"E' assurdo, dobbiamo ancora rendercene conto. Abbiamo perso un amico vero, di quelli sempre disponibili ed entusiasti. Se n'è andato facendo ciò che più amava fare"
Il ricordo di Alberto Franzoi nelle parole degli amici Stefania e Gabriele Decarli. "Alberto era uno splendido compagno e un bravissimo papà. Adorava tutto quello che era significava sport e contatto con la natura. E' veramente assurdo pensare che non ci sia più. Negli ultimi due anni era stato il nostro timoniere sulla zattera dell'equipaggio di Melta del Gardolo per il Palio dell'Oca"

TRENTO. Il giorno dopo la tragedia in val di Fleres che ha strappato, troppo presto, alla vita il 34enne trentino Alberto Franzoi (QUI ARTICOLO), gli amici dell'alpinista trentino stanno ancora cercando di metabolizzare l'accaduto. Difficile, impossibile rendersi conto che Alberto non ci sia più.
"E' dura, durissima - raccontano Stefania e Gabriele Decarli, marito e moglie di Trento che di Alberto e della compagna sono amici da anni - e, ancora, si fatica a rendersi conto che tutto questo sia vero e non si tratti solamente di un brutto sogno. Se n'è andato facendo quello che più amava fare, visto che era un cultore della montagna, uno sportivo a trecentosessanta gradi, una di quelle persone che, appena gli proponevi una nuova attività all'aria aperta, ti diceva subito di sì, perché era un'entusiasta. Faceva veramente di tutto: camminava in montagna, arrampicava, praticava lo sci alpinismo, correva sia su strada che sui sentieri. Adorava tutto quello che era significava sport e contatto con la natura. E' veramente assurdo pensare che non ci sia più".
Alberto lascia la compagnia (che lavora presso una palestra cittadina) e due figli piccoli di 5 e 3 anni, con i quali viveva nella loro casa nel sobborgo di cittadino di Vigo Meano. Da ormai una decina di anni lavorava presso l'Istituto di Fisica Nucleare a Povo e il suo tempo libero lo dedicava alla famiglia e alla pratica sportiva.
"Alberto era uno splendido compagno e un bravissimo papà - prosegue Stefania nel ricordo dell'amico -. Io l'ho conosciuto qualche anno fa tramite mio marito, con il quale erano accomunati dalla passione per il boulder. La frequentazione è diventata poi anche extrasportiva, visto che nostro figlio ha l'età del più piccolo dei bimbi di Alberto e della sua compagnia e, dunque, abbiamo avuto modo di condividere anche tanti altri momenti. Quando dico che lui era un ragazzo sempre pronto a dare una mano e ad essere coinvolto in attività mi viene in mente il Palio dell'Oca. Noi siamo di Melta di Gardolo e, un paio d'anni fa, mio marito ha chiesto ad Alberto se volesse entrare a far parte della squadra. Non c'è stato bisogno di ripeterglielo due volte: ha detto subito sì, con il suo naturale e incredibile entusiasmo. E' diventato immediatamente uno del team e, in occasione delle ultime due edizioni, è stato il timoniere della nostra zattera".
Impossibile dare un senso a qualcosa che senso non ha, adesso è il momento del dolore, dello smarrimento e del ricordo.
"E il nostro - conclude Stefania - non potrà che essere sempre e solo un ricordo meraviglioso perché, non è retorica, abbiamo perso una persona buona, straordinaria. Altro non serve aggiungere".














