"Una deriva repressiva senza precedenti. No agli sgomberi, al taser e al Cpr": Bozen Solidale contro il Comune sul tema sicurezza
L'associazione bolzanina si scaglia contro l'amministrazione che, dopo lo sgombero sul Talvera, ha dichiarato che questi interventi saranno "continuativi" e se necessario quotidiani

BOLZANO. Dopo lo sgombero avvenuto ieri lungo le sponde del torrente Talvera, a Bolzano, l'assessore Marco Caruso e il sindaco Claudio Corrarati lo avevano detto: non sarà il primo. Anzi. Nel capoluogo altoatesino da oggi in poi, pugno duro del Comune che annuncia chiaramente: “Non sarà come al solito. Gli sgomberi avverranno quando necessario, anche tutti i giorni”. Il decoro urbano e la sicurezza saranno le motivazioni legate a quelli che saranno sgomberi “continuativi”. Ma non solo: nel piano per combattere il crimine del comune vi è anche la richiesta di taser in dotazione alla polizia municipale e l'apertura di un CPR.
Ma per chi plaude al pugno duro dell'amministrazione comunale, c'è anche chi, con questa politica, non ci sta. E' "Bozen Solidale" a prendere parola in quest'occasione definendo gli sgomberi delle ultime ore come “inutili e costosissimi". "Dopo dieci anni di sgomberi, hanno deciso di aggiungere il termine "continuativi" tanto per darsi un tono rispetto alle loro feroci politiche securitarie – commentano i rappresentanti di Bozen Solidale - Non abbiamo più commenti per definire la pericolosità del taser e la disumanizzazione dei CPR. Mettono tutto in un unico calderone, servirà a distrarre le persone dai problemi reali, tra tutti l'impossibilità di trovare una casa ad un prezzo decente".
Secondo Bozen Solidale "l'equiparazione delle persone senza dimora, spesso lavoratori, a dei criminali è semplicemente vergognosa. Negli ultimi mesi, peraltro, ci siamo trovati davanti a diversi casi di donne e minori che sono stati lasciati all'addiaccio e a cui abbiamo trovato, in emergenza, un luogo dove farli dormire. Continueremo a farlo e a contrastare queste politiche che ci stanno portando dentro una deriva repressiva senza precedenti", conclude l'associazione.














