"Legge lupo", in Alto Adige via libera al regolamento, previsto anche il prelievo. Schuler: " Nel 2022 ci sono state 517 predazioni, situazione sempre più critica"
Le statistiche parlano di 56 animali predati nel 2018, aumentati di anno in anno fino ai 517 del 2022 ed ai 145 dei primi sette mesi del 2023

BOLZANO. A seguito della decisione da parte del Governo di non impugnare la legge della provincia di Bolzano sull'abbattimento dei lupi, ieri in Alto Adige è stato approvato il regolamento di esecuzione.
La legge provinciale sulle aree di pascolo protette e sulle misure per il prelievo dei lupi è in vigore dal 15 giugno 2023. Il regolamento entrerà in vigore dal giorno della pubblicazione sul Bollettino regionale. La legge non è stata impugnata a seguito di una dura trattativa e della concessione a Ispra di 15 giorni invece di 10 per il proprio parere.
"Dal punto di vista giuridico, ora sono stati compiuti i passi importanti per poter prelevare anche dei lupi. La legge provinciale stabilisce che per consentirlo devono essere designate aree di protezione del pascolo, mentre il regolamento di esecuzione disciplina le modalità di designazione di queste aree di protezione", ha affermato l'assessore provinciale Arnold Schuler, che ha presentato il regolamento alla Giunta provinciale.
L'assessore Schuler nel corso della conferenza stampa di presentazione del regolamento ha spiegato come le 111 predazioni registrate nel 2019 siano passate a 517 nel 2022 e nei primi sei mesi di quest'anno sono 145. “In Alto Adige - ha proseguito Schuler - non ci sono branchi stabili e legati al territorio ma lupi singoli o in gruppi di due o tre che si muovono molto”.

Il regolamento attuativo comprende i criteri fissati dal direttore della Ripartizione Foreste per la designazione delle aree di protezione del pascolo, le modalità di segnalazione dell'attività di dissuasione e di allontanamento del lupo e le modalità di monitoraggio dello stesso.
Di conseguenza, spiega in una nota la Provincia, i pascoli alpini sono designati come aree di protezione dei pascoli se le recinzioni su larga scala, la pastorizia permanente con o senza cani o l'uso di cani da guardia non sono possibili per ragioni oggettive (terreno, ragionevolezza tecnico-economica). Ciò vale, ad esempio, per i pascoli attraversati da escursionisti, ciclisti o selvaggina: le aperture nelle recinzioni potrebbero essere lasciate aperte.
Un altro criterio è quello dei pastori o dei cani da pastore: un alpeggio diventa una riserva di pascolo se non ci sono almeno due pastori in servizio e se non è prevista una sistemazione adeguata per loro. Anche i cani da pastore hanno bisogno di un alloggio protetto. Se questo non è disponibile, l'alpeggio viene dichiarato area di protezione del pascolo.
I lupi sono monitorati dall'Ufficio caccia e pesca in collaborazione con gli agenti venatori. Il monitoraggio è pianificato su diversi percorsi: le tracce dei lupi (feci, urine, peli, saliva) vengono valutate e tipizzate, vengono registrati gli avvistamenti e l'ascolto degli ululati, e sono presenti trappole fotografiche e stazioni trasmittenti. Dissuasioni e allontanamenti devono essere segnalati al numero di emergenza 112.













