La centrale idroelettrica a Panchià che garantirà energia per 2.000 famiglie? C'è chi dice ''no'': ecco la posizione del Comitato difesa acque del Trentino
Negli scorsi giorni l'annuncio di Dolomiti Energia dell'ottima campagna di crowdfunding per realizzare l'opera lungo il rio Cavelonte (raccolto in 10 giorni quasi mezzo milione di euro). Ecco la replica del comitato permamente difesa delle acque del Trentino che replica punto su punto alla multiservizi trentina

TRENTO. C'è chi dice no anche alle centraline idroelettriche. E' il Comitato permanente di difesa delle acque del Trentino che interviene con un comunicato dal titolo ''l'insostenibile peso di una finta sostenibilità'' per attaccare quanto annunciato ormai tre settimane fa da Dolomiti Energia: la raccolta di mezzo milione di euro con un'operazione di crowdfunding per realizzare una centrale idroelettrica lungo il rio Cavelonte. Un progetto fortemente voluto dalla comunità (e la raccolta fondi è un esempio di finanziamento dal basso impressionante) e dal Comune di Panchià che ha incaricato la multiservizi trentina (che è al 64% partecipata da enti pubblici) di realizzarla e gestirla per i prossimi 16 anni salvo poi ''restituirla'' allo stesso Comune di Panchià e quindi ai suoi abitanti.
L'opera darà energia a 2.000 famiglie che in tempi di cambiamenti climatici, necessità di abbattere l'uso di energia fossile, calo delle fonti di sostentamento non è certo poca cosa. Il Comitato Permanente di difesa delle acque del Trentino però non ci sta. ''Stiamo parlando di quella strategia di comunicazione di certe imprese finalizzata a costruire un'immagine di sé ingannevolmente positiva sotto il profilo dell'impatto ambientale - spiegano dal comitato - allo scopo di distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica dagli effetti negativi delle loro attività per l'ambiente. La sostenibilità è costituita da tre componenti: la sostenibilità economica, quella sociale e quella ambientale. Le tre componenti tuttavia non hanno pari peso''. E quindi la spiegazione che in Trentino si prediligerebbe la sostenibilità economica al resto e poi si ribatte punto su punto al comunicato di Dolomiti Energia:
''Proviamo dunque a tradurre in altri termini le dichiarazioni di Dolomiti Energia - scrivono - Costruiamo un impianto non necessario (le 2000 famiglie di Panchià la corrente ce l’hanno già) in parte a spese di soci inconsapevoli di cosa sia un impianto idroelettrico, dei costi e delle competenze necessarie per gestirlo. Rivendiamo a tutti, anche a loro, l’energia elettrica che hanno già, e quando l’impianto è vecchio glielo molliamo sul groppone, il tutto deturpando un territorio con elevato stato di integrità, degradando forse irrimediabilmente la qualità di un corso d’acqua e del suo bacino, in barba al Piano Tutela Acque Trentino, dove troviamo l’obbligo di garantire lo stato “buono” o “elevato” per tutti i corsi d’acqua trentini. Genereremo sicuramente esternalità negative (cioè soldi che escono dalle nostre tasche per rimediare ai danni ambientali) con la pesante modificazione morfologica e funzionale del corso d’acqua''.













