Insegnanti di sostegno alle professionali, Degasperi: ''Nei concorsi valutata anche la preparazione per l'insegnamento a studenti con bisogni speciali''
Il consigliere provinciale spiega che la Pat “ha sempre previsto percorsi peculiari senza fare riferimento ai titoli previsti per le scuole statali, percorsi che assicurano quella che gergalmente è definita 'idoneità' provinciale”. Superato il concorso, i docenti sono legittimamente assunti e preparati per insegnare le rispettive discipline anche agli studenti bes

TRENTO. “Da sempre la Provincia nel bandire i concorsi (pubblici) per gli insegnanti prevede (e valuta) che gli stessi abbiano una specifica preparazione anche per l'insegnamento agli studenti con bisogni speciali”. Queste le parole del consigliere provinciale di Onda Civica, Filippo Degasperi, in tema di Formazione professionale, attraverso le quali replica al segretario della Federazione Lavoratori della Conoscenza della Cgil, Raffaele Meo (Qui l'articolo). Quest'ultimo in un proprio intervento aveva parlato di assenza di insegnante di sostegno in alcune scuole professionali.
“Il segretario Meo – spiega Degasperi - ha certamente ragione sotto i profili quantitativi relativi alla carenza di risorse per gli studenti bes. Sbaglia in pieno invece quando affronta il tema Formazione professionale”.
Trattandosi di un ambito in cui la Provincia dispone di competenza esclusiva, giustamente, continua il consigliere provinciale, “ha sempre previsto percorsi peculiari senza fare riferimento ai titoli previsti per le scuole statali, percorsi che assicurano quella che gergalmente è definita 'idoneità' provinciale”. Superato il concorso, i docenti sono legittimamente assunti e preparati per insegnare le rispettive discipline anche agli studenti bes.
“Se questo non succede nelle scuole private che conosce il segretario Meo sarebbe il caso che lo specificasse per evitare confusione. Se si volesse procedere con un percorso riservato per la specializzazione degli insegnanti precari che da anni coprono le voragini negli organici della Formazione professionale pubblica, ben venga. Ma forse è il caso di proporlo chiaramente anziché confondere i lettori con inesistenti carenze di titoli o preparazione” conclude Degasperi.














