La Leal deposita un ricorso contro la rimozione dei due lupi: "Così si rischia l'incremento degli attacchi al bestiame"
La Leal ha depositato al Tar di Trento un ricorso contro il decreto 41 della Provincia, il provvedimento che dispone l'abbattimento di due lupi: "Misura estrema è dannosa per l'ecosistema ma anche estremamente pericolosa: si rischia l'incremento degli attacchi al bestiame. Per la Provincia è più facile abbattere che trovare soluzioni concrete"

TRENTO. "La misura estrema contenuta nel decreto si profila dannosa per l'ecosistema quando non anche estremamente pericolosa", questo il commento di Aurora Loprete e Giada Bernardi. Le avvocate della Leal riferiscono di aver depositato al Tar di Trento un ricorso contro il decreto 41 della Provincia di Trento, il provvedimento che dispone l'abbattimento di due esemplari di lupo sui Monti Lessini. "Lo smembramento di un branco, infatti, comporterebbe la rottura di quell'unità familiare che indurrebbe i lupi a direzionarsi verso il bestiame. Un branco orfano di alcuni elementi e privo di equilibrio, non essendo in grado di contare su condizioni ottimali di sopravvivenza, vedrebbe infatti nelle greggi e nelle mandrie una facile preda, con il conseguente incremento degli attacchi al bestiame".
Il provvedimento trentino di rimozione dei due lupi che sono riusciti a introdursi all'interno del recinto elettrificato nella zona di Malga Boldera ha visto il parere positivo di Ispra e la settimana scorsa i giudici del tribunale amministrativo hanno già respinto la richiesta di sospensione presentata dalle associazioni animaliste Lav, Leal, Wwf e Lndc nei confronti del decreto.
"L' abbattimento degli animali, ancora, metterebbe a rischio l'ecosistema, determinando un aumento delle prede dei lupi, quali cervi, che distruggerebbero la vegetazione", aggiungono Loprete e Bernardi. "Il presidente Fugatti ha dimenticato come l'equilibrio dell'ecosistema sia mantenuto dalla presenza dei predatori e come il Piano di azione per il lupo elaborato nel 2002 dal Ministero dell'ambiente abbia indicato strade e modus agendi ben precisi per il contenimento dei lupi, mai però applicati".
Resta intensa la battaglia legale tra piazza Dante e le associazioni animaliste. La Leal ha depositato un ricorso. "Ancora una volta gli animali diventano il bersaglio dell'inerzia e dell'inadempienza umana perché pare sia più facile per l'amministrazione abbattere che adoperarsi per trovare soluzioni concrete e fattive pur contemplate dalle leggi vigenti", concludono le legali della Leal.
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