"Degrado alla Residenza Fersina, pericolo concreto per la salute pubblica e violazione dei diritti fondamentali degli ospiti: la Provincia sapeva?"
La consigliera di Avs Lucia Coppola interroga presidente e assessore: "Condizioni igienico-sanitarie e strutturali gravemente degradate: quali interventi immediati intende adottare la Provincia?"

TRENTO. Non poteva che scatenare immediate reazioni sociali e politiche lo stato di degrado in cui versa la residenza Fersina di Trento: dopo il racconto de il Dolomiti con tanto di foto e video che dipingevano un quadro desolante fatto di pavimenti incrostati, bagni indegni, cumuli di rifiuti mai raccolti che arrivano a occupare anche le scale esterne, è arrivata sul caso un'interrogazione in consiglio provinciale.
A presentarla è la consigliera di Alleanza Verdi e Sinistra Lucia Coppola, che ha chiesto conto alla giunta di una serie di questioni su una struttura - in chiusura a fine anno - che non sembra conoscere pace.
"La Residenza Fersina di Trento - scrive Coppola - ospita attualmente circa 274 richiedenti protezione internazionale, persone in situazione di estrema vulnerabilità, che secondo le normative nazionali ed europee dovrebbero essere accolte in condizioni dignitose, sicure e salubri. La chiusura della struttura a fine anno segnerà la fine di un modello di accoglienza accentrata che si è rivelato fallimentare sotto diversi profili: per l’elevato numero di persone conviventi sotto lo stesso tetto, con conseguente tensione sociale e rischio per la sicurezza; per la scarsità di risorse dedicate, in particolare nei confronti dei soggetti più fragili e vulnerabili; per l’isolamento e l’emarginazione di fatto cui queste persone sono state condannate, negando ogni reale percorso di integrazione".
Ma ora gli attuali ospiti della struttura, in maggioranza giovani uomini provenienti da Marocco e Pakistan e di età compresa tra i 18 e i 34 anni, sono costretti a vivere in una situazione di gravissimo degrado: "Una situazione che non solo rappresenta un pericolo concreto per la salute pubblica, ma configura anche una violazione dei diritti fondamentali delle persone ospitate. Solo dopo giorni di proteste da parte degli ospiti e l’interessamento della stampa, sono stati effettuati interventi minimi di pulizia nelle aree comuni, sintomo di una gestione palesemente reattiva e non preventiva".
Tutto questo in una situazione di cambio di gestore completato poco più di un mese fa: "Il contratto con la cooperativa Kaleidoscopio - scrive Coppola - è scaduto a fine giugno, e la gestione è ora affidata alla cooperativa Leone Rosso. Il subentro non può giustificare il completo abbandono e la mancanza di interventi tempestivi".
La consigliera provinciale ha quindi chiesto al presidente della Provincia chiarimenti sulla situazione igienico-sanitaria della residenza, sui controlli effettuati e sulle azioni strutturali che si metteranno in campo per ripristinare la vivibilità, sulla sicurezza degli impianti, sulle misure per evitare futuri degrado, sulle alternative abitative post-chiusura e sulle garanzie contrattuali della nuova cooperativa Leone Rosso.












