Grate di ferro in stazione per tenere lontani i senzatetto, la denuncia di Bozen Solidale: "Ma veramente siamo arrivati a questo schifo?"
Grate di ferro, viene spiegato dagli attivisti, che vanno a chiudere qualsiasi minimo spazio utilizzato come rifugio dai senzatetto

MERANO. “Pur di espellere e marginalizzare, pur di rendere inaccessibile qualche metro quadrato di tettoia, pur di non deturpare la vista ai turisti che arrivano in treno, siete riusciti a costruire un muro davanti ad altri muri, delle grate davanti ad altre grate. Mentre, nel frattempo, venivano chiuse le (pochissime) strutture di emergenza per persone costrette a dormire all'addiaccio. Ma veramente siamo arrivati a questo schifo?”. Sono parole durissime quelle che arrivano da Bozen Solidale in merito alle grate che sono state messe attorno alla stazione di Merano.
Grate di ferro, viene spiegato dagli attivisti, che vanno a chiudere qualsiasi minimo spazio utilizzato come rifugio dai senzatetto.

“Un'architettura ostile così violenta e impattante che veramente – spiega sui sociale Bozen Solidale - facciamo fatica a scrivere qualcosa a riguardo. È una lunga fortificazione che quasi supera quelle dei peggiori confini della Rotta Balcanica”.
Una “fortificazione” viene definita dagli attivisti che ricalcale azioni messi in campo a Bolzano. “Ecco, questi muri, come le barriere a forma di cubi inserite sotto i piloni dell'A22 a Bolzano, sono il più alto simbolo di un razzismo brutale, reale, violento” concludono.













