Muffa, scorpioni, rifiuti e bagni intasati: nella Residenza Fersina i migranti vivono nell’abbandono totale. "Manca il respiro dall'odore" (LE IMMAGINI SHOCK)
L'immondizia finisce nei corridoi, lungo i lati si trova qualsiasi cosa, avanzi di cibo, scatole vuote, stracci sporchi, sacchi di plastica. E' la situazione in cui sono stati costretti per giorni a vivere i richiedenti protezione internazionale alla Residenza Fersina, a pochi passi dal centro di Trento. Un'emergenza che non è soltanto igienica ma anche morale. Solo dopo le continue richieste degli ospiti e l'interessamento della situazione da parte dei giornalisti negli spazi comuni qualcosa è cambiato (il video nell'articolo)

TRENTO. “Certe volte manca il respiro. Non è possibile una cosa del genere”. Un odore tremendo prende subito alla gola appena si entra. Pavimenti incrostati, bagni indegni, cumuli di rifiuti mai raccolti che arrivano a occupare anche le scale esterne.
Non stiamo parlando di un posto abbandonato. Ma della Residenza Fersina dove vivono circa 250 persone, richiedenti protezione internazionale, costrette a trovarsi in una situazione del genere.
Siamo a pochi passi dal centro di Trento, in una struttura che dovrebbe rappresentare il volto umano dell'accoglienza ma che, invece, da ormai diverso tempo sembra essere tutto abbandonato al proprio destino.

Già nell'aprile di questo anno (QUI L'ARTICOLO) le immagini che avevamo pubblicato mostravano uno stato tremendo dei corridoi e dei bagni. In quell'occasione l'esasperazione di qualche persona aveva portato all'ennesimo grave episodio con un incendio in bagno di alcuni bidoni in plastica per i rifiuti e con il fumo che aveva riempito quasi un intero piano.
Il contratto di appalto per la gestione della struttura con la cooperativa Kaleidoscopio è scaduto a fine giugno e successivamente c'è stato il passaggio alla nuova affidataria Leone Rosso.
La struttura è fatiscente, cade letteralmente a pezzi, “questi ragazzi sono fermi lì dentro e quello che sta accadendo è una situazione impossibile da gestire” ci aveva spiegato un operatore. Le immagini che sono arrivate a il Dolomiti e che abbiamo verificato giovedì sera mostrano però un'emergenza che non può essere taciuta e che è andata avanti per giorni.

"Viviamo nella sporcizia, tra muffa e bagni intasati" ci dicono i ragazzi. Qualcuno sta male, ha gravi patologie, e di recente qualche ospite è arrivato a fare lo scoperto della fame e delle medicine.
I ragazzi che vivono all'interno della Residenza Fersina non riescono più ad andare avanti e hanno voluto mostrarci giovedì sera quello che stava accadendo ormai da giorni. I bagni davvero sporchissimi, alcuni intasati, ci dicono, e non possono essere usati.
I bidoni della spazzatura sono stracolmi, come se quasi nessuno li svuotasse da settimane. L'immondizia finisce nei corridoi, lungo i lati si trova qualsiasi cosa, avanzi di cibo, scatole vuote, stracci sporchi, sacchi di plastica.
La puzza entra nelle camere. “Abbiamo già chiesto più volte che qualcuno faccia qualcosa ma nessuno ci sta ascoltando. E' impossibile resistere in questo modo” ci dicono i ragazzi.

Lo sporco riempie ogni spazio. Anche le scale esterne sono piene zeppe di rifiuti. I pavimenti sono bagnati. Dietro le mura della Residenza Fersina che avrebbe dovuto accogliere in modo dignitoso i migranti, oggi c'è un dramma dimenticato.

Solamente dopo giorni di emergenza e dopo continue richieste di intervento dagli ospiti della residenza, nella giornata di ieri le zone riempite di rifiuti sono state pulite. E' bastato che dei giornalisti iniziassero ad interessarsi della vicenda perché qualcuno arrivasse a pulire.
Quella che abbiamo visto è un'emergenza che non è soltanto igienica ma anche morale. L’accoglienza non può trasformarsi in reclusione, né la dignità può essere messa in stand-by in attesa di chissà cosa. Chi vive lì dentro sta chiedendo solo di vivere da essere umano.












