I casi Jj4 e Mj5 rimandati alla Corte di giustizia europea, Failoni: "Nessuna sconfitta. Dal Tar un passo in avanti: la speranza è di un cambio di approccio"
L'assessore Roberto Failoni: "Si rafforza l’auspicio di una svolta sull’importanza degli strumenti che garantiscono la sicurezza delle persone e la gestione dei grandi carnivori"

TRENTO. "La speranza è di un cambio di approccio", queste le parole di Roberto Failoni, assessore che detiene la delega sui grandi carnivori nel Fugatti bis, nel commentare l'ordinanza della giustizia amministrativa sugli orsi Mj5 e Jj4 con la quale si rimette la decisione alla Corte di giustizia europea (Qui articolo). "Dal Tar un passo in avanti nella complessa vicenda amministrativa e giudiziaria che riguarda la gestione dell’orso in Trentino".
L'ordinanza del Tribunale regionale di giustizia amministrativa di Trento ha rimesso all’organo di giustizia comunitario la valutazione sulla corretta interpretazione della normativa rispetto all’adozione di provvedimenti di rimozione degli esemplari definiti "problematici". "Ci auguriamo che questo passo possa rafforzare la speranza verso una piena consapevolezza in ambito europeo sull’importanza della gestione dei grandi carnivori e verso un cambio di approccio, rispetto alla posizione finora tenuta dal Consiglio di Stato sull’abbattimento degli esemplari pericolosi. In gioco, lo ricordiamo, ci sono gli strumenti operativi che devono garantire in primo luogo la sicurezza delle persone, oltre alla prosecuzione delle attività dell’economia di montagna e alla gestione della fauna”.
Per la Provincia viene riconosciuta la correttezza del percorso fin qui intrapreso e definito nelle due delibere firmate dal presidente Maurizio Fugatti. "Va poi precisato - aggiunge l’assessore - che nel suo pronunciamento il Tar di Trento ha ribadito la correttezza dell’operato provinciale e ha sottolineato l’ineludibile pericolosità dell’orsa Jj4. Il fatto, quindi, che il tribunale amministrativo di Trento abbia deciso di rivolgersi alla Corte di giustizia europea è positivo per la Provincia di Trento che ha trovato nelle argomentazioni del Tar piena rispondenza alle proprie tesi".
Il quesito posto dal Tar di Trento alla Corte di giustizia europea ha "l'obiettivo di chiarire la corretta interpretazione della direttiva Habitat nella parte che riguarda le misure da adottare per gli orsi pericolosi. Ci sono due tesi a confronto", prosegue Failoni. "Secondo la tesi sostenuta dalla Provincia di Trento e condivisa dal Tar, esiste una parità tra le due misure, la cattura per collocare l’animale in cattività o l’abbattimento, considerato che entrambe comportano la rimozione dell’esemplare dall’habitat naturale. Nella lettura opposta, sostenuta dai ricorrenti e dal Consiglio di Stato, esiste una gerarchia tra le due misure, con un vincolo per le istituzioni di procedere prioritariamente con la cattura".
E piazza Dante rispedisce al mittente le accuse del mondo animalista di un'altra, ennesima, sconfitta della Provincia. "Nessuna sconfitta. La Provincia agisce invece con correttezza, perseguendo gli obiettivi sopra delineati a garanzia della collettività. Si apre invece un nuovo capitolo che speriamo possa portare ad un chiarimento definitivo sul tema, assolutamente attuale e sentito specie dalle persone che vivono e lavorano in montagna, dei grandi carnivori”.














