione, la società del Gruppo Dolomiti Energia che garantisce il servizio elettrico in Provincia ad oltre 330mila utenti, unendo ad investimenti annuali da decine di milioni di euro un'attenzione sempre più alta nei confronti della sostenibilità ambientale. Il tutto mentre in Trentino, ad oggi, il fotovoltaico copre il 10% del fabbisogno energetico e la crescita nel numero di impianti installati negli ultimi 2 anni, soprattutto grazie agli incentivi offerti dal Superbonus ed alle prospettive sempre più concrete che arrivano dal fronte delle comunità energetiche rinnovabili, ha raggiunto un vertiginoso +360%. Ma procediamo con ordine.

 

Il compito di Set, in poche parole, è quello di essere un “soggetto abilitante” la transizione energetica nell'ottica di una maggiore eco-sostenibilità del sistema, dice a il Dolomiti il Ceo della società Francesco Faccioli. Come già spiegato in passato (Qui Articolo), Set si colloca infatti all'interno dei servizi offerti dal Gruppo Dolomiti Energia nel ramo elettrico, occupandosi in sostanza di far arrivare l'energia fino ai contatori, all'interno delle nostre case (dei tralicci, quindi, a media e bassa tensione: usando una metafora, si tratta delle 'strade provinciali' che, diramandosi dall'autostrada rappresentata dell'alta tensione, arrivano appunto nelle nostre abitazioni). In altre parole: “Set è il partner, per così dire, dietro le quinte – dice Faccioli – e oggi la sfida per la gestione e l'adeguamento dell'infrastruttura che operiamo è duplice: dobbiamo garantire un 'traffico' maggiore sulla nostra linea, visto l'aumento dei livelli di consumi determinato dal processo di elettrificazione, e al contempo implementare un 'doppio senso' di marcia per la produzione energetica derivata dai sistemi fotovoltaici installati in numeri sempre maggiori in Provincia. Alimentiamo circa il 90% del territorio trentino e negli ultimi anni la crescita in questo senso è stata infatti continua e importante”.

 

A livello numerico, dal punto d'osservazione della società risulta come, nel 2021, fossero 1.200 in tutto gli impianti fotovoltaici installati in Trentino. Un numero più che raddoppiato nel 2022, arrivando a circa 3.500 impianti, e cresciuto nuovamente (e oltre le aspettative della società stessa) nel 2023, chiuso con ben 5.700 impianti fotovoltaici installati. “Nel giro di un paio d'anni – continua Faccioli – la crescita è stata quindi del 360%. A livello generale parliamo oggi di un totale pari a circa l'8% dei nostri utenti i cui impianti, ad oggi, sono in grado di garantire approssimativamente il 10% del fabbisogno energetico in Trentino”. Un dato non da poco, in particolare se si considera che il territorio provinciale può contare su un'altra grande fonte di energia pulita: l'idroelettrico. “A questo punto ci aspettiamo, esaurito il Superbonus, un rallentamento nel tasso di crescita – dice Faccioli – ma recentemente si è sbloccato anche il tema delle comunità energetiche rinnovabili, nel quale sta operando anche il Gruppo Dolomiti Energia”. A Rovereto per esempio, sulla copertura di una delle sedi del gruppo è stato realizzato recentemente un importante impianto fotovoltaico, che verrà utilizzato per costituire una comunità energetica a beneficio della comunità della Città della quercia. In totale, l'impianto è in grado di garantire il fabbisogno energetico giornaliero medio di circa 240 famiglie.

“La base di un sistema che fa più affidamento sull'energia elettrica – precisa comunque il Ceo di Set Distribuzione – è una rete più affidabile. Per questo continuiamo ad investire per cercare di ridurre le interruzioni, un ambito nel quale siamo un'eccellenza a livello italiano. Registriamo infatti mediamente una interruzione all'anno, a fronte di uno standard atteso di 3, con una durata media di 20 minuti, ben al di sotto dei 55 minuti attesi. Dietro questi numeri c'è una strategia di Set che si compone anche di forti investimenti: negli ultimi anni siamo passati da un totale di investimenti di 23 milioni annuali a oltre 40 milioni nel 2023”. Investimenti che riguardano anche il capitale umano, per così dire, della società: sono 280 in tutto i dipendenti di Set attivi sul territorio e nel 2023 le nuove assunzioni sono state 25, con la previsione di ulteriori 15 posizioni aperte per il 2024.

 

Parlando in generale di elettrificazione, sottolinea il Ceo di Set Distribuzione, una delle voci più in crescita in questa fase è quella della mobilità elettrica e gli effetti, in termini di richiesta per le colonnine di ricarica, si fanno sentire. “La mobilità elettrica sta vivendo un vero e proprio boom – ribadisce Faccioli – e stiamo attivando un numero di colonnine di ricarica (si tratta di impianti ad uso pubblico ndr) in continua crescita: da 20 in totale nel 2022 siamo passati a 32 nel 2023. Ciò che stupisce sono però le richieste che ci sono arrivate: dalle 22 registrate nel 2021 siamo passati a 79 lo scorso anno. E per il 2024, contando la spinta prevista per il settore grazie ai bandi dedicati all'interno del Pnrr, ci aspettiamo un'ulteriore crescita. Si tratta infatti di un aspetto, quello dell'attenzione ai sistemi di ricarica per la mobilità elettrica, sempre più richiesto (e spesso, anzi, dato ormai come per scontato) per quanto riguarda in particolare le strutture nell'ambito dell'ospitalità e del turismo. In generale possiamo dire che le richieste di connessioni di punti di ricarica confermano quindi il trend di crescita del mercato e dell'intera filiera dell'auto elettrica”.

 

Si tratta in generale di processi ed evoluzioni che hanno un'origine comune: la transizione energetica e la necessità di ridurre l'impatto delle attività umane sull'ambiente. E proprio per questo l'attenzione di Set per quanto riguarda l'eco-sostenibilità è a 360 gradi: “Sul fronte ambientale lavoriamo su diverse direttrici. Dopo il disastro di Vaia per esempio abbiamo dato il via ad un vasto piano di interramento delle reti per evitare, da una parte, i rischi all'infrastruttura collegati a fenomeni estremi e per ridurre, dall'altra, l'impatto ambientale della nostra linea, composta da oltre 12mila chilometri di rete con oltre 4.500 cabine. La riduzione delle linee aree aumenta infatti l'affidabilità, permettendo al contempo al bosco di crescere nelle zone occupate in precedenza dai pali. Nelle apparecchiature elettriche delle nostre cabine usiamo tra l'altro solo olio vegetale, riducendo anche il numero di trasformatori fissati a pali (potenziali punti deboli per il sistema) e l'utilizzo di composti climalteranti (come l'Sf6). In questa fase siamo poi molto impegnati anche nella sostituzione dei contatori: nel solo 2023 sono state ben 155mila le operazioni effettuate e contiamo di effettuarne altre 160mila quest'anno. I nuovi contatori permetteranno un maggior controllo dei consumi e di conseguenza una maggior regolazione dei consumi stessi: andiamo nella direzione di una digitalizzazione nazionale per innovare il settore ed è quindi importante che i cittadini comprendano che l'attività di sostituzione non è superflua, ma rientra in progettualità di più ampio respiro, a carattere nazionale”.

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